Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Norskprøve e Bergenstest

Come ho anticipato nel primo post dalla capitale “Vizi, vezzi e paranoie a Oslo”, i requisiti di conoscenza linguistica si sono fatti negli anni sempre più rigidi, qui in Norvegia. Le leggende raccontano di un paese mitico in cui, fino a pochi anni fa, era sufficiente una buona conoscenza dell’inglese. Nel 2012, quando sono arrivata, la maggior parte degli annunci di lavoro che richiedessero una minima interazione sociale con la popolazione locale, insomma, qualunque impiego che non si svolgesse in blindati uffici colmi di dati numerici e stranieri, richiedeva una “buona conoscenza della lingua norvegese o delle lingue scandinave”. Svedesi e danesi a parte, tutti dovevano mettersi sui libri e imparare l’ABC.

Oggi, questo non basta più. Prendo un caso esemplare, il barnehage vikar, soggetto quasi sempre straniero il cui compito è affiancare gli insegnanti della scuola materna. Impiegato da un’agenzia interinale, sostituisce gli assistenti in malattia o in congedo parentale. Per svolgere questo lavoro, così come la maggior parte dei lavori “sociali”, è ora richiesta la norskprøve. Questo esame serve a stabilire il livello di conoscenza linguistica del candidato. Non si viene promossi o bocciati, solo valutati: livello A1, A2 o B1. E’ possibile sostenere l’esame più volte per raggiungere il livello desiderato. L’esame si tiene nella maggior parte dei comuni, solitamente due volte nel corso di ogni anno (maggio e dicembre), ed è possibile trovare le date, oltre a molte informazioni utili, sul sito http://www.vox.no. http://www.vox.no/Norsk-og-samfunnskunnskap/Norskprove/#Omprven_5

Anche il costo varia in base al comune, in alcuni casi il primo tentativo è gratuito.

La norskprøve consiste in un test orale e in uno scritto, che vengono sostenuti in due differenti giorni, tanto per riprendere fiato.

L’esame orale consiste in una conversazione con un altro candidato su un argomento assegnato dagli esaminatori e due domande a cui rispondere individualmente. Lo scritto si divide invece in tre parti: ascolto, comprensione del testo e stesura di un testo su argomento assegnato. Non è possibile utilizzare il dizionario, ma si può scegliere il livello di difficoltà della composizione: il compito A1-A2 si divide in tre sottoargomenti descrittivi, mentre quello A2-B1 richiede al candidato un testo argomentativo. Nel primo caso la consegna può essere: descrivi un oggetto, scrivi un messaggio o un invito per un particolare evento, descrivi un’ immagine che raffigura soggetti impegnati a compiere azioni. Nel secondo caso, invece, le cose si complicano: presentato un problema, devi esprimere il tuo parere a riguardo e argomentare la tua scelta. La correzione dell’esame orale è affidata alla commissione esaminatrice, i test scritti vengono inviati a una commissione centrale, mentre ascolto e comprensione sono basati su domande standard per cui vengono corrette da un programma automatico. I risultati delle due prove arrivano quindi separatamente per posta circa sei settimane dopo l’esame.

Come prepararsi alla norskprøve e, soprattutto, raggiungere un buon risultato?

Ci sono corsi appositi ma, se non volete spendere molti soldi, potete fare da soli. Preparatevi all’orale ascoltando la radio e guardando la televisione: lasciatevi accarezzare dal morbido (!) suono della lingua norvegese. Una volta afferrate le basi grammaticali, provate a leggere testi semplici: in molte biblioteche ho trovato proprio la sessione apposita, lett å lese, libri brevi e facili da leggere, utili per capire la struttura della frase e i termini più comuni.

Preparatevi all’orale parlando il più possibile con i norvegesi. Se vi blocca l’idea di ammorbare l’interlocutore locale con la vostra pronuncia stentata (chiedete alle mie coinquiline quanto amano la conversazione del mattino con la sottoscritta), potete provare gli språkkafe. Organizzati in molte biblioteche, sono incontri in cui alcuni gentili volontari norvegesi si mettono a disposizione gratuitamente per conversare con gli stranieri e aiutare a risolvere dubbi grammaticali e di pronuncia davanti a una bella tazza di caffè.

L’esame che certifica il livello linguistico B2-C1 è invece Il bergenstest. Se decidete di studiare in Norvegia o di svolgere qui una professione accademica, questo sarà il vostro incubo. Potete sostenerlo in tre diversi periodi dell’anno: gennaio, aprile e ottobre. Si suddivide anche questo in prova scritta e orale che, alla Folkeuniversitetet, hanno un costo rispettivamente di 1900 e 925 nok. Le prove sono simili a quelle della norskprøve: ascolto, comprensione, elaborazione scritta ed espressione orale. Naturalmente cambia il livello di difficoltà: gli argomenti scelti richiedono una maggiore padronanza linguistica, le strutture grammaticali sono più complesse e viene posta maggiore attenzione alla padronanza linguistica e alla pronuncia che deve suonare quanto più vicina possibile a quella dei norvegesi. In questo esame, il punteggio alle singole prove viene sommato e ridotto a un giudizio complessivo: godt Bestått significa che siete ufficialmente al livello C1, solo un gradino più in basso dei madrelingua C2! Bestått equivale al livello B2, avete passato l’esame, è questo che conta! Se il punteggio non è sufficiente, vi aspettano sei mesi di studio prima del prossimo possibile tentativo.

Per riassumere:

Norskprøve = livello A1, A2, B1

Bergenstest = livello B2, C1

…non manca qualcosa?

Oh già, il passaggio B1-B2!

Da dicembre 2015 entrerà in scena una nuova prova intermedia, una sorta di passaggio aggiuntivo alla norskprøve per certificare questo livello . Pare ci sia un gran fermento a livello europeo intorno a questo nuovo esame, è tutto un incontrarsi e calibrare i parametri e scegliere argomenti comuni. Mi informerò e vi farò sapere al più presto!

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2 commenti su “Norskprøve e Bergenstest

  1. Filippo
    gennaio 30, 2015

    Ciao Camilla!

    Grazie per le tue esperienze e consigli che condividi con noi : )

    Concordo con il suggerimento delle radio norvegesi, è davvero utile per non dire importante!
    Io ancora non ho iniziato ” veramente ” a studiare la lingua, fatta eccezione per alcune frasi/parole di uso comune e frequente! Però la radio l’ascolto.. 15/20 minuti al giorno.

    Per quel che mi riguarda, per il momento ancora non mi aiuta a ” comprendere ” il significato di quel che ascolto, però sto prendendo man mano familiarità con la pronuncia: e questa lingua un po’ fredda/strana man mano non mi suona più così aliena.

    P.s.
    Come va con il paracetamolo ? Spero abbia risolto!

    • biancamilla
      gennaio 31, 2015

      Bravo Filippo! E’ importante farsi l’orecchio, i suoni sono molto diversi dai nostri e poi, a mio parere, Radio Norge mette sempre bella musica. Tra me e il paracetamolo è finita! 🙂

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