Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

MITOLOGIA NORRENA, CONCLUSIONE: IL RAGNAROK

LA FINE DEI TEMPI…

Nell’escatologia scandinava il Ragnarok è l’evento che segna la fine dei tempi: gli Dèi si scontreranno con i giganti, in una battaglia in cui entrambi moriranno e il cielo e la terra bruceranno dopo la guerra finale tra bene e male. Non vi è nulla che gli Dèi possano fare per impedirlo. Il Ragnarok è anche il mezzo con cui l’universo, ormai purificato, potrà iniziare un nuovo ciclo cosmico. Si tratta quindi di una fine ciclica del mondo, a cui seguirà una nuova creazione, a sua volta seguita da un altro Ragnarok, e così via, per tutta l’eternità. In altre parole, la creazione e la distruzione sono come punti alle estremità opposte di un cerchio, dove non si può raggiungerne uno senza incontrare l’altro.

Il primo segnale che preannuncia il Ragnarok è la morte di Balder: ucciso da Loki e costretto a rimanere nel regno dei morti, obbliga gli Dèi a fronteggiare il fatto di non poter sfuggire al loro destino. Nonostante il loro carattere divino, sono infatti soggetti allo stesso fato degli esseri umani: anche loro devono morire. Questa consapevolezza non porta però alla rassegnazione: anche se le loro azioni sono vane contro il destino che li attende, Odino e gli altri Dèi raduneranno comunque i più abili guerrieri per la battaglia finale contro i giganti.

Il secondo segnale è la fine della civiltà e dell’ordine nel regno degli uomini: essi hanno dimenticato le loro tradizioni, ignorato i legami di parentela provocando guerre fratricide e si sono abbandonati a un profondo nichilismo. La depravazione è rimasto l’unico ideale del genere umano.

Verrà poi un inverno terribile, che non cederà il posto all’estate per tre anni: piogge torrenziali, venti e nevicate spaventose tormenteranno il globo terrestre, ricoprendolo di una densa ed impenetrabile coltre di gelo.

Il terzo e ultimo segnale è la scomparsa del Sole e la Luna: i lupi Skoll e Hati, che dall’inizio dei tempi inseguono Sol e Mati, riusciranno a raggiungerli e li divoreranno, privando il mondo della luce e facendo precipitare la Terra in una tenebra eterna. Contemporaneamente, tutte le stelle bruceranno e cadranno dal firmamento, facendo vagare i naviganti nell’immensità degli oceani in cui ogni luce è ormai scomparsa.

La guerra quindi inizierà.

Tre galli annunceranno l’inizio del Ragnarok: uno avviserà i giganti nello Jotunheim, un altro i morti di Hel, e il gallo Víðópnir, dalla cima di Yggdrasil, avvertirà gli Dèi. Il grande albero, che contiene i Nove Mondi nei suoi rami e radici, tremerà, scuotendo l’universo con dei terribili terremoti che squarceranno la Terra e distruggeranno intere montagne.

A quel punto tutte le catene si spezzeranno: Loki e suo figlio Fenrir, il grande lupo, si libereranno dalla lunga prigionia e vagheranno per il mondo seminando morte e distruzione. Anche il serpente del mondo, figlio di Loki, finora confinato nelle profondità oceaniche, riemergerà dalle acque, provocando maremoti, inondando valli, sommergendo città e affogando migliaia di uomini inermi.

La nave infernale Naglfar, il vascello costruito con le unghie dei condannati nel regno degli inferi, lascerà poi la spiaggia dei morti per trasportare l’esercito del male.

Fenrir avanzerà a fauci spalancate: è diventato così enorme e malvagio che la sua mandibola superiore toccherà il cielo e quella inferiore poggierà sulla terra, distruggendo tutto ciò che incontra. Suo fratello, il serpente del mondo, prenderà infine posto al suo fianco, diffondendo tanto veleno da avvelenare tutta la Terra.

Guidati da Surt, il gigante che spazza la Terra con la sua enorme spada infuocata, i sinistri abitanti di Muspellsheim avanzeranno da Sud, lasciando dietro di loro un inferno di fiamme, e raggiungeranno Bifrost, il ponte arcobaleno che conduce ad Asgardh, che crollerà sotto il loro peso. Preparandosi allo scontro finale, i signori del terrore raggiungeranno allora la piana di Vigrid, dove incontreranno i loro alleati naturali: Loki, sfuggito alla sua prigionia, insieme ai suoi mostruosi figli e a tutti coloro che erano stati esiliati e imprigionati negli oscuri recessi di Hel. Tutto il male dell’universo si radunerà in quel luogo.

