Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

#Tocca a voi: Michele working guest in Norvegia

 

Un anno fa Michele, da sempre attratto dalla Norvegia, decide di proporsi come working guest. Una famiglia residente a Flisa, nell’Hedmark, lo ospita per cinque mesi nella propria fattoria. Questa esperienza gli permette di vivere tra i norvegesi e di capire al meglio il paese che ama. Il periodo passa molto veloce, forse troppo, tanto che…

Ma come mai proprio la Norvegia?” ti chiedono gli amici e, soprattutto, i parenti quando annunci che tra venti giorni metterai le tue poche robe pesanti e le tue molte aspettative in una valigia e partirai alla volta del paese scandinavo.

Tante possibili risposte, ma il motore della tua decisione è stato la foto di un fiordo vista quando avevi nove anni, che sapevi ti avrebbe condotto prima o poi nella fredda terra dei vichinghi; il fatto di essere emotivamente un gatto randagio ha aiutato.

Decidi di iniziare come working guest, dal momento che non sei in possesso del denaro sufficiente ad affrontare i primi mesi di assestamento in una nazione così cara. Circa un mese dopo aver inviato il curriculum all’agenzia Atlantis, vieni contattato da una persona interessata ad averti per ben 5 mesi, così fai i dovuti preparativi e a metà aprile parti alla volta di una cittadina chiamata Flisa. Sei ospite di una famiglia allargata: lui, lei (in attesa di una bellissima bimba che oggi ha 6 mesi) e 4 figli di cui 2 grandi e ormai semi indipendenti.

Dei primi giorni conservi un ricordo nebuloso, strano cibo, strano caffè, strane case e strane abitudini. Si dice che i nordici siano freddi, non è esatto, hai notato che sono solo poco invadenti e molto riservati, a differenza dei tuoi caotici conterranei.

Sei arrivato durante il disgelo, che dopo circa dieci giorni ha lasciato spazio alla primavera che si è manifestata con un’esplosione di verde nelle foreste circostanti, accompagnata dal rumore dei fiumi che scorrono e dal canto degli uccelli di ritorno da luoghi più ospitali.

Al tuo arrivo hai iniziato subito a lavorare, cercando di dare il massimo ed imparare quanto più in fretta possibile. Tali sforzi sono stati molto apprezzati, soprattutto l’impegno profuso e la flessibilità che hai dimostrato nell’adattare le tue ore di lavoro alle esigenze della fattoria, soggetta ai ritmi della natura e del tempo atmosferico. Ci tieni a sottolineare ciò non per vanto personale, ma per dare un’ulteriore dimostrazione del fatto che qui l’impegno e la dedizione vengono giustamente ricompensati.

L’estate è passata tra lavoro, viaggi in diversi luoghi e città norvegesi (Bergen, Oslo, Lillehammer, Røros, ecc), escursioni nella natura circostante durante le quali ti sei praticamente intossicato di frutti di bosco e piacevoli serate fatte di buon cibo e birra artigianale. Un norvegese che ama la cucina, scopri, è in genere un ottimo cuoco, capace di intrecciare piatti tradizionali scandinavi con cibi e ricette che vengono da tutto il mondo.

Come dicevi sopra, l’impegno profuso è stato apprezzato, così al volgere al termine dell’estate, un bel giorno ti hanno fatto sedere al tavolo e ti hanno proposto di rimanere un altro anno, questa volta con paga normale; inutile dire che hai accettato. Dopo un breve periodo in Italia, ad ottobre hai ripreso il tuo solito lavoro, nel frattempo alcune cose sono cambiate, è nata una bambina ed è arrivato l’inverno, inoltre stai studiando per poterti iscrivere all’università qui al nord ed hai trovato un corso gratuito di norvegese.

Dopo quasi un anno ti è possibile fare un breve punto della situazione, che speri possa essere utile a chi come te vorrebbe fare una sortita nella terra dei vichinghi.

  • Lavoro: Tu sei partito con un contratto già in tasca, quindi non fai testo, però è abbastanza facile trovare un impiego attinente alle proprie capacità, qui nello Hedmark ci sono relativamente pochi immigrati, quindi la conoscenza del norvegese assume un certo peso. Come detto sopra, impegno e buona volontà permettono di andare avanti ed ottenere buone referenze.

  • Vita: I norvegesi in generale non sono patiti della vita notturna, a parte qualche pub dai costi proibitivi non c’è molto da fare la sera, in compenso, nelle grandi città come nei piccoli centri, la gente si aