Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Italia VS Norvegia: sani o felici?

Qualche settimana fa due classifiche mondiali hanno posto Italia e Norvegia sul podio per ragioni diverse: Bloomberg Index ha dichiarato l’Italia “paese più sano del mondo”, mentre il World Happiness Report ha decretato il primato della Norvegia come “paese più felice del mondo”. Incuriosita dalle motivazioni alla radice di queste scelte, ho deciso di interpellare un norvegiano per eccellenza: Magnus Helgerud, un norvegese che ha vissuto e studiato da vicino il nostro paese, già prezioso collaboratore del blog Insieme abbiamo stilato una lista di cinque ragioni semiserie per cui, a nostro parere, Italia e Norvegia dominano queste classifiche. Magnus ci spiega perché, secondo un norvegese, l’Italia è il paese più sano del mondo, e io mi concentro su quelli che sono, secondo me, i pilastri della gioia norvegese. Stando a queste classifiche i norvegiani sommerebbero gioia e salute: siamo i più fortunati del mondo?

 

5 RAGIONI PER CUI GLI ITALIANI SONO SANI (SECONDO UN NORVEGESE)

1 – La cultura delle chiacchiere
Le osservazioni sul campo mi hanno permesso di capire che due italiani su tre fanno parte di almeno quattro scontri verbali ogni giorno. In macchina, sul posto di lavoro, durante il pranzo con i colleghi e durante la cena: in Italia avere l’ultima parola piace quasi quanto gli spaghetti della nonna. E chi vive più a lungo, di certo, avrà l’ultima parola.

2 – La lunga pausa pranzo prima del bagno
Scena dal litorale laziale:
Alessandro: “Mamma, mamma! Vado a fare il bagno anch’io!”
La mamma: “Ale’! Fermati! Vieni qua che hai pranzato un’ora fa, devi aspettare ancora due ore prima di entrare in acqua!”
Alessandro: “Ma guarda, lui ha appena mangiato (indica a me) e sta entrando in acqua!”
La mamma: “Ma lui è straniero, e loro non vivono a lungo quanto noi proprio perché si buttano nell’acqua gelida subito dopo pranzo.”

3 – La grammatica ‘stra complicatissima
Dicono che per vivere a lungo bisogna tenere la mente occupata. Gli italiani ai tempi di Dante lo avevano già capito e quindi decisero di creare una grammatica talmente complicata e un vocabolario di trecentomila parole che avrebbe dovuto rappresentare una sfida eterna per gli abitanti della penisola. Infatti, le prime parole di senso compiuto di due italiani su tre sono: ma il congiuntivo non lo sanno usare neanche gli italiani!

4 – La cultura delle coccole
Secondo un’altra ricerca, sempre mia, due italiani su tre vengono chiamati con soprannomi come ‘amore’ e affini almeno trenta volte al giorno.

“Ciao amore!”
“Vita mia, mi passi il telecomando?”
“Amore mio, che facciamo per Pasqua?”
“Amò, devi ritirare giù il sedile del water!!”
“Ma che cazzo stai dicendo tesoro?!”

Oltre a questo, l’italiano medio riceve almeno dieci baci sulle guance al giorno dalla culla alla tomba. 10 baci x 365 giorni x 82 anni di vita = 299 300 baci. Ha sicuramente un grande effetto, almeno sul sistema immunitario.

5 – Non è mai la stessa minestra
Il clima e la diversità del territorio fanno sì che il cibo italiano sia gustoso e vario. Molto vario. Basta spostarsi di pochi chilometri per perdere di vista un ottimo formaggio appena scoperto e trovare, invece, un delizioso salume o un fantastico sugo della pasta. Una dieta variegata aiuta a vivere sani e gli italiani sembrano dimostrare bene questa regola: non basta una vita per assaggiare tutte le italiche prelibatezze!

 

5 RAGIONI PER CUI I NORVEGESI SONO FELICI (SECONDO UN’ITALIANA)

1 – Il silenzio è d’oro
Ai norvegesi non piace discutere. Questo non significa che vivano in silenzio perenne, anzi, apprezzano moltissimo il dialogo. Ciò che balza all’occhio dell’italico soggetto è che qui ci si confronta quasi sempre per sentire pareri diversi dal proprio, rispettando la differenza di opinione. Inoltre, le norme sociali prevengono ogni ragione di discussione proveniente da fattori imprevisti a cui gli italiani sono ben abituati: traffico, scioperi, fregature di varia natura. Se proprio la situazione diventa insostenibile, qui, ci si alza con una scusa qualsiasi e, cortesemente, si abbandona il campo. Insomma, se nessuno ha torto, tutti hanno ragione: come si può non essere felici?

2 – Impermeabilità termica
L’acqua è fredda, la neve è gelida, il ghiaccio taglia la pelle, ma nessuno lo dice e sembra non esistano regole da seguire per affrontare gli elementi. Senza limiti imposti da mammà, senza conoscenza di temibili patologie come “Il colpo d’aria”, i norvegesi vivono felici e contenti lontani dalle preoccupazioni. Male che vada ci pensano le dosi equine di paracetamolo, una panacea per tutti i mali.

3 – La grammatica essenziale
I verbi: perché declinarli? Indichiamo il soggetto e teniamo la stessa forma per tutti. Congiuntivo e condizionale? Mettiamo un “forse” o un “se” a inizio frase e l’effetto è lo stesso. Gli articoli? Se li poniamo davanti al nome ci teniamo vaghi, se li attacchiamo a fine parola, invece, determiniamo; nel dubbio, evitiamo il plurale che è una difficoltà in più. Non voi sentire già più felici questo?