Contemporaneamente Heimdall, guardiano di Asgardh e custode di Bifrost, chiamerà a raccolta gli Dèi suonando senza sosta il suo corno: è un segnale che gli Dèi conoscono bene, l’avviso che la guerra è iniziata e che il loro destino li sta chiamando.

Odino, cupo in volto ma con il fuoco negli occhi, indosserà il suo elmo e, impugnando la sua terribile lancia, chiamerà a raccolta i suoi campioni, gli indomiti guerrieri del Valhalla, la cui fedeltà e coraggio non sono stati intaccati neanche dalla morte. L’esercito appena radunato, una immensa distesa di spade e armature, saluterà il padre degli Dèi, che avanzerà insieme a tutti i suoi figli verso il campo di battaglia che il destino ha stabilito per loro. Non c’è paura nei loro sguardi: sanno che questa è la guerra che porrà fine a tutte le battaglie, in cui tutti gli eroi del pantheon norreno combatteranno fianco a fianco contro i giganti e tutte le creature del male presenti nell’universo. Il loro unico desiderio è battersi valorosamente, fino alla fine.

Odino non ha dubbi: punta subito il nemico più terribile, il famelico Fenrir, che lo attende minaccioso mostrandogli le enormi fauci spalancate, un inferno di denti affilati. Il mostro avrà però la meglio sul padre degli Dèi, che verrà imprigionato tra le sue mandibole e divorato. Vidar, uno dei figli di Odino, accecato dalla rabbia, affronterà la belva e, premendo un piede sulla mascella inferiore e afferrando poi la mascella superiore, frantumerà la testa del lupo, squarciandolo e vendicando suo padre.

Thor, facendosi strada con i colpi micidiali del suo martello tra le schiere dei giganti, affronterà il suo nemico di sempre, il serpente del mondo, così grande da cingere tra le sue spire il globo terrestre. La forza del Dio è incredibile, e dopo un lungo combattimento riuscirà a fracassare la testa dell’odiato serpente, che svanirà nelle profondità del mare dal quale era comparso. Tuttavia, indebolito dal veleno malefico, dopo aver impugnato il martello e fatto nove passi, il Dio del tuono crollerà al suolo, privo di vita.

Stessa sorte toccherà a Tyr, impegnato in una lotta impari contro l’orrendo mastino posto a guardia di Hel; allo stremo delle forze, riuscirà a colpirlo a morte prima di spirare.

L’ultimo duello sarà tra Heimdall e Loki, che si uccideranno a vicenda. Prima di morire Heimdall riuscirà però a suonare il suo corno per l’ultima volta, accasciandosi sull’infuocato campo di battaglia con l’immagine della fine dell’universo impressa negli occhi. Il guardiano dell’arcobaleno sarà l’ultimo guerriero a chiudere per sempre gli occhi quel giorno.

Molti Dèi soccomberanno e Surt, ormai padrone incontrastato del campo, brucerà la Terra e farà precipitare i nove mondi in un inferno di fiamme, trasformando l’intero l’universo in una enorme sfera incandescente e purificandolo da tutto il male commesso quel giorno.

Infine, nel rovesciamento finale del processo originale della creazione, la Terra, ormai devastata dalla guerra più distruttiva mai avvenuta nella storia dell’universo, sprofonderà nel mare bollente, scomparendo lentamente sotto le onde: improvvisamente, rimarrà solo il buio e il silenzio perfetto del vuoto prima della creazione.

Il Ginnungagap tornerà a regnare ancora una volta.

E UN NUOVO INIZIO

ll bene e il male si sono scontrati e insieme hanno trovato la morte. Non vi sono vincitori nel Ragnarok, il fuoco ha il ruolo purificatore necessario per permettere la rinascita. Affinché un nuovo mondo possa nascere, infatti, quello vecchio deve prima essere distrutto.

