Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Drømmejob: i consigli dell’esperta norvegese.

Ieri ho partecipato a un incontro interessante organizzato dal NIN, Norway International Network, di Oslo. Questa organizzazione è gestita da volontari provenienti da tutto il mondo e norvegesi, ed ha come obiettivo la creazione di una rete sociale e professionale tra gli expats che si trovano in Norvegia. Ho partecipato al loro primo evento in gennaio, appena approdata nella fredda capitale, per pura curiosità. Ogni mese viene organizzato un incontro in cui un esperto affronta una tematica specifica, interagendo con il pubblico. Gli incontri sono sempre in inglese e costano 50kr, ma si risparmia con la tessera annuale da 250 kr/300 per le coppie. Le tematiche affrontate finora sono state: l’acquisto di un immobile in Norvegia, i dubbi più frequenti riguardo alle tasse e, ieri sera, il giusto approccio al mercato del lavoro.

Vera Røed, la responsabile delle risorse umane di DNV GL, multinazionale leader nel settore delle certificazioni industriali di sicurezza, presente in sei diversi centri norvegesi, si è dimostrata una persona molto gentile e appassionata. Si è offerta di partecipare a un incontro di un’ora, dalle 19 alle 20, e se ne è andata alle 21.30, dopo aver risposto a tutte le domande di chi si è fermato oltre la presentazione.

L’incontro ha riscosso molto successo di pubblico e io, appollaiata su uno sgabello in fondo alla sala del Frivillighet Norge, il centro per le attività di volontariato di Oslo, ho preso appunti come una scolara diligente. Sono stati elargiti consigli preziosi, i Norvegiani non potevano certo lasciarseli scappare!

Come prima cosa, Vera ha ribadito l’importanza delle reti sociali: state cercando un lavoro? Ditelo, spargete la voce attraverso canali diversi, avrete più probabilità di ottenere qualche dritta utile. Cercate innanzitutto di conoscere il settore che vi interessa, fate una breve ricerca per capire quali sono le compagnie attive in quell’ambito, quali stanno ricercando personale e quali sono i requisiti.

Potete decidere di aggiungere alla nostra rete di contatti Linkedin una persona con cui non abbiamo collegamenti diretti a patto che, nel farlo, specifichiate la ragione per cui volete creare questa connessione. Altrimenti, la richiesta può essere rifiutata o, comunque, non considerata con la giusta attenzione. Molto spesso gli annunci di lavoro norvegesi su Finn.no, ma anche sulle pagine delle compagnie, contengono il contatto di una persona di riferimento: Vera suggerisce di usare questo mezzo solo se avete domande riguardo all’offerta nello specifico. Se la ricerca è rivolta a ingegneri, non contattate il referente per proporvi come social media manager.

Il curriculum vitae è il primo strumento di valutazione, la base da cui parte la selezione dei candidati. In che lingua dovete scriverlo? Se l’offerta di lavoro è in inglese, potete rispondere nello stesso modo. Se è in norvegese, meglio scrivere il curriculum in questa lingua, specificando nelle competenze il livello linguistico. Meglio non barare, se doveste essere contattati per un colloquio, magari tramite una telefonata, il livello effettivo di norvegese sarebbe subito smascherato.

Il curriculum deve essere attuale, sintetico e facile da leggere. Non usate abbreviazioni per i corsi di laurea italiani e cercate di spiegare al meglio ciò che avete fatto: una laurea in SUISM per un norvegese, così come per chiunque altro viva fuori dai confini italici, potrebbe fare di voi dei sommozzatori o degli chef o degli spadaccini medievali.

I lavoretti extra, non inerenti al vostro percorso, ma necessari qualora vi addentriate in una nuova realtà, sono ben valutati. Dimostrano capacità di adattamento, possono essere utili per apprendere la lingua. A patto che abbiano occupato un tempo breve della vostra carriera lavorativa. Se vi proponete come ingegneri dopo sette anni come baby sitter, potreste incontrare qualche difficoltà.

Segnalate i corsi di lingua che avete frequentato. Indicate anche le attività di volontariato che svolgete o avete svolto: nei paesi scandinavi la percentuale di persone attive in questo settore è molto elevata.

Ricordate di aggiornare il profilo Linkedin affinché corrisponda al CV che inviate, poiché spesso le compagnie consultano anche la vostra versione online. E non mentite: a quanto pare le informazioni vengono controllate da agenzie esterne di cui, a giudicare dalle facce in sala ieri sera, molti non sospettavano l’esistenza.

Un altro buon motivo per non barare è dato dal fatto che, nella maggior parte dei colloqui in Norvegia, i candidati devono dimostrare le competenze indicate tramite la soluzione di situazioni pratiche, test psicologici e linguistici.

