Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

MITOLOGIA NORRENA, PARTE QUARTA: VALHALLA E HEL.

VALHALLA

Il pensiero di ogni guerriero, un attimo prima di indossare le armi e prepararsi allo scontro, era dedicato al mitico paradiso destinato ai guerrieri morti gloriosamente in battaglia. Ottenere l’immortalità sconfiggendo la morte grazie al proprio coraggio è il fulcro su cui ruota la concezione del Valhalla, la “dimora degli uccisi”.

Una volta guadato a nuoto il fiume Thund e varcata l’entrata, sorvegliata da un lupo famelico e da un’aquila, i meritevoli trapassati ammiravano cosa li aspettava dopo una gloriosa morte: una sala con 540 porte, con i muri costituiti dalle lance dei guerrieri più valorosi, il tetto ricoperto di scudi d’oro su cui erano raffigurate scene di guerra, panche ricoperte di armature e arredi interni realizzati dalle vesti dei combattenti.

Rappresentato nelle opere d’arte più svariate, il Valhalla riassume ed esemplifica molte culture venatorie, tanto che alcuni studiosi ritengono che il Colosseo romano sia stato il referente storico al quale si sono ispirati i nordici nell’immaginare il luogo che ospita gli einheriar, i valorosi morti in battaglia.

Questo “paradiso” tuttavia non rappresenta solamente una ricompensa fine a se stessa: coloro ai quali Odino concede l’accesso al Valhalla sono guerrieri formidabili, radunati allo scopo di accrescere i ranghi del suo esercito per prepararsi alla suprema ed ultima battaglia che avrà luogo alla fine dei tempi, quando saranno chiamati a combattere contro i giganti e gli oscuri abitanti di Muspellsheim. Il Valhalla è infatti un luogo di lotta e battaglia perpetua, creato per migliorare senza sosta le abilità dei guerrieri: dopo ogni combattimento le ferite si rimarginano, le membra si ricompongono e i campioni riemergono completamente guariti, pronti per banchettare con carne di cinghiale e bere idromele tutti insieme prima di impugnare nuovamente le armi per un altro giro di combattimenti.

Altri personaggi fondamentali del Valhalla sono le Valchirie, coloro che scelgono gli uccisi: immortali semidée femminili armate di scudo e di lancia, cavalcano nell’aria durante le battaglie per raccogliere gli spiriti degli eroi meritevoli di superare le porte del Valhalla, dove offrivano loro corni pieni di idromele prima di condurli al cospetto di Odino. L’immagine che abbiamo oggi delle valchirie le vede cavalcare cavalli alati, ma nell’inglese antico “valkyrie horse” era un sinonimo di lupo: quindi, piuttosto che cavalli alati, le loro cavalcature erano feroci branchi di lupi.

HEL

Coloro che dopo la morte non erano reputati meritevoli di godere degli allenamenti e dell’idromele servito nel Valhalla, che si erano macchiati di gravi colpe, o che erano morti di malattia o in modo inglorioso, sono destinati al mondo senza gioia posto alla base dei nove mondi, nelle orribili profondità sotterranee dominate da Hel. La regina del regno dei morti, come suo padre Loki, è una figura duplice, con il viso metà cadaverico e metà normale. Abita in un tetro palazzole cui porte sono opposte alla direzione del sole, privo di qualsiasi conforto, in cui il nome di ogni oggetto è simbolo di sventura: ad esempio, il suo piatto si chiama “fame”, il suo coltello “carestia”, il suo letto “giaciglio di morte”.

Hel è dunque il regno più basso dei nove mondi: una landa dimenticata, oscura e gelata, avvolta in una nebbia impenetrabile, perennemente sferzata dal vento e battuta dalle piogge.

La sua entrata è una grotta oscura e profonda, vigilata da Garmr, un enorme cane mostruoso: nessuno può sfuggire a lui e alla morte che rappresenta, come testimonia il sangue rappreso sul petto e sul muso del diabolico animale.

