Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

#Tocca a voi: come fare serata (e divertirsi) a Oslo.

Rachele Salvini, studentessa dell’Università di Firenze, ha vissuto alcuni mesi a Oslo con il progetto Erasmus. Si è innamorata della Norvegia e ha deciso di condividere con i Norvegiani una preziosa lezione appresa nella capitale norvegese: Come fanno serata i giovani su al Nord?
Ecco la risposta in una guida semiseria che vi permetterà di: non spendere milioni di euro, socializzare e scoprire che il divertimento non manca nemmeno tra i “freddi” norvegesi.

Immaginati lì, davanti allo specchio, mentre ti prepari per la tua prima favolosa serata a Oslo. Sei una ventenne single, una di quelle tipiche italiane more, formose, col fisico a clessidra mediterraneo – sei, per un uomo del Nord, un’esotica e affascinante hottie.
Sei lì che passi il rossetto sulle labbra e sei convinta che la tua serata sarà spaziale. Sei appena approdata in una città del tutto nuova, grande e viva – una capitale. Solo che, per quanto tu creda che fare serata a Oslo voglia dire andare di locale in locale conoscendo misteriosi ed affascinanti Vichinghi alti un metro e novanta, ricorda che la maggior parte dei tuoi sogni e delle tue speranze naufragheranno miseramente. Ecco perché.

1- LOCALI. Scordati di entrare in un qualsiasi bar, pub o club se hai meno di vent’anni. Scordati di entrare in molti locali il venerdì se non hai almeno ventitré anni e il sabato se non ne hai almeno ventiquattro o venticinque. I Norvegesi sono molto rigidi quando si parla di età minima per fare cose divertenti, quindi, a meno che i buttafuori del locale che hai puntato non chiudano un occhio (ed è cosa ben rara), sii pronta a ricevere molti no. Proprio quando, esattamente in quel locale, era entrato un norvegese biondo e barbuto con due spalle così. Già. Ritenta, ce ne sono molti. Di locali, ma soprattutto di biondi.

2- ALCOL. Ricordi i bei tempi italici, quando con cinque euro facevi dai due ai cinque shottini e per bere qualcosa la sera non dovevi dissanguarti? Bene. Scordali.
In un locale a Oslo, un vodka lemon può costare tra i 10 e i 12 euro, e una birra 7 o 8. Poi qualcuno biasima i poveri maschietti norvegesi perché raramente offrono da bere alle donne.

3 – APPROCCI. La sfrontatezza nell’approccio di alcuni esemplari di maschio italico, il più delle volte, è divertente. Il nordico medio, invece, non riesce, non se la sente, non ne ha voglia: se ne sta lì, vestito a cazzo, spesso del tutto inconsapevole della sua notevole avvenenza.
Il tutto, mentre tu gli balli davanti coi tuoi ridicoli leggings di pelle che speri esaltino il tuo didietro alla J.Lo (ti piacerebbe), tutta roba che sai non gira molto tra i piatti sederini nordici.
E lui ti nota, sì. Ha pure un guizzo d’interesse negli occhi. Ma ne vale davvero la pena?, pensa tra sé mentre sceglie il cocktail necessario per arrivare finalmente al vomito – il miglior modo per esprimere, di sabato sera, quando la vita in realtà faccia schifo.

Dunque una serata ad Oslo sembrerebbe quasi da evitare. E invece.
Una serata ad Oslo è una serata diversa. Nel bene e nel male, un passo dopo l’altro, da italiana puoi fare un milione di riflessioni socio-antropologiche più o meno profonde, per esempio: come fanno le norvegesi a Novembre a girare completamente scosciate per le vie del centro? Perché se i Norvegesi sono molto rigidi sulla vendita d’alcol ai minorenni, il ritorno a casa in metro o in bus è un tripudio di sedicenni vomitanti? Perché quel biondo con barba e capello lungo di nome Kjennen ti ha lanciato sguardi speranzosi tutta la sera finché non hai preso il toro per le corna e non ci sei andata a parlare tu?
So che questa serie d’interrogativi sono importantissimi spunti di riflessione, ma il punto adesso è trovare una soluzione al problema principale: ovvero come passare una gran bella serata in quel di Oslo. Ecco qua le risposte.

