Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Quando i norvegesi andavano a quel paese.

In un passato non molto lontano anche i Norvegesi andavano a quel paese.

Per farlo, attraversavano l’oceano seguendo una rotta scoperta proprio dai loro antenati quasi mille anni fa. Negli Stati Uniti d’America 4.5 milioni di persone possono vantare origini norvegesi e 3 milioni di questi hanno entrambi i genitori provenienti da tale ceppo etnico. Emigrati norvegesi erano presenti in America già nella prima metà del 1600. Il nome di Hans Hansen Bergen, nativo dell’omonima città norvegese, figura nell’elenco dei primi fondatori della colonia olandese di New Amsterdam, piccolo centro sull’Hudson River ribattezzato New York dagli inglesi nel 1664.

Nel 1825, durante un momento di particolare tensione tra la chiesa danese e le minoranze religiose quacchere, un gruppo di sei famiglie dissidenti scelse di intraprendere un lungo viaggio su una barca di dimensioni molto modeste (sloop), la “Restauration”. Questi novelli pellegrini norvegesi raggiunsero New York dopo un viaggio difficile cominciato a Stavanger 14 settimane prima, accolti dall’entusiasmo della stampa locale colpita dal loro coraggio. Sebbene la barca fosse in un primo momento bloccata dalle autorità per il numero eccessivo di passeggeri, l’intervento dei quaccheri americani permise a questi fratelli provenienti dalla Scandinavia di trovare nella terra americana la base per la loro vita semplice. I loro discendenti sono ancora oggi conosciuti come gli “Sloopers”, dal tipo di barca utilizzata per il viaggio. Nella seconda metà dell’800 l’immigrazione norvegese si intensifica a causa dei problemi economici del paese: le risorse agricole non sono sufficienti a soddisfare la popolazione in crescita.

Tra il 1825 e il 1925 più di 800.000 norvegesi, un terzo della popolazione dell’epoca, si stabilirono nel Nord America. Escludendo l’Irlanda, nessun altro paese ha una così ampia percentuale della sua popolazione in America.

La maggior parte degli insediamenti norvegesi si sviluppano nella regione settentrionale degli USA. Nel 1910 circa l’80% della popolazione norvegese, composta allora da un milione di immigrati di prima e seconda generazione, viveva nel Midwest: Minneapolis nel Minnesota era la capitale norvegese di America, sede delle attività politiche e religiose. Anche la costa pacifica degli Stati Uniti, soprattutto Seattle, diventa nel tempo un altro centro di immigrazione norvegese. Piccoli insediamenti si creano anche a Brooklyn, New York, e in Alaska. Nel 1990 la distribuzione dei discendenti conferma il Minnesota al primo posto, seguito da Wisconsin, California, Washington e North Dakota. Insomma, anche dall’altra parte dell’Oceano i norvegesi sembrano prediligere il clima fresco!

Nel suo articolo del 1870 “un giornalista norvegese in America”, il giornalista Svein Nillson racconta che i norvegesi appena sbarcati in America rimangono sempre stupiti nel trovare nel cuore del paese, a migliaia di chilometri dalla terra natale, un mondo che parla una lingua e vive una vita tanto simile a quella a cui erano abituati.

In una lettera spedita da Chicago nel 1855 da un’emigrata norvegese alla famiglia rimasta a Stavanger si legge che “di tutte le nazionalità che si ritrovano in questo grande paese, i norvegesi sono tra i più apprezzati dagli americani”. La vita negli insediamenti agricoli ha mantenuto i norvegesi lontani dai pregiudizi e dalle critiche dei locali, che li hanno considerati elementi utili allo sviluppo delle regioni rurali. Il commercio dei prodotti della terra era il modo con cui entravano in contatto con gli americani.

Nelle grandi città i norvegesi-americani si sono rapportati all’ambiente multiculturale adattandosi al melting pot, unendosi soprattutto alle comunità svedesi e danesi. Esistono ancora oggi città americane che portano normi norvegesi, come Oslo in Minnesota e la Contea di Bergen nel New Jersey. I Norvegesi-americani mantengono alcune tradizioni culinarie, come il lutefisk e le lefse, e celebrano il Syttende Mai indossando il bunad, il costume della regione norvegese da cui provenivano gli antenati.

Sembra incredibile, ma oggi si trovano più Norvegesi in America, 4 milioni e mezzo, di quanti non ve ne siano nella stessa Norvegia, 5 milioni di abitanti di cui più di 700.000 immigrati.

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4 commenti su “Quando i norvegesi andavano a quel paese.

  1. Michele
    aprile 3, 2015

    Niente di più appropriato di questa canzone come sottofondo ad un articolo che parla di emigrazione! (A mio avviso)

    • biancamilla
      aprile 6, 2015

      Approvo! Bruce Springsteen ha una canzone per qualunque occasione. Unico!

  2. enrico
    luglio 24, 2015

    ora “a quel paese” glieli mandano gli italiani dopo aver visto sto video

    • biancamilla
      agosto 4, 2015

      Ah sì, questa è una vecchia pubblicità di Hobos, agenzia immobiliare, per convincere i norvegesi a lasciare il nido famigliare e cercare casa per conto proprio.

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