Una pericolosa strada tutta in discesa conduce all’oltretomba: lungo il cammino i morti devono ascoltare i macabri rumori del fiume sotterraneo Gyoll fino ad incontrare una gigantessa su un ponte, da cui vengono poi esaminati. Questa misura di sicurezza serve ad impedire l’accesso ai vivi, incauti curiosi venuti a spiare i misteri dell’aldilà.

Dopo questo ponte si trova la porta d’accesso a Hel, simbolo dell’entrata nel mondo dei morti da cui non ci può essere ritorno.

La porta è presidiata da un gallo che sveglierà con il suo canto agghiacciante le schiere di morti e i signori di Hel, chiamandoli a raccolta per l’estrema battaglia che li vedrà contrapposti alle divinità e agli ospiti del Valhalla alla fine dei tempi.

Hel è suddiviso in vari ambienti, ognuno con una punizione e un tormento diverso. A Naigrindr, notte e giorno, i condannati sono colpiti da un mostruoso gigante e vengono obbligati da orribili creature di sesso femminile a bere urina di capra, con in mente l’immagine del dolce idromele servito dalle bellissime Valchirie nel Valhalla che li tormenta e gli fa rimpiangere le loro scelte sbagliate.

Nella spiaggia dei morti, invece, il luogo dei supplizi destinati agli spergiuri, gli assassini e gli adulteri, i condannati vengono continuamente divorati e tormentati da un dragone e da moltissimi serpenti velenosi. Per raggiungere tale spiaggia i morti devono guadare a nuoto un fiume nei cui flutti si agitano coltelli e spade affilatissime.

Su questa spiaggia lavora a pieno regime un grottesco cantiere navale dove, immersi nel fetore di sangue ed escrementi, delle creature mostruose hanno il compito di strappare le unghie delle loro vittime. Le unghie sono infatti il materiale con cui viene costruita senza sosta la nave Naglfar, che trasporterà gli infernali signori e figli di Hel verso la guerra contro i signori del Valhalla. Ancora oggi nei paesi scandinavi è diffusa l’abitudine di tagliare le unghie ai defunti prima della sepoltura, come a voler rallentare la procedura di costruzione della nave Naglfar.

Hel è anche il luogo dove, su un’isola al centro di un lago sotterraneo, è stato esiliato e incatenato il lupo Fenrir, principale nemico di Odino.

LEGGI ANCHE:

MITOLOGIA NORRENA: INTRODUZIONE

MITOLOGIA NORRENA, PARTE PRIMA: LA CREAZIONE

MITOLOGIA NORRENA, PARTE SECONDA: I NOVE MONDI

MITOLOGIA NORRENA, PARTE TERZA: GLI DEI

MITOLOGIA NORRENA, CONCLUSIONE: IL RAGNAROK

Dead souls by Peter Nicolai Harbo

Dead souls del pittore norvegese Peter Nicolai Arbo

Per scrivere questo articolo l’autore ha consultato questi libri, tutti abbastanza facilmente reperibili su internet:

  • Gods and myths of Northern Europe di H. R. Ellis Davidson;

  • I miti nordici di Gianna Chiesa Isnardi

  • The Norse Myths di Kevin Crossley-Holland;

  • Miti e leggende nordiche di Salvatore Tufano;

  • An Introduction to Viking Mythology di John Grant;

  • l’Edda di Snorri Sturluson;

  • Miti e leggende del nord di Vilhelm Grønbech.

Un commento su “MITOLOGIA NORRENA, PARTE QUARTA: VALHALLA E HEL.

  1. Laura
    dicembre 28, 2016

    Ciao, molto interessante come articolo…assomiglia tantissimo alla divina commedia di Dante, con tanto di inferno, cerbero, cerchi…coincidenza o Dante si è ispirato anche ai nordici?

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 29, 2015 da in MITOLOGIA NORRENA con tag , , , , , , , , , , , , , .

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