Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Come si vive (o sopravvive) alle Svalbard

Non venite qui. Fa molto freddo, il viaggio è lungo e costoso. E gli orsi polari potrebbero uccidervi.” Suonavano più o meno così le parole con cui qualche settimana fa Ronny Bronvoll, presidente di Visit Svalbard, cercava di contenere l’orda di turisti diretta alle isole norvegesi per ammirare il fenomeno dell’eclissi solare totale. Intanto, i danesi delle isole Farøer confermavano così la disponibilità ad accogliere i viaggiatori: “Siamo uno dei pochi posti al mondo da cui potete ammirare uno spettacolo tanto unico e suggestivo. E non abbiamo gli orsi.”

Un turista proveniente dalla Repubblica Ceca ha ignorato questo consiglio e ha scelto di campeggiare alle Svalbard: la notte precedente l’eclissi ha ricevuto la visita di un grosso orso polare e ha assistito allo spettacolo del giorno successivo dalla finestra dell’ospedale di Longyearbyen.

Le Isole Svalbard si collocano a metà strada tra la Norvegia e il Polo Nord: questo arcipelago si trova cinquecento miglia più a Nord della nordica Norvegia. Altro che Padania.

Quassù si trova una banca unica al mondo: la banca genetica dei semi. In una galleria scavata nella roccia dell’isola di Spitsbergen, con una temperatura costante di -18°, sono conservate le sementi donate da 1400 diverse coltivazioni. Il progetto è stato realizzato dal Fondo Mondiale per la diversità delle colture e finanziato dal governo norvegese. Il permafrost che ricopre l’isola permetterà di conservare i semi per millenni.

Nelle isole Svalbard risiedono 2625 esseri umani, l’80% dei quali vive nella città di Longyearbyen, dove si trova anche la sede del governatore incaricato. Le Svalbard non eleggono rappresentanti al parlamento norvegese, né sono considerate come contea, sono piuttosto una sorta di colonia. Non vi sono requisiti particolari per risiedervi: se trovate un lavoro e sopravvivete alle temperature, siete i benvenuti!

Per la maggior parte dei mesi, la motoslitta è l’unico modo per spostarsi sul terreno gelato: pare che ce ne sia una per ogni abitante, solo la metà dei residenti possiede un’automobile. Il clima lungo le coste occidentali è leggermente mitigato da un remoto eco della corrente del Golfo, per cui il termometro in inverno precipita fino a -40°C, ma in estate risale fino a gradevoli 5-6°C. L’interno delle isole è sconsigliato, fa molto freddo. Le precipitazioni nevose sono così scarse da poter considerare questo territorio quasi desertico: 150 mm di precipitazioni annue, contro i 2000 di Bergen. Se il vostro problema è la pioggia, potete inserire le Svalbard nell’elenco delle mete ideali.

Siete amanti dei gatti? Alle Svalbard sono vietati, per preservare le specie di volatili presenti sulle isole. Nel caso in cui il vostro micio non si congelasse le zampe, sopravvivesse all’incontro con un orso polare e non decidesse di imbarcarsi sulla prima nave per la Norvegia, infatti, potrebbe rivelarsi una minaccia letale per gli uccellini polari.

2635 esseri umani e circa 3000 esemplari di orsi bianchi popolano queste isole: le alte recinzioni che contornano il perimetro delle scuole e degli asili servono proprio a evitare l’incontro tra le due specie. Il mercato immobiliare è molto chiuso: i datori di lavoro locali possiedono quasi tutti gli immobili, per cui avere un lavoro è requisito fondamentale per ottenere un alloggio.

Le Svalbard non sono un paese per vecchi: quando l’età avanza e si fa necessario un ricovero in ospedale o in una casa di riposo per anziani, si fa ritorno in Norvegia o nel paese di appartenenza.

Credete che solo i russi potrebbero essere abbastanza matti da vivere a queste latitudini? Vi sbagliate! Se la maggioranza dei coraggiosi abitanti delle Svalbard proviene dalla Norvegia, la seconda comunità presente quassù è quella thailandese.

Forse le calde spiagge bagnate dalle acque coralline dell’Oceano Indiano sono sopravvalutate?

Svalbard: il vicino di casa saluta.

Svalbard: il vicino di casa saluta sempre.

18 commenti su “Come si vive (o sopravvive) alle Svalbard

  1. Nautilus
    aprile 10, 2015

    Turista cecoslovacco?! Ho letto bene?! Bello il post, ho imparato molte cose che non sapevo. In ogni caso questa resta per me un’agognata meta estiva, ma per ora non me la “voglio” permettere: una settimana alle Svalbard mi costerebbe come un mese e mezzo di Lituania.

    • biancamilla
      aprile 10, 2015

      Turista della Repubblica Ceca, correggo! Grazie, non so da dove mi sia uscita questa nostalgia per il blocco sovietico! 🙂 🙂

  2. Nautilus
    aprile 10, 2015

    Ma alle Svalbard ci sei stata di persona o hai in programma di andarci?

