Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

#Tocca a voi: Norge VS. Australia !

Qualche mese fa, Greta Dalle Luche ci ha raccontato la sua esperienza come ricercatrice a Oslo. Prima di approdare al Nord, ha trascorso alcuni mesi a Brisbane. La Norvegia e l’Australia: due paesi agli antipodi, non solo geograficamente. Come si vive su a Nord e giù a Sud e, soprattutto, dove si sta meglio? Ecco la sua risposta.

Ho lasciato che il tempo passasse perché volevo essere sicura di dare una risposta che fosse il più neutrale possibile. Mi sono trovata in ambienti di lavoro molto diversi e questo ha sicuramente influenzato le mie impressioni. In Australia sono stata 5 mesi, mentre in Norvegia solo 3. Sono certa che non esista un paese migliore di un altro in generale, ma che esista un paese migliore di un altro per una particolare persona, e forse anche per un periodo ristretto della vita di questa.

Dopo queste premesse posso dire che, per me, in questo momento, l’Australia è un paese estremamente più divertente, salutare e stimolante della Norvegia.

La qualità della vita australiana non ha confronti con quella Norvegese: per la mobilità delle persone, il clima e l’ambiente.

La Norvegia offre immensi spazi aperti, ma la fruibilità è molto ridotta, soprattutto in alcuni mesi dell’anno. Nei 3 mesi norvegesi ho provato lo sci di fondo e sono rimasta sorpresa da quante ore si possano trascorrere in mezzo alla neve in inverno, nei boschi. D’altra parte però basta un errore nell’attrezzatura perché il piacere diventi sofferenza o addirittura rischi di finire in disgrazia.

In Australia, io ero a Brisbane, non servono MAI i cappotti. Puoi andare in giro tutto l’anno in pantaloncini corti. L’unico errore fatale che puoi fare è scordarti il costume se vai al mare o la crema solare se ti esponi nelle ore più calde. Ci sono spiagge meravigliose e semi-deserte alla portata di tutti. Le città sono verdi e senza essere ricchi ci si può permettere un giardinetto. Andare in campeggio nei weekend è un vero stile di vita: si può campeggiare nei parchi naturali pagando 5 dollari a notte. Ci sono bagni, docce, fontane pubbliche e prati dove sdraiarsi sia nei luoghi più eleganti, che in quelli più selvaggi. Gli animali selvatici fanno parte della vita quotidiana, andare in campeggio vuol dire essere cullati dai canti degli uccelli al tramonto e all’alba. Ogni giorno andavo a lavoro a piedi e in 3 mesi ho messo su un’invidiabile collezione di piume!

In Australia si trova qualsiasi cosa, prodotta localmente o importata. Essendo una ex colonia inglese conserva forti influenze europee ma è molto vicina all’Asia, quindi nei negozi si trova davvero tutto…di tutto il mondo! La cucina unisce la tradizione inglese, il cibo italiano e asiatico (thai e cinese) con le nuove tendenze internazionali. Comprare e vendere oggetti di seconda mano è molto semplice, grazie ai siti di annunci peer-to-peer. In Australia si trovano vino e olio di buona qualità e a prezzi modesti, perché sono prodotti nazionali. Gli alcolici  sono soggetti a regole severe, sia per il consumo che per la vendita e i prezzi sono molto alti,  ma questo è niente in confronto al monopolio norvegese. La vendita di alcolici in Norvegia è una delle cose che ti dà l’impressione di trovarti in un regime.

 

In Norvegia il sistema delle importazioni è terribile. Secondo me è indecente e snervante doversi preoccupare di ordinare una cosa su Amazon o di farsi spedire un pacco dalla famiglia. Al giorno d’oggi dover pagare tasse e sovrattasse per l’importazione dei beni o  perché il pacco non entra nella cassetta delle poste e deve essere ritirato in un magazzino… è vergognoso! La Norvegia è un paese piccolo, con pochissima scelta di beni: il cibo è lo stesso in tutti i supermercati, ben 3 persone nel mio ufficio avevano lo stesso modello di ciabatte! L’unica cosa che davvero abbonda è l’arredamento per la casa (tra cui le immancabili candele), con negozi sparsi  davvero ovunque. Ma chi vuole a vent’anni riempirsi di candele, mobili e cianfrusaglie per la casa??