Quando la maggior parte degli Dèi e dei giganti saranno morti, è dunque predeterminato che un nuovo mondo rinascerà dalle sue ceneri: una nuova, sconfinata Terra emergerà dall’acqua, bella e verde, le aquile voleranno di nuovo e il grano tornerà a maturare in campi che non sono mai stati coltivati prima.

Prima della battaglia di Ragnarok, un uomo e una donna troveranno rifugio nel sacro albero di Yggdrasil e, quando tutto sarà finito, usciranno a vedere il nuovo mondo. I due si ciberanno solamente di gocce di rugiada mattutina e popoleranno di nuovo la Terra con una numerosa progenie, diventando i creatori di una nuova stirpe umana.

Alcuni Dèi sopravvivranno: Vidar, il figlio di Odino che uccise Fenrir vendicando il padre, suo fratello Vali, i due figli di Thor, Modi e Magni, che erediteranno il martello del padre, Balder e suo fratello cieco Hodr, che torneranno dal regno dei morti.

Con la rinascita del mondo dopo il Ragnarok, l’età d’oro degli Dèi norreni ritornerà.

I superstiti si recheranno a Idavoll, la pianura lucente su cui sorgeva precedentemente Asgardh, e tutti insieme costruiranno lì le loro nuove e splendide dimore. Balder ritroverà, tra l’erba dei nuovi prati, anche le pedine degli scacchi degli Dèi ormai scomparsi.

I nobili guerrieri che avevano combattuto a fianco degli Dèi durante il Ragnarok, morti per il bene dell’umanità, continueranno a vivere nella gioia delle sale di Gimle, la nuova dimora celeste, dove avrebbero bevuto dell’ottimo idromele.

Invece, a Nastrond, la «riva dei cadaveri», i malvagi soggiorneranno in un’immensa costruzione, priva di qualsiasi bellezza, le cui pareti saranno formate da serpenti che riverseranno il loro veleno nel fiume che scorre attraverso la sala.

Per finire, anche se il lupo Skoll aveva privato il mondo della luce poiché era riuscito a divorare Sol, la bellissima bambina posta a guidare il carro del sole, quest’ultima prima di morire aveva partorito una splendida figlia, che percorrerà nel cielo la stessa via di sua madre, riportando così finalmente la luce e il calore nel nuovo mondo.

LEGGI ANCHE:

MITOLOGIA NORRENA: INTRODUZIONE

MITOLOGIA NORRENA, PARTE PRIMA: LA CREAZIONE

MITOLOGIA NORRENA, PARTE SECONDA: I NOVE MONDI

MITOLOGIA NORRENA, PARTE TERZA: GLI DEI

MITOLOGIA NORRENA, PARTE QUARTA: VALHALLA E HEL 

Per scrivere questo articolo l’autore ha consultato questi libri, tutti abbastanza facilmente reperibili su internet:

  • Gods and myths of Northern Europe di H. R. Ellis Davidson;

  • I miti nordici di Gianna Chiesa Isnardi

  • The Norse Myths di Kevin Crossley-Holland;

  • Miti e leggende nordiche di Salvatore Tufano;

  • An Introduction to Viking Mythology di John Grant;

  • l’Edda di Snorri Sturluson;

  • Miti e leggende del nord di Vilhelm Grønbech.

2 commenti su “MITOLOGIA NORRENA, CONCLUSIONE: IL RAGNAROK

  1. SPIDERMENEGO
    ottobre 13, 2015

    Ciao!. Vorrei predere un libro per conoscere la mitologia norrena. Se dovessi sceglierne uno, cosa consiglieresti?
    Grazie e complimenti per questo blog, la norvegia è davvero una terra affascinante che non vedo l’ora di andare a scoprire di persona.

    • biancamilla
      dicembre 10, 2015

      Ciao, scusa la risposta tardiva ma non avevo visto il tuo messaggio! Una lista esaustiva la trovi in fondo agli articoli riguardanti la mitologia norrena, ma se proprio dovessi sceglierne uno direi: in italiano “I miti nordici” di Gianna Chiesa Isnardi, o il più breve “Miti e leggende nordiche” di Salvatore Tufano; in inglese, “Gods and myths of Northern Europe” di H. R. Ellis Davidson, molto interessante! Spero di esserti stata utile, grazie mille per i complimenti e… Buona lettura! 🙂

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