    • biancamilla
      aprile 10, 2015

      Non ci sono ancora stata, le affrontero’ tra qualche tempo, non mi sento ancora pronta 🙂

  3. Marco Zuodar
    aprile 12, 2015

    ho un libro “svalbard: artico da scoprire” dedicato a queste isole. sicuramente è un ecosistema interessantissimo. forse anche ci vivrei, è che temo che un vegetariano come me faccia fatica a trovare cibo adatto in quelle zone! chissà se hanno qualche serra! 😀

  4. Giovanni
    aprile 27, 2015

    Ciao Biancacamilla però carina l’isola Svalbard freschia e dove si possono fare simpatici incontri
    Mi spiace per tuo padre non ho potuto scriverti prima scusami, ma ho avuto una situazione un po’ difficile con i mie familiari.
    Vorrei chiederti una cortesia, tempo fa lessi di una ragazza sarda che si è trasferita in Norvegia ma prima di trasferirsi studio il Norvegese non so però come potresti per favore farmi avere qualche informazione mille grazie
    P.S
    continua col questo blog e troppo interessante

    • biancamilla
      aprile 27, 2015

      Ciao Giovanni, grazie per il commento. Mi dispiace sapere che anche tu hai problemi a casa. Se mi scrivi il tuo indirizzo lo posso passare alla ragazza sarda, così se vuole ti può contattare direttamente lei. Al prossimo post! 🙂

  5. Rosy
    aprile 29, 2015

    Ciao Biancamilla,non saprei come meglio descrivere la tua bravura nel descrivere la tua esperienza in Norvegia! Sei a dir poco bravissima! Credo di non aver trovato altre persone cosi brave nel descrivere esperienze e quant’altro,come te!
    Perciò vorrei farti i miei più sinceri complimenti per il blog e continua cosi! Sei essenziale per chi vuole avventurarsi in Norvegia!
    Avrei bisogno di una tua opinione…ho 30 anni,in Italia da 11 anni(sono di nazionalità bulgara) non parlo l’inglese(purtroppo),mi sono messa a studiare il norvegese (fai da te a casa),non ho una laurea ma un semplice diploma come cuoca cameriera.. Come cuoca non ho lavorato,ma come cameriera si, poi ho varie esperienze di lavoro in ambiti diversi.
    Comunque la mia domanda è secondo te ho qualche speranza per trovare un occupazione in Norvegia? Negli ultimi quattro anni ho lavorato in totale per 8 mesi tra part time e contratti a chiamata,perciò e arrivato il momento di dare una svolta alla mia vita.
    Sta diventando sempre più difficile vivere o vero sopravvivere ,ed io sinceramente non voglio sopravvivere ma vivere dignitosamente…
    Grazie di nuovo per questo blog,e complimenti ancora! Buona giornata!

    • biancamilla
      maggio 1, 2015

      Ciao Rosy, ti ringrazio per i complimenti. Fanno sempre molto piacere e mi danno l’energia per continuare a scrivere. RIguardo alla tua situazione, posto che prevedere gli sviluppi di una scelta dall’esterno non è facile, credo che il settore della ristorazione in Norvegia sia sempre alla ricerca di personale. Ti avviso, però, che non tutti i posti sono sicuri, gli orari sono pesanti, i turni lunghi e gli straordinari spesso non considerati. Detto questo, se hai esperienza e raggiungi un livello di norvegese per cui riesci a lavorare, capire gli ordini e comunicare con i clienti, direi che è possibile. 🙂 In bocca al lupo!

  6. Giovanni
    maggio 1, 2015

    Mille grazie Bianca il mio indirizzo mail è ghembit@libero.it
    ps sono sardo anche io oristanese

  7. Rosy
    maggio 2, 2015

    Grazie di cuore! Per qualche altra domanda posso scriverti in privato sempre se non disturbo ovviamente?
    Complimenti di nuovo per il miglior blog su questo splendido paese..

  8. Rosy
    maggio 5, 2015

    Grazie mille Biancamilla,buona giornata.

  9. Paolo Tognola
    febbraio 24, 2016

    Ma cosa ci fanno lì i thailandesi?

    • biancamilla
      febbraio 24, 2016

      Bella domanda! La mia teoria a riguardo è che si tratti delle mogli dei norvegesi: la bellezza asiatica è molto apprezzata dai nordici. 😉

  10. MAURO
    luglio 11, 2017

    Ho avuto la grande fortuna di viaggiare e lavorare per breve tempo alle Svalbard…
    Sono indubbiamente isole “toste” per chi è intenzionato a stabilirvisi, pensierino che sto accarezzando da quando ero lì.
    Dopo aver visto Ny Alesund, e la piccola comunità di ricercatori italiani, inserita in una grande comunità di ricercatori provenienti da tutto il Mondo (l’isola è praticamente internazionale, con basi di ricerca di tante Nazioni), New Augsburg, con la microscopica comunità russa (gli edifici e le stelle rosse sui tetti della chiesa e degli edifici pubblici parlano chiaro), e la “popolosa” Longyerbyern, fornita di tutto….credo che la cosa che a noi italiani potrebbe preoccupare ben prima degli orsi bianchi sono…i quattrini.
    Non ho avuto il tempo di approfondire…ma all’aereoporto di Oslo pur con le comprensibili considerazioni del contesto, pagare un cappuccino (brodoso), un cornetto (buono) e un’acqua minerale (1/2 L ) la cifra di 12,50 Euro mi sembra a dir poco…INQUIETANTE.
    Tutto non solo bello, ma bellissimo,…ma non ho avuto il tempo e la prontezza di informarmi sull’economia e assistenza per chi come me partirebbe stasera per stabilirvisi.
    A Biancamilla volevo dire che a Longyerbyern c’è anche un ristorante cinese, gestito da veri cinesi…
    Fra tre anni e mezzo andrò in pensione, e se le forze ed il cervello (…e le tasche) mi assisteranno ancòra come ad oggi…vorrei trasferirmi là.

    Mauro.

  11. Elisa Rubert
    novembre 9, 2017

    Ciao,
    Sono pazza ad aver scelto di andare alle isole svalbard a fine dicembre per una settimana?

    • Camilla Bonetti
      novembre 12, 2017

      Se porti con te abiti pesanti, stai nei centri abitati o ti muovi in compagnia delle guide…direi proprio di no, anzi! Aspettiamo il tuo racconto 🙂

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