I Norvegesi sono coscienti di vivere in un “regime” ma lo sopportano e lo apprezzano per quelle ricompense che assicura: il welfare, una moneta forte che permette di viaggiare all’estero, le gioie della vita norvegese (lo sci, i dolcetti, le torte, il riscaldamento che costa poco, le straordinarie possibilità lavorative). Ho notato, però, che parlano spesso con gioia/nostalgia di situazioni sperimentate all’estero impensabili durante gran parte del loro anno: le scampagnate, i locali con i tavoli all’aperto, il sole, le birre a prezzi decenti. Questi piaceri della vita per noi Italiani sono assolutamente normali. In Italia si guadagna molto poco ma certi svaghi sono gratis o comunque accessibili a tutti. Perché trasferirsi in un posto con un’estate così corta e precaria ? Lo trovo una cosa sadica. Per me è come se si scegliesse di vivere a metà. La Norvegia è uno stato che ti assicura un certo livello di benessere ma che vuole decidere anche troppo della tua vita.

Che si voglia ignorare o no, l’alcolismo è un problema serio e il sabato e la domenica mattina è normale imbattersi in bicchieri da cocktail, bottiglie di vodka o di vino lasciate per la strada o alle fermate dell’autobus. In Australia, dove pure la gente beve molto, nessuno si sogna di sporcare gli ambienti pubblici.

Quando ho lasciato l’Australia, non ero entusiasta al 100% del paese. Dopo 5 mesi avevo decretato che l’Australia era un paese troppo consumistico e che “instupidiva” la gente. Un paese che ti porta a un buon livello di vita, di consumi, di tranquillità ma non ti garantisce la rete sociale, né il livello di istruzione che hai in Italia.

Ero curiosa di visitare la Norvegia: un paese dove le cose sono vere, dove c’è meno scelta ma dove sono assicurate le cose concrete, quelle che contano. In realtà, mi sono annoiata a morte per la mancanza di una vita sociale ricca e per il ritmo lento del lavoro e dei cambiamenti. In Norvegia quasi tutto ti spinge a metter su famiglia: ma se uno non programma di mettere su famiglia in tempi brevi (e magari neanche lunghi!) chi glielo fa fare di stare in un paese così lento e noioso? Ragazzi e ragazze sono molto educati e esteticamente molto belli, ma a 25 anni già convivono e molti hanno bambini.

La Norvegia può essere il paese perfetto per metter su famiglia..ma che noia quando si è giovani!!

19 commenti su “#Tocca a voi: Norge VS. Australia !

  1. Francesco
    settembre 3, 2014

    Ciao, ho letto il tuo post con molto interesse in quanto anch’io ho vissuto un’esperienza simile alla tua seppure diversa. A Brisbane ci sono stato per visitare amici e devi dire che è un posto meraviglioso: la piscina, con bagnini e docce, gratuita, in pieno centro davanti allo skyline della città è una chicca assoluta! Il resto del Queensland è molto bello: la barriera corallina, Straddie, Fraser Island, le Whitsundays., posti bellissimi! E lontanissimi! Veramente, lontani, troppo lontani l’uno dall’altro! Devi prendere l’auto e guidare per ore per andare da una località di prestigio ad un’altra, mentre in mezzo trovi solo foreste sconfinate di Gum Trees che crescono disordinatamente ovunque. In Norvegia è diverso: ad ogni curva ti si apre un paesaggio meraviglioso, con fiordi, cascate, foreste; veramente il posto paesaggisticamente più vicino al paradiso terrestre per quanto ho visto finora. Entrambe le nazioni viaggiano a braccetto all’apice delle classifiche per il tasso più alto relativamente alla qualità della vita. Se dovessi scegliere, sinceramente non saprei: meglio i fiordi o la barriera corallina? L’aurora Boreale o 9 mesi d’estate? Penso che la risposta sia molto soggettiva, in entrambi i casi si tratta di posti comunque meravigliosi!

  2. massimo venezia
    settembre 4, 2014

    Personalmente non sono stato ne in Australia ne in Norvegia ma conosco bene l’Italia, dove ogni giorno c’è da vergognarsi per qualche scandalo dei nostri politici- padroni. Avevo una piccola impresa di costruzioni che sto liquidando in questi giorni perché devastata da: una tassazione impossibile, nessuna tutela di categoria, concorrenza sleale spesso esercitata da persone straniere che entrano nel nostro paese senza nessun controllo. E senza nulla da perdere. Se sbagli una dichiarazione dei redditi rischi il pignoramento della casa. Una massa incredibile di persone che vivono in maniera parassitaria soprattutto nel settore pubblico. Pensioni esorbitanti ingiustificate che devo pagare io con le mie tasse. Zero servizi. Mi sono infortunato più volte ma ho sempre dovuto pagarmi le terapie altrimenti sarei stato messo in lista d’attesa per mesi nella sanità pubblica. Regole che cambiano ogni due giorni. Abbassano una tassa per fare lo spot televisivo e ne inventano altre tre. Imprenditori che si ammazzano dalla disperazione, nel silenzio più totale delle autorità. UN sistema giudiziario da terzo mondo. Un presidente della repubblica che costa 200 ml di euro anno e chiede agli altri di fare sacrifici. Giornalisti al soldo di uomini di malaffare che pur di compiacere i loro padroni ci raccontano che la terra è piatta. Provare per credere. Non so Voi signori ma un po’ di noia scandinava alla mia persona farebbe solo bene. Saluti

