Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

SE I PAPA’ NORSK VANNO IN CONGEDO

Rompere il monopolio materno e suddividere le responsabilità e le gioie del primo anno di vita dei piccoli tra i genitori, aprendo ai papà uno spazio più ampio nei mesi intensi e irripetibili in compagnia dei propri pargoli: questo, semplificato in poche righe, è il congedo di paternità. Come si affronta questo periodo nelle fredde lande in cui le pari opportunità sembrano fiorire rigogliose?

Nel 1978 i norvegesi introdussero le pari opportunità di congedo per madri e padri. I risultati per molti anni non furono all’altezza delle aspettative di cui spesso carichiamo gli amici scandinavi: l’intero congedo rimaneva nella maggior parte dei casi a carico della mamma. Nel 1993 si stabilì con precisione il periodo riservato ai padri, la quota papà: quattro settimane.

Nel 2005 si estese a cinque settimane e nel 2013, sotto il governo Stoltemberg, raggiunse il picco di 14 settimane. Forse a seguito delle crisi di panico estese tra i babbi norvegesi si ridusse l’anno successivo a 12 settimane. Le statistiche del NAV rivelano che nel 2014 gli uomini hanno usufruito di 47 giorni di congedo nel 2015, contro i 50 dell’anno precedente. Le statistiche si impennano se si parla dei periodi di congedo condiviso, quando mamma e papà possono decidere chi resta a casa: 118 giorni in media per le mamme, un numero cinque volte maggiore rispetto ai dati dell’anno precedente.

“Prima di cominciare il congedo di paternità” racconta il signor Karlen di Oslo al giornale Aftenposten “non avevo idea di cosa mi aspettasse. Dopo due settimane ero esausto. Quante passeggiate da solo avrei dovuto fare, mi chiedevo. I gruppi organizzati per i papà mi hanno aiutato moltissimo”

Sebbene gli studi rivelino che il periodo di congedo paterno si rifletta positivamente sui più piccoli, con minore difficoltà di socializzazione al momento dell’arrivo alla scuola materna, questo tempo può rivelarsi davvero impegnativo per i papà. Kristin Berg Nordahl, ricercatrice comportamentale, conferma ciò che il signor Karlen ha confessato:

“Le donne sono più preparate alla relazione con i più piccoli, si tratta di conoscenze che si tramandano in famiglia tra mamme, nonne e zie. Inoltre, c’è maggiore confronto e supporto con le amiche e con le altre mamme incontrate, ad esempio, ai corsi preparto. Gli uomini rischiano di trovarsi soli e impreparati, rovinando l’esperienza.”

La soluzione? I gruppi di papà, nominati per la prima volta ormai cinque anni fa dal ministro Audun Lysbakken. Gli incontri regolari iniziano in appartamenti del centro città, dove i babbi norvegesi possono condividere gioie e dolori tra pappe e biberon, e proseguono con le passeggiate pomeridiane quando i passeggini invadono i marciapiedi, trasformando il momento dell’uscita in un’occasione di socializzazione collettiva. Alcuni padri si conoscono già, altri si incontrano nel gruppo composto solitamente da 9 adulti e 9 nani di età compresa tra i 9 e gli 11 mesi. Si creano amicizie, si parla di lavoro, di sport e, tra un pannolino e l’altro, si condivide un momento di vita intenso e irripetibile in compagnia dei propri pargoli. Oggi i papà che usufruiscono del proprio tempo di congedo sono moltissimi e i gruppi organizzati, soprattutto nelle città, rappresentano una soluzione sempre più apprezzata.

Per quanto riguarda la gestione dei congedi di emergenza, però, le mamme sembrano detenere ancora il monopolio: se la scuola chiama, il pargolo febbricitante è raramente a carico dell’uomo di casa. Quello che le statistiche non dicono è che, forse, in questi casi l’intervento materno è dato anche da motivazioni egoistiche. La maggiore facilità di contagio e la minore tolleranza all’influenza rischia di trasformare i papà in ingombranti pazienti parcheggiati sul divano con i figli per giorni tra paracetamolo e lamentele.

pappagruppesaccony

Un commento su “SE I PAPA’ NORSK VANNO IN CONGEDO

  1. Alice Tonzig
    novembre 7, 2016

    Ottimo riassunto della situazione, con corretta prospettiva cronologica. Sto ancora ridendo per l’ultima frase…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tempo fa…

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: