Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Mørketid: come sopravvivere ai tempi bui.

Il termine norvegese Mørketid, letteralmente tempo del buio, indica quel periodo dell’anno in cui il sole resta sotto la linea dell’orizzonte. Il fenomeno si verifica al Circolo Polare Artico: più si va a Nord, più notti perenni si incontreranno. Personalmente, mi sono tenuta al di sotto di tale linea di confine. L’inverno nel Sud della Norvegia è più “soft”: le ore di luce diminuiscono fino al solstizio di inverno, per poi recuperare terreno nei primi mesi dell’anno nuovo. A Nord non è così semplice. Come si affrontano le giornate buie? Avrei potuto chiederlo ai norvegesi, ma loro ci sono nati e cresciuti nell’inverno artico, sono super esperti e temprati.

Mi interessava capire come lo percepisce e lo supera (se lo supera) qualcuno abituato a latitudini più temperate e luminose. Mi sono imbattuta nel bellissimo blog http://mylittlenorway.com/ creato da L-Jay, un’australiana che per amore ha abbandonato il suo soleggiato continente e si è trasferita a Tromsø. La sua nuova città si trova 300 km a nord del circolo polare artico, distanza che corrisponde a circa 60 notti polari annue. Lei è ancora viva, è mamma di due splendidi bimbi e, sì, ha imparato ad affrontare il Mørketid con lo spirito giusto.

Il primo segreto, dice, è fare come fanno i norvegesi: non resistere al buio, fingendo che non ci sia, ma accettarlo e adattarsi. La mancanza di luce crea scompensi biochimici nel corpo umano, responsabili di una serie di disagi: sonnolenza, tristezza, fame di dolci, irritabilità. Una sorta di sindrome premestruale che, per una volta, si comporta democraticamente e affligge anche i maschietti. Di questo problema si parla in famiglia, a scuola e persino in Tv, per creare la giusta consapevolezza necessaria a reagire.

La preparazione al Mørketid comincia in estate. Se è vero che le ore di buio invernali sono tante, altrettante sono quelle di luce in estate. I norvegesi vivono la stagione del sole il più possibile all’aperto, in modo da fare scorta di vitamine necessarie poi nei mesi oscuri.

Un altro prezioso alleato dei popoli del Nord è il merluzzo. L’olio ricavato dal fegato di questo pesce è ricchissimo di vitamina E, A ed Omega 3. Adulti e bambini assumono ogni giorno un cucchiaio di questo surrogato del sole che, unito a una dieta ricca di pesce, permette di supplire alle carenze.

Anche la Mørketidsol, la birra Mack (prodotta a Tromsø) dedicata al periodo più buio dell’anno, può essere annoverata tra i rimedi anti depressivi più efficaci!

Accettare l’inverno non significa assecondare la tendenza alla pigrizia e al sonno che questo induce; il movimento fisico è fondamentale per affrontare le giornate buie, perché produce endorfine e aiuta ad allontanare la sonnolenza. Le case hanno ottimi standard di isolamento termico e sono sempre molto calde, invitano ad accoccolarsi sul divano con una coperta di pile, qualche chilo di cioccolato e una decina di film. E invece no! È proprio così facendo che si sprofonda nel baratro della depressione da buio: bisogna uscire, ossigenarsi il più possibile. Il clima avverso non deve essere un freno, va mantenuta una vita sociale attiva: non preoccupatevi per il look, la neve sulla giacca, il naso rosso e le mani fredde qui sono universalmente condivise e accettate.

Per affrontare il Mørketid occorre inoltre sfatare due miti. Il primo ci accompagna dall’infanzia: il buio è pericoloso, nasconde qualcosa.

Grazie al minaccioso uomo nero e a tutti i personaggi spaventosi che popolavano i racconti della nostra infanzia e facevano delle tenebre il proprio mondo, una parte di noi vive ancora il buio con un certo disagio.

Il secondo mito è la convinzione che il Mørketid coincida con il buio assoluto. Non è proprio così: la neve è un ottimo riflettore della poca luce solare e delle luci artificiali accese nelle case e sulle strade. Le decorazioni di Natale illuminano riccamente le città, accompagnate dalle fiamme delle candele che risplendono sui davanzali dalla fine di novembre fino a metà gennaio.

Infine, la nostra amica australiana indica un ultimo, fondamentale elemento di sopravvivenza nei mesi bui: la giusta predisposizione. Chi dice: “non posso vivere al buio” ha ragione, non lo può fare. Chi invece accetta questa esperienza come un’avventura, un periodo diverso, potrà trovarne i lati positivi: senza il buio non ci sarebbero le aurore boreali, ad esempio.

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