Il vostro curriculum, se adatto all’offerta, sarà selezionato insieme ad altri simili: cosa farà scegliere voi e non un altro di quei nomi? La cover letter. Anche qui siate concisi, ma precisi. Non vi lodate, ma non buttatevi nemmeno a terra.

Le domande a cui rispondere nella cover letter sono:

  • Perché sei qui ?

  • Perché questa offerta fa per te?

  • Per quanto tempo pensi di stare da queste parti, se tutto va bene?

  • Quali sono i tuoi progetti?

  • Perché questa compagnia e non un’altra?

Leggete la prima cover letter ufficiale della storia, scritta nel 1480 da un certo Leonardo da Vinci e indirizzata a Ludovico Sforza: può essere un’ottima ispirazione.

Se avete una lettera di presentazione di un precedente datore di lavoro, in inglese, potete allegarla alla mail. Se siete freschi di laurea e alla prima esperienza lavorativa potete chiedere al professore che vi ha seguito nella stesura della tesi o in un percorso di ricerca di scriverla. In ogni caso ciò che viene valutato in questo primo passaggio di selezione è il curriculum e la vostra presentazione nella cover letter. I pareri esterni vengono ascoltati in un secondo tempo.

Lo step successivo, se siete fortunati, è il colloquio. L’ambiente lavorativo norvegese è solitamente abbastanza informale, lontano dall’atmosfera da esame di certe altre realtà. Cercate di essere voi stessi, non la vostra versione migliore: gli esaminatori sono molto bravi a capire quando state fingendo. Anche perché, aggiungo io, fingere in una lingua che non è la propria è molto più difficile. Dovete parlare norvegese ma temete di non ricordare qualche parola? Il ricorso all’inglese, qualora i sinonimi non si trovino, è concesso.

Siamo abituati a mandare curriculum come messaggi nella bottiglia, considerando le risposte possibili miraggi lontani. La buona notizia è che in Norvegia rispondono quasi sempre, anche in modo negativo. Grazie per la tua application, purtroppo abbiamo ricevuto moltissime candidature e la tua non è risultata adeguata. Poche parole, cuore in pace.

Nel caso in cui sia passata la data di scadenza dell’annuncio, o qualora abbiate inviato una candidatura spontanea e non abbiate ottenuto riscontri, potete contattare la persona di riferimento e chiedere un feedback. A detta di Vera, è un tuo diritto sapere perché non sei stato selezionato, tale richiesta dimostra volontà di miglioramento e permette di avere comunque un contatto diretto utile in un secondo tempo per altre offerte.

Vera ci svela i segreti del job hunting in Norvegia

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10 commenti su “Drømmejob: i consigli dell’esperta norvegese.

  1. MarKus
    aprile 30, 2015

    ciao Biancamilla, posso chiederti cosa fai attualmente in Norway? quanto hai impiegato a masticare il norvegiese?
    grazie!
    Marco

    • biancamilla
      maggio 1, 2015

      Ciao Marco, attualmente lavoro al barnehage, la scuola materna norvegese, e mi dedico a un progetto super segretissimo che rivelerò a giorni nel blog. Per imparare la lingua a livello sopravvivenza mi sono serviti due corsi liv. A1 e A2, poi mi sono buttata, cercando di parlare-leggere-ascoltare il più possibile. Direi che in sei mesi ho raggiunto un livello di sopravvivenza base, in un anno sono arrivata alla fase conversazione generica dignitosa 🙂

      • Rita Merenda
        maggio 11, 2015

        Ciao Biancamilla! Innanzitutto, complimenti per il tuo interessantissimo blog e per il modo estremamente piacevole in cui è scritto. Io volevo chiederti una cosa, dato che a breve mi trasferirò in Norvegia: tu credi che, dopo aver imparato il norvegese, potrei avere la possibilità di lavorare in un asilo nido? Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione, ho già avuto esperienze (ho fatto la baby sitter, doposcuola, ho effettuato assistenza ai disabili e lavorato in asilo nido) e ho intenzione di impegnarmi da subito per imparare la lingua, anche se me la cavo con l’inglese (ho un livello B1). Se hai qualche consiglio da darmi lo ascolterò volentieri 🙂 In ogni caso, grazie mille per tutte le informazioni che condividi con noi 🙂

