Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Oslo: gli italiani si raccontano

“Perché non presenti il tuo libro agli italiani di Oslo?” mi aveva chiesto Michele qualche mese fa, durante una conversazione Skype.

“Solo se posso avere un relatore preparato.” Gli avevo risposto, facendo implicito accenno alla sua qualifica di psicoterapeuta specializzato in psicologia dei processi migratori.
E così è nato l’incontro del 27 maggio all’Eldorado Bokhandel, una bellissima libreria ricavata da un vecchio cinema nel centro di Oslo, che mette a disposizione spazi per iniziative culturali. Un’occasione davvero preziosa per raccontare il mio libro, certo, ma soprattutto per confrontare la mia esperienza con quella di altri italiani in Norvegia. Ero davvero molto emozionata, ma soprattutto curiosa: chi sarebbe stato il pubblico?

La risposta è stata più bella e interessante di quanto potessi pensare: c’erano italiani e c’erano due norvegesi che, per ragioni diverse, amano l’Italia ed erano curiosi di conoscere il nostro punto di vista sul loro paese. I norvegiani in sala rappresentavano una varietà davvero notevole di esperienze, tempi di permanenza e motivazioni all’origine della partenza. C’erano italiane che vivono in Norvegia da più di vent’anni, chi è approdato a Oslo da meno di un mese, per amore o per la ricerca di nuove possibilità, c’erano ricercatori universitari che hanno scelto la capitale norvegese come luogo in cui creare una famiglia e proseguire nella carriera accademica, chi è arrivato da pochi anni e giorno dopo giorno getta le basi per una vita in Norvegia, c’era chi ha avuto una possibilità di lavoro a Oslo e ha portato qui la sua famiglia, per un nuovo inizio. C’era Luca di Vito, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, che ha seguito il dibattito con l’interesse di un italiano che da anni vive la realtà norvegese. E poi c’erano Alice, quattro mesi, nata qui da genitori italiani, e Antonio, nove anni, che si è avvicinato con la copia del suo libro per avere una dedica, specificando “in italiano”.

Ognuno ha dato un contributo, raccontando qualcosa della sua esperienza, delle proprie percezioni, confermando ancora una volta il fascino immenso della diversità dei rami che possono generarsi da una radice comune, il paese da cui siamo partiti. Non abbiamo lasciato spazio a parallelismi e contrapposizioni Italia-Norvegia, non era questo il senso dell’incontro. Ci siamo confrontati sulla base della percezione individuale e ci siamo ritrovati in un sentire comune, che spesso riesce a superare la barriera soggettiva.

Sono state due ore davvero interessanti, per cui non ringrazierò mai abbastanza le persone presenti. Molti hanno proseguito la chiacchierata oltre l’incontro, facendo risuonare le pareti della pizzeria Villa Paradiso di voci italiane. È stato bello, per una sera, incontrarci, raccontarci e scoprirci nelle nostre differenze.

Grazie a Michele, per essere stato il migliore dei relatori possibili, un paziente lettore e creatore di domande brevi ma efficaci.  Grazie a Silvia e Luigi, per avermi ospitata in questi giorni a Oslo e per aver condiviso momenti tanto preziosi. Grazie a Rossana, sorella norvegiana e paziente correttrice di bozze, per aver accompagnato il libro in tutti i passaggi. Grazie a Claudia e Andrea, a cui mi legano tanti bei ricordi e l’amore per due città, Torino e Oslo partenze e arrivi che nella mia vita si confondono spesso. Grazie a Iara, che ha realizzato le immagini e le riprese dell’incontro e le condivide con i norvegiani. Grazie a Francesco per il sostegno e la fiducia con cui appoggia ogni mio progetto.

Grazie di cuore a chi c’è stato, a chi non ha potuto partecipare, a chi segue il blog e a chi deciderà di scrivere un post per condividere con tutti i norvegiani la sua storia, le sue idee.

2 commenti su “Oslo: gli italiani si raccontano

  1. Nicoletta
    settembre 30, 2016

    Ciao Camilla, scusa la confidenza, complimenti per il blog, scritto in modo spiritoso e ricco d’informazioni Mi chiamo Nicoletta, sono a Oslo da due settimane per motivi di studio, ma non ho ancora avvistato un connazionale. Vorrei sapere se c’e’ una comunita’ italia-norvegiana, nascosta da qualche parte. Grazie della risposta. Un caldo saluto.

    • Camilla Bonetti
      ottobre 2, 2016

      Ciao Nicoletta! Gli italiani a Oslo ci sono eccome, ma non saprei indicarti gruppi organizzati a cui rivolgerti. Personalmente li ho conosciuti tramite il blog, hanno raccontato qui le loro storie e poi ci siamo presi un caffè insieme 🙂 . Non so per quanto tempo ti fermerai, potresti provare a scrivere sulla pagina FB Italiani a Oslo. Io avevo partecipato agli incontri organizzati dal NIN, Norway International Network, e avevo conosciuto molte persone interessanti. Lykke til! 🙂

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