4 – Le coccole fai da te
Perché aspettare e ricercare attenzioni esterne quando la persona più importante della nostra vita è con noi sempre e comunque? I norvegesi si coccolano con piccoli gesti, piaceri quotidiani e rituali: il dolcetto del venerdì, il bicchiere di vino del sabato, l’escursione della domenica, il caffè del lunedì. Non sono sempre soli ma, qualora succedesse, sanno comunque come farsi felici.

5 – A tavola andiamo sul sicuro
La varietà alimentare italica è meravigliosa, ma l’imbarazzo della scelta, alla lunga, può essere quasi stressante. Il norvegese entra al supermercato felice e rilassato, potrebbe anche attraversare i corridoi bendato, non ci sono margini di errore: i prodotti sono pochi e omogeneamente distribuiti da nord a sud del paese. A Kirkenes come a Oslo si trova il brunost, il formaggio caramellato, offerto dalle stesse due marche, affiancato dal hvitost, il formaggio meno stagionato, anche lui nelle stesse confezioni. Se proprio si volesse trasgredire ci si può avventurare nello scaffale dei prodotti importati!

Norway flag with coffee

8 commenti su “Italia VS Norvegia: sani o felici?

  1. Francesco
    aprile 3, 2017

    Heheee, bellissimo articolo Camilla! Bello il paragone tra i due sistemi e tra i punti di vista di ciascun ospite del paese più felice o più in salute del mondo.
    Che dire? Concordo in pratica su tutto 8e su quello che e´ l´opposto di tutto), ma soprattutto non posso non essere d´accordo con il tuo ultimo punto: i supermercati norvegesi. Cavolo, tutte le volte che vado al supermercato mi viene la depressione: la scelta e´ veramente patetica! Anche i supermercati più grossi non offrono più varietà, ma semplicemente gli stessi articoli con disponibilità maggiore!
    La Norvegia ha tanti, tantissimi pregi che non sto ad elencare, ma a volte ho come l´impressione che si autoinfliggano una specie di “punizione” che gli impedisca di essere ulteriormente felici. Questo protezionismo elevato ai massimi livelli (perfino amazon non spedisce molti dei suoi articoli in Norvegia) e le leggi sull´alcool che ti impediscono di guidare perfino se hai mangiato un boero con un po´di liquore! Kom igjen!
    Credo che se nord e sud europa si confrontassero un po´di più imparando dai punti di forza di ciascuna nazione si potrebbe imparare qualcosa, invece vedo sempre una reticenza al confronto e un certo campanilismo. Quando faccio notare un punto su cui noi italiani dovremmo imparare dalla norvegia sento risposte tipo: eh ma dobbiamo invidiare la Norvegia dove c´e sempre freddo, buio sei mesi all´anno e la gente si toglie la vita buttandosi giu´dalla finestra ogni giorno. Ben vengano confronti e articoli come questi! Ti (anzi vi, in questo caso)leggo sempre con piacere!

  2. vincenzo
    aprile 4, 2017

    Quanto a suicidi l’Italia non la batte più nessuno.Altro che Norvegia!!!E poi (altro stereotipo)anche il clima italiano è vario e altalenante come le varietà culinarie.Piovoso,umido,franoso,allagato,torrido,terremotato……in crisi,disoccupato,esasperato,nevrotico,imbrogliato,burocratizzato,impantanato,statico.Ce ne sono parecchi motivi per togliersi di mezzo 😉

    • albertocassone
      aprile 6, 2017

      Giusto Vincenzo, ma è proprio la varietà a essere la principale qualità (se la si sa valorizzare) dell’Italia, quindi proprio il motivo giusto per rimanerci, in mezzo.

  3. albertocassone
    aprile 5, 2017

    In effetti, un Italiano (scelto tra le persone di cultura) che legge questo articolo non potrà che risentirsi un po’, desiderare di litigare con l’autrice e, infine, augurarsi di poter un giorno vivere in Norvegia, dove le norme di convivenza sociale gli impediranno di litigare e lo costringeranno a discutere razionalmente, ascoltando le diverse opinioni e considerandole tutte uguali, a prescindere dalla loro superficialità o profondità. La felicità fiorisce dove la legge di Jante impera (https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Jante).

  4. Rossana
    aprile 12, 2017

    Il post e’ molto ironico e divertente da entrambe le parti. Piu’ vivo in Norvegia e piu’ penso che la cicogna mi abbia fatto nascere nel posto sbagliato (l’Italia). I supermercati, pero’…! Beh dai, almeno qualcosa di brutto bisognava trovarlo, per compensare la troppa felicita’ 🙂

    • vincenzo
      aprile 13, 2017

      Tutto questo indica che la felicità è sempre e soprattutto una questione economica.

      • albertocassone
        maggio 10, 2017

        Cristo disse “Non si vive di solo pane”. Io non sono per nulla cristiano, ma questa è una delle diverse cose sagge che ha detto. Il marxismo è stato importante in un dato periodo storico, ma l’idea che l’economia sia la struttura fondamentale della società è superata. Inoltre, basta vedere quanto infelici sono, spesso, i figli dei ricchi.

    • albertocassone
      maggio 10, 2017

      Io ho vissuto in Danimarca, e oltre ai supermercati (ai quali non ho fatto caso, ma tendo a crederti), aggiungerei molte cose che in Italia sono migliori: a partire dalle librerie. Le biblioteche danesi, però, sono molto meglio delle nostre. In generale, semplificando, il settore pubblico è nettamente superiore in Danimarca, il privato in Italia.

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