1-LOCALI. Sebbene entrare nei locali a Oslo non sia esattamente una passeggiata, lo studente Erasmus è giornalmente impegnato nei cosiddetti kitchen parties negli studentati, definibili come “troppe persone che bevono e saltano in una cucina troppo piccola”. Se siete studenti stranieri abbastanza fortunati (perché si sa, il nordico tipo non è il massimo della socievolezza), potrete addirittura recarvi ad una tipica festa in casa di uno studente norvegese di Oslo – che di base, rispetto allo studente straniero, è un riccone con appartamento pulito, solido e ben arredato. I Norvegesi usano il pratico sistema BYOB (bring your own bottle) e cominciano a bere roba comprata al supermarket dalle sette del pomeriggio in poi. E qui si passa al punto 2.

2- ALCOL. Per bere a Oslo è assolutamente necessario (anche per gli indigeni) comprare l’alcol al supermercato, che vende solo birra fino alle 18 il venerdì e fino alle 15 il sabato, o al Vinmonopolet, perché sì, il vino e i superalcolici in Norvegia sono monopolio di stato. Nonostante sia il modo più economico per bere qualcosa nel Nord Europa (tranne andare in Svezia o in Danimarca), preparatevi a cartoni di Tavernello che costano sui 13 euro l’uno e a bottiglia di gin da 25 euro. Il vino più economico costa 10 euro a bottiglia.

3- APPROCCIO. La soluzione, care donne mediterranee ammaliate dal fascino nordico, è buttarsi. Sapete di esercitare sul maschietto vichingo un certo fascino e certamente non vi si opporrà, ma per una volta dovrete sforzarvi voi.
Per quanto riguarda invece i maschi italici che sperano di avere a che fare con le tanto millantate donne norvegesi, vi devo dare qualche brutta notizia. Le norvegesi non sono così belle, snelle e tettone come credete (quelle sono le svedesi, né troppo amichevoli e disinvolte (quelle sono le olandesi). Le norvegesi di base sono bionde, con la pelle diafana e, mi spiace, abbastanza pienotte. Chiaro che questa è una generalizzazione (certe norvegesi son tanto belle da far girare la testa anche a me), ma la Norvegia è forse uno dei pochi paesi in cui gli uomini sono oggettivamente più belli delle donne – o quanto meno ci sono più belloni che bellone.

In ogni caso, che tu sia uomo, donna, eterosessuale, omosessuale, bisessuale, mediterraneo, orientale, slavo o nordico, una serata a Oslo la devi passare. Più d’una, se possibile.
Anche solo perché è Oslo.

17 commenti su “#Tocca a voi: come fare serata (e divertirsi) a Oslo.

  1. tuxiamarcia
    agosto 23, 2014

    Vero!
    Mi riferisco al fatto della bellezza media degli uomini norvegesi rispetto a quella delle donne.
    Il mio fidanzato diceva guardandosi intorno: “A me le norvegesi non piacciono, con quei gamboni pieni, e quella pelle così chiara che traspaiono tutte le vene”.
    Io, invece, guardandomi intorno tacevo per rispetto del mio fidanzato. Non tutti, per carità, ma di uomini norvegesi belli ce ne sono così tanti, che se anche ne prendessi uno a caso facendo la conta, la percentuale di soddisfacimento sarebbe alta.

    • biancamilla
      agosto 24, 2014

      Ahahah! Tacevo per rispetto, mi è piaciuta questa. Personalmente, con tutto il rispetto per il mio fidanzato, ti dico che i norvegesi nella fascia di età 20-30 non mi piacciono molto (generalizzando) perché i lineamenti sono troppo dolci, MA dopo i 35, quando l’età modella e indurisce la fisionomia..beh. 🙂

      • Red/
        agosto 24, 2014

        Intendi per i tratti somatici o per via di abitudini alimentari e stili di vita?

      • biancamilla
        agosto 24, 2014

        Tratti somatici. Lo stile di vita si appiattisce un pochino e le abitudini alimentari restano le stesse: settimane morigerate e weekend dedicati ai vizi.

      • tuxiamarcia
        agosto 25, 2014

        E si vede che io “son più di bocca buona” (come si direbbe dalle mie parti), i 20-30enni mi piacciono proprio per quei lineamenti dolci in alcuni casi quasi efebici, gli over 30 mi piacciono per l’aria matura e i lineamenti più induriti.
        (Al mio fidanzato ho parlato di questo BLog ma spero non abbia annotato il link e non mi legga mai)
        ;-P

  2. Giovanni
    agosto 24, 2014

    Ciao Biancamilla
    articolo simpatico e interessante
    io sto valutando di traferirmi in Norvegia per lavoro
    sono affascinato dal nord
    per fortuna non bevo(completamente astemio)
    per le donne be vediamo quando sarò là
    interessante e stato scoprire quanto poco costa un biglietto aereo per Oslo

    • biancamilla
      agosto 24, 2014

      Ciao Giovanni, inoltro i complimenti a Rachele l’autrice!
      E’vero, i biglietti aerei costano poco, ma la navetta per il centro dall’aeroporto si aggira sui 40 euro!

