Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Norvegia, dove anche la TV è slow

  1. La prima cosa che balza all’occhio di chi arriva in Norvegia da qualsiasi paese non appartenga alla famiglia scandinava è la calma, la pace, il relax (la noia, in certi casi) che avvolge la vita quotidiana. Ciò che appare a chi si ferma un po’ più a lungo è quanta fatica e impegno vengano costantemente messi in gioco per mantenere questa bolla sospesa e preservare se stessi e gli altri da qualsiasi fonte di inatteso stress. Se volete farvi un’idea dell’approccio alla vita dei norvegesi, la cosiddetta Slow TV, la televisione lenta, creata dal canale nazionale NRK, può essere un ottimo punto di partenza. Non ci sono controindicazioni, a meno che non abbiate impegni pressanti: vi serve tempo e potreste addormentarvi. Di cosa si tratta?

Dimenticate la gratificazione istantanea della cosiddetta reality TV, rallentate respiro e battiti cardiaci e mettetevi comodi: nella slow TV i produttori scelgono un argomento e dedicano a questo ore, giorni, a volte addirittura settimane analizzandolo nei più piccoli dettagli. L’idea è nata nel 2009, quando la tv nazionale NRK ha deciso di mostrare al suo pubblico il meraviglioso itinerario ferroviario tra Oslo e Bergen. Avrebbe potuto mandare la versione locale di Alberto Angela sul treno per raccontare i fatti salienti e usare la sua voce come sottofondo alle immagini più caratteristiche, ricavandone una prima serata divulgativa e interessante. Ma perché ridurre il viaggio, che dura sei ore, ad un terzo della sua durata (o meno) e coprire il rumore del treno con la voce di un commentatore esterno? Nei, hanno detto i produttori, no: facciamo le cose alla norvegese, con calma. E così è nato un viaggio Oslo Bergen attraverso gli occhi del macchinista che, fatta esclusione del battito di palpebra non riprodotto dalla telecamera, segue tutti i 500 km di percorso minuto per minuto, risparmiando al pubblico solo le 182 gallerie disseminate sulla tratta, sostituite con interviste ai passeggeri, agli storici e a chi lavora o ha lavorato su quel treno. Le statistiche indicano che almeno il 25% dei norvegesi abbiano guardato almeno una parte dello spettacolo. Sarei curiosa di sapere quanti effettivamente hanno accompagnato il treno da Oslo a Bergen e quanti hanno capitolato una volta raggiunti i 1200 metri dell’altipiano Hardangervidda, con le orecchie tappate dallo sbalzo di altitudine.

Questo primo grande successo ha inaugurato altri momenti di Slow TV ancora più ambiziosi come l’intero percorso dell’Hurtigruten, il battello postale che percorre la costa norvegese e trasporta ogni anno turisti provenienti da tutto il mondo: da Bergen a Kirkenes, al confine con la Russia. Nell’estate del 2011 la troupe NRK è salita a bordo e ha filmato l’intera lunghezza del viaggio, ricavandone 134 ore di programma. Il successo è stato grande e ha coinvolto tutti i paesi presenti lungo la rotta, i cui abitanti si sono organizzati per accogliere la nave in porto in modo più che mai caloroso, godendosi i loro minuti di popolarità. In questo caso un norvegese su due ha visto almeno una parte del programma (l’altro norvegese vi ha preso parte?) e la versione in lingua inglese online ne ha permesso la diffusione oltre confine. Ecco un “assaggio” di quattro ore del programma:

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Due anni dopo, nel 2013, NRK decide di spostarsi dai mezzi di trasporto più caratteristici del paese alle attività per eccellenza: bruciare la legna. Accendere il fuoco qui non è solo un modo per sopravvivere, è un sapere che si tramanda: scegliere la legna, accatastarla perché asciughi in un clima non proprio secco, accendere il fuoco e farlo durare a lungo. Dopo una giornata all’aria aperta sono queste le conoscenze che vi permetteranno di ritrovare la temperatura corporea e mantenerla nel corso della notte! Lo spettacolo, reso coinvolgente dal potere ipnotico della fiamma, lo stesso che ci porta a fissare il camino come imbambolati, seguiva in tempo reale lo sviluppo del fuoco alternandolo ad interviste e consigli di esperti: un successo.

Nelle lunghe sere d’inverno le norvegesi lavorano a maglia, punto su punto, per creare guanti, sciarpe e calzini con cui contribuire a tenersi caldi. Poteva forse l’NRK farsi sfuggire questa coinvolgente attività ricreativa? Certo che no: dopo la notte del fuoco, è arrivata la notte del lavoro a maglia. In questo caso, prima la tecnica: quattro ore del programma sono state dedicate alla discussione delle varie tecniche con cui si può lavorare a maglia. Poi si è passati alla pratica con un tentativo delle partecipanti, purtroppo fallito, di stabilire un nuovo Guinness dei Primati nella categoria traducibile come “dalla pecora al maglione”. Anche in questo caso la risposta del pubblico è stata calorosissima. O, forse, si sono addormentati tutti senza spegnere il televisore.

Infine, tra le ultime fatiche della slow TV, un “piip-show”: una casetta per uccellini dalla forma simile al banco di una caffetteria, filmata 24 ore su 24 per un’intera settimana. Al bancone cosparso di mangime si alternano diverse personalità tra cui un picchio irascibile, una cinciarella con la smemorata, una cinciallegra felice e contenta e un ciuffolotto depresso. Come in qualsiasi altro bar vi sono litigi, piccoli furti, combattimenti e tentativi di romanticismo. Il pubblico rimane rapito a osservare, ossessionato da una sola domanda: cosa si stanno dicendo gli uccelli? E, soprattutto, sanno di essere ripresi?

Contagiati dall’andamento lento gli inglesi della BBC hanno regalato al loro pubblico uno speciale viaggio di Natale: quattro ore di percorso con una slitta trainata dalle renne oltre il Circolo Polare Artico. Rilassante per il pubblico, meno per chi ha lavorato alle riprese  e ha definito “estenuante” il lavoro di precisione: tre diversi viaggi  nel freddo polare per trovare le immagini ideali. Intanto, i norvegesi ammiravano nel forno  di casa e in TV, in entrambi i casi in tempo reale, la cottura del Ribbe, il fianco di porco, alla ricerca della crosticina perfetta, non troppo secca e non troppo molle.

I programmi slow TV di NRK sono stati acquistati da Netflix che li ha resi disponibili per gli utenti americani e il modello è stato ripreso da altre televisioni scandinave. Il lato positivo delle prime versioni, il viaggio in treno e in Hurtigruten, è la possibilità data al pubblico di ricreare l’esperienza in modo estremamente verosimile. Gli altri documentari sono estremamente interessanti per i cultori del caminetto, del lavoro a maglia e per gli ornitologi. Per tutti gli altri costituiscono un ottimo sottofondo rilassante con cui addormentarsi sul divano e riprendere le energie con cui affrontare con calma una nuova giornata norvegese.

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3 commenti su “Norvegia, dove anche la TV è slow

  1. Giuliano
    gennaio 19, 2017

    Nella televisione norvegese ho visto cose molto belle fatte con poco budget…a proposito, i norvegesi lo pagano il canone ?

    • Camilla Bonetti
      gennaio 20, 2017

      Sì, pagano il canone anche loro e ammonta a circa €317. Quali programmi norvegesi ti sono piaciuti? Dacci qualche consiglio! 🙂

  2. szandri
    gennaio 19, 2017

    Che forti che sono.

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