    • tony farano
      settembre 20, 2014

      meglio la “noia norvegese” all’insidiosa e piena di incognite vita in italia dove oggi si mangia domani boh…

      l’italia, il “bel paese” é al tramonto… il paese che ha portato il rinascimento e la cultura in europa ora é alla frutta, anni in cui ce la siamo tirata “abbiamo sole mare cucina arte bella musica ecc…” rimanendo col sedere fermo mentre paesi agricoli come quelli scandinavi si sono fatti un mazzo tanto per migliorare le proprie condizioni essendo anche mete ambite dagli italiani che vogliono scappare deve farci no riflettere, é una vita che riflettiamo… dobbiamo rimboccarci le maniche anche noi… da subito

  3. Simona
    settembre 6, 2014

    Premetto che non conosco né la Norvegia né l’Australia, ma tre mesi (come pure cinque) mi paiono davvero pochi per riuscire a inquadrare un Paese e cogliere i tratti essenziali della sua società. Vivo all’estero da 17 anni e sinceramente avrei difficoltà ad esprimere un guidizio così netto circa il Paese che mi ospita.
    In ogni caso l’articolo è molto interessante: grazie!

    • biancamilla
      settembre 7, 2014

      Ciao Simona, direi che quelle espresse nel post sono prime impressioni. Il tempo rende meno drastici i giudizi. Mi hai incuriosita,dove vivi tu?

      • Simona
        settembre 9, 2014

        Ciao Biancamilla,
        io vivo in Germania.
        Colgo l’occasione per farti un sincero complimento per il blog. Sei riuscita nella difficilissima impresa di farmi leggere praticamente TUTTI i contenuti sinora pubblicati nell’arco di una serata. Scrivi molto bene ed è un vero piacere leggerti!
        Tra l’altro leggendo i tuoi post mi sono resa conto di quanto abbiano in comune i norvegesi con i tedeschi, soprattutto – ma non solo – per quel che riguarda le “modalità di manutenzione” dei bambini. Penso che in Norvegia mia figlia si sentirebbe molto a suo agio! 🙂

  4. Cri
    novembre 26, 2014

    Sogno di andare in Norvegia da anni, ed ora con una bimba piccola, un lavoro autonomo (obbligato, perché a 30 anni non ti assume nessuno e in realtà anche un lavoro autonomo in Italia devi potertelo permettere economicamente), un solo stipendio (quello del mio compagno),sto seriamente meditando di espatriare. Mi trattengono le radici che ho qui e forse la paura di fare un salto così importante, ho paura di partire e ho paura di restare, ma non so cosa mi spaventa di più. Eppure una voce dentro di me mi dice che un po’ di quella noia norvegese la vorrei nella mia vita. Non ho più voglia di vivere per lavorare, di trascurare casa, famiglia e me stessa per un lavoro mal retribuito e per nessuna possibilità di carriera. Vorrei solo andare a dormire tranquilla la notte, sapendo che con un po’ di sacrificio, potrei assicurare un futuro a mia figlia….della Norvegia mi spaventa solo quello che ho letto ingiro sulla sanità (ben inteso, non che in Italia la sanità sia ottima, anzi diciamo che va sempre peggio a parte rare eccezioni, ma per me è fondamentale, se deciderò di trasferirmi, andare in un paese dove potermi sentire tranquilla anche da quel punto di vista, per me e per mia figlia).

    • biancamilla
      novembre 30, 2014

      Capisco bene la tua situazione, simile purtroppo a quella di molti altri. Fa male sentire di non poter costruire nulla nel paese che ci ha “costruiti”. Abbandonare tutto, imparare una lingua nuova, allontanarsi dagli affetti: nell’immigrazione ci sono indubbi, pesanti aspetti negativi. Vanno messi sul piatto della bilancia e ognuno di noi ha una diversa risposta alla domanda: partire o restare. In bocca al lupo a te e alla tua bambina. 🙂

    • Paolo Tognola
      novembre 30, 2014

      Perché? cos’ha la sanità norvegese?