  3. spigolosa
    agosto 25, 2014

    Grazie a tutti per i complimenti, siete gentilissimi!

    Rachele

  4. Marco Bianchi
    agosto 25, 2014

    La vexata quaestio del come ci si diverta in Norvegia è stata motivo di battibecco tra me e la persona che mi accompagnava durante il “pellegrinaggio” (di questo si è trattato per me) che ho fatto quest’estate tra Oslo, Ålesund, Bergen (col sole!) e Stavanger. Il “divertimento alcolico” degli Scandinavi è sì un palese abbruttimento, ma cerco sempre di sgombrare il campo dall’italico modo di vedere il problema: non posso certo condividere tali eccessi, ma posso ben capire che rientri nel loro modo di vivere dovuto ad abitudini sociali, fattori ambientali nonché tradizionali. Loro si “sghiacciano” così!

  5. Giovanni
    agosto 28, 2014

    Faccio dunque i miei complimenti per l’articolo a Rachele brava
    Biancamilla: 40 euro di navetta ? ma quanti km sono?
    Se mai vero in Norvegia mi dovrai presentare l’insegnante ossia indiana jons in gonnella, deve essere incredibile e poi i bambini che per come gli raconti per loro era tutto normale
    ciao ciao

  6. roberto enna
    agosto 30, 2014

    ………tutta roba che sai non gira molto tra i piatti sederini nordici…….ma non sono d’accordo le NORVEGESI ( non polacche rumene lituane ecc ecc ) di piatto hanno ben poco….anzi direi nulla

  7. Stefano Libero
    febbraio 25, 2015

    Articolo interessante, comunque credo che le serate nei Pub dipenda sempre dale persone e dalla compagnia, anche in Italia e in Inghilterra , ti puoi divertire,annoiare,incontrare persone interessanti o noiose, il segreto e come la si organizza e il sapersi adattare, I Norvegesi mi sembrano come I Piacentini all’inizio sono freddi ma appena ti conoscono bene diventano ottimi amici, con la loro privacy!
    Ciao Ciao 🙂

    • biancamilla
      febbraio 26, 2015

      Ho dei cugini che vivono a Piacenza e in effetti sì, sono un pochino norvegesi 🙂

  8. fabrizio
    marzo 26, 2015

    23 25 anni? Che film è? L’alcool può essere venduto fino alle 20:00 durante la settimana e fino alle 18:00 weekend.
    Ma io dico, ci vivevi ad Oslo o cosa?

    • biancamilla
      marzo 26, 2015

      Buongiorno Fabrizio. Ti ringrazio per il commento e per le correzioni apportate. Confermo gli errori da te segnalati nell’articolo di Rachele. Aggiungo solo una riflessione personale: le tue critiche sono corrette ma non per questo è necessario un tono così accusatorio. Questo blog è uno spazio in cui le persone, l’autrice in primis, scrivono senza compenso. Le critiche sono benvenute, infatti pubblico e confermo il tuo commento, ma c’è modo e modo per esporle.

    • Rachele
      dicembre 20, 2015

      Ci ho fatto l’Erasmus dall’agosto al dicembre 2013 e questa è stata la mia esperienza. Il supermercato era vicino a casa mia, a Kringsjå, e frequentavo il vinaio della stazione. Se prima di commentare consulti la data dell’articolo, magari puoi renderti conto che le cose possono essere cambiate. Poi non lo so. Sto riportando la mia esperienza. Comunque Biancamilla ha ragione, stai tranquillino. 🙂

  9. Rachele
    dicembre 20, 2015

    Poi non ho specificato gli orari del Vinmonopolet, ma solo quelli del supermercato, che frequentavo tutti i giorni, e la birra smettevano di venderla alle 15 nel weekend. E per quanto riguarda i locali, mi son vista spesso rifiutare l’accesso perché l’età minima era 23 o 25 anni a seconda del giorno della settimana e della festa in questione. Una volta, in un locale gay, il minimo di età è stato 30 anni. Evidentemente negli ultimi anni si sono ammorbiditi, o ho sempre scelto i posti sbagliati dove divertirmi. 😉

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