      • biancamilla
        maggio 11, 2015

        Ciao Rita! Credo che la tua laurea ti sia di aiuto nella ricerca in questo settore, ma (almeno qui a Oslo) è quasi sempre richiesto un buon livello di norvegese e, sempre più spesso, il certificato norskprove. Le agenzie interinali che reclutano personale per i barnehage sono: Adecco, Jobzone e PVS. Quest’ultima si occupa solo di reclutare personale scolastico, mentre le altre hanno anche altri settori. Controlla gli annunci su Finn.no e Nav.no, a volte gli stessi barnehage pubblicano annunci di ricerca personale. Specifica sin dalla mail che sei laureata in Scienze della Formazione, cerca la dicitura corretta in inglese e norvegese, per essere sicura. Informati presso il Nokut per il riconoscimento del titolo di studio estero così, una volta migliorato il norvegese, puoi lavorare come insegnante! Lykke til 🙂

  2. Giovanni
    maggio 1, 2015

    Bianca Bianca cosa faremo senza di te
    due cose dove trovare informazioni sulle aziende in Norvegia per potersi cosi orientare
    qui in Italia inizia ormai la stagione estiva li?
    a presto ciao
    Giovanni

  3. ItaliaNorge
    maggio 5, 2015

    Diciamo che queste sono cose valide in qualsiasi paese del mondo e di base per iniziare a cercare un lavoro…
    Inoltre ci sono delle inesattezze in quanto una particolarità che ho riscontrato sopratutto in Norvegia è quella appunto di non rispondere.
    Molto spesso e-mail e telefonate per chiedere aggiornamenti cadono nel vuoto. Cosa che mi è capitata spessissimo ed anche a tanti altri non norvegesi che conosco. Anche in comunicazioni con fornitori o colleghi di lavoro…
    I norvegesi evitano come la peste ogni situazione di confronto .
    Cose utili da sapere a mio parere sono che :
    – se l’azienda in cui si vuole lavorare è norvegese : è obbligatorio avere una buona conoscenza del norvegese.
    -a parità di CV un norvegese avrà sempre la precedenza
    – chi si loda si imbroda. Validissimo in Norvegia in quanto i norvegesi hanno la “janteloven” e la prima regola è: non credere di valere più degli altri.
    Quindi bene fare vedere le proprie capacità ma senza presentarsi come i migliori…
    – cercare sempre lavori “specialistici” si avranno più canche
    – la copertina di presentazione non serve a nulla. Prima di inviare il CV telefonate e inviate mentre siete al telefono così che la vostra mail venga aperta e il vostro Cv abbia più probabilità divessere esaminato appena la telefonata è finita.
    – cercate si internet altri dipendenti dell’azienda che lavorano nel dipartimento dove volete lavorare. Nomi e telefoni sono quasi sempre online.
    Chiamate pure loro per avere informazioni ( senza essere troppo aggressivi) avrete più canche che il vostro nome inizi a girare..

    • biancamilla
      maggio 5, 2015

      Ti ringrazio per le tue aggiunte, credo sia molto importante confrontarsi per comprendere al meglio la strategia da adottare. Questo è il motivo per cui ho deciso di diffondere i consigli di una persona addetta proprio alla selezione delle risorse umane. Il tuo commento aggiunge e conferma alcuni punti già citati.
      Certo, le chance di essere convocati ad un colloquio dipendono da molti fattori e variabili tra cui non bisogna dimenticare la cosiddetta botta di culo, valida in ogni paese del mondo.

  4. Daniele
    giugno 15, 2015

    Ciao, ti ho trovato per caso. Io sono in cerca di un lavoro in Norvegia, ho studiato 3 anni norvegese all’università a Roma (dal 2009 al 2012). Le competenze che ho qui non credo mi saranno utili in Norvegia, perché richiedono un’ottima conoscenza della lingua.
    Devo dire che sono più interessato a trovare lavoro in una fattoria o comunque in qualsiasi altra attività all’aperto. Nel 2012 ho lavorato un mese e mezzo per vitto e alloggio in due fattorie, per poter migliorare il norvegese.
    Da quanto vedo negli annunci, però, non c’è tutta questa richiesta. Ho spedito tanti CV tempo fa e ho ricevuto perfino due lettere cartacee dalla Norvegia (più diverse email), dove mi annunciavano di aver ricevuto la mia candidatura. Se pensi che in Italia, in 15 anni, non ho MAI avuto risposte, è già un passo avanti.
    Per ora la Norvegia mi sembra ancora un sogno irrealizzabile.

    • biancamilla
      giugno 16, 2015

      Ciao Daniele visto che parli di attività all’aria aperta e fattorie , ti consiglierei di consultare il sito http://www.flytttilhardanger.no/
      E’ un programma di incentivi per ripopolare la zona dell’Hardangerfjord, vicino a Bergen, tramite affitti bassi, offerte di lavoro e corsi di lingua. Ti auguro che la Norvegia possa diventare un sogno realizzabile!

      • Daniele
        giugno 16, 2015

        Ciao, grazie mille, lo vedrò senz’altro.

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