  5. Paolo Tognola
    novembre 27, 2014

    Con tutto il rispetto…meglio il ritmo lento e la noia norvegesi del precariato totale, dell’insoddisfazione, della povertà economica, umana e intellettuale che ormai caratterizza il nostro paese. Qui è difficile mantenerla una famiglia…se ci fosse un po’ di noia Norvegese…E se esistono solo tre marche di ciabatte…chi se ne frega…l’impressione che ho avuto io le volte in cui ci sono stato è che quello norvegese sia un popolo coltissimo, amante dell’arte, della letteratura, della musica…Multirazziale, con un enorme senso civico e rispetto per “l’altro”.
    L’Austalia,per come l’ho vissuta io, è un posto meraviglioso, soprattutto per il clima e per il mare. Gli australiani mi sono apparsi tendenzialmente poco colti, razzistelli e un po’…vacui…superficiali…però hanno tutte le marche di ciabatte che vuoi!

    • biancamilla
      novembre 30, 2014

      Ciao Paolo, credo che l’articolo rifletta la soggettività dell’autrice, studentessa 25enne. Mi rendo conto che, a quell’età, la noia norvegese è la prima cosa che si nota in un periodo di tempo limitato come i tre mesi che lei ha vissuto.La superficialità dell’Australia è celata dal divertimento, dal clima, dallo sport. L’età e la personalità dell’osservatore influenzano il quadro , questo è sicuro!

      • Paolo Tognola
        novembre 30, 2014

        Sicuramente, me ne rendo conto. Sarebbe bello però sentire i suoi colleghi coetanei rimasti in Italia…chi vive all’estero non si rende conto di quanto siamo in basso..

      • biancamilla
        novembre 30, 2014

        L’autrice del post, Greta, ha sempre vissuto in Italia. I periodi all’estero erano parte del suo percorso universitario.

  6. Stefano Libero
    febbraio 23, 2015

    Forse il problema in Italia è proprio questo, la mancanza di una cultura che insegna
    da subito ad apprezzare il proprio paese e difenderlo, ho 20 Anni che noia le regole,
    ho 50 Anni ormai ho trasgredito ora voglio la tranquillità.
    Dopo la 2nda Guerra Mondiale si erano create degli Ideali forti e delle regole che
    tutti dovevano seguire e il rispetto era sacro per tutti non solo in Italia, poi chi ha avuto memoria corta ha lasciato che tutto si perdesse educazione in primis chi ha avuto memoria lunga e sa che sacrifice sono stati fatti per il BENESSERE COMUNE ancora lo porta Avanti. I paesi latini hanno troppa memoria corta non esiste solo il sole e il mangiare bene gli affetti sono la cosa più importante ricchi o poveri.
    Colgo l’occasione per farti I complimenti per il tuo Blog e per la tua imparsialità!
    🙂

    • biancamilla
      febbraio 26, 2015

      Ti ringrazio per aver condiviso il tuo parere e per i complimenti. Al prossimo post!

  7. Viviana
    giugno 21, 2016

    Ciao! Bello leggere delle esperienze altrui in giro per il mondo. Ero alla presentazione del tuo libro a Oslo, il 27 maggio, un incontro che mi e’ molto piaciuto. Giuro che appena ho un attimo di tempo lo compero 🙂
    Intanto, a proposito di vite all’estero, mi e’ piovuta una bella occasione, un’intervista in cui ho pututo raccontare la mia esperienza (cinese prima e attuale norvegese) per LondonONEradio. Ti mando il link, se ti va di annoiarti per qualche minuto 🙂
    Buona giornata e spero tu possa tornare presto qui al Nord!

    https://www.spreaker.com/user/londonair/viviana-dalla-norvegia-passando-dalla-ci

    • Camilla Bonetti
      giugno 21, 2016

      Ciao Viviana! Ho ascoltato subito la tua intervista, tutt’altro che noiosa. La tua esperienza di italiana e mamma in Cina prima e Norvegia poi è molto interessante. Come ho già fatto all’incontro di Oslo rinnovo l’invito a condividere in un post qui su Norvegiani la propria testimonianza. Sono molte le mamme che mi scrivono chiedendomi come sia crescere dei bambini in Norvegia e in questo ambito non posso (ancora) dire la mia per cui… carta bianca alle italiche mamme di Norvegia! A presto 🙂

      • Viviana
        giugno 21, 2016

        Grazie per l’invito alla condivisione. Le mamme tutte, per natura, hanno bisogno di sapere come sia crescere i bambini altrove, specie se quell’ “altrove” dovesse diventare un giorno il luogo in cui vivere. Per questo, da mamma, sono disponibile alla condivisione della mia esperienza. A presto 🙂

      • Camilla Bonetti
        giugno 21, 2016

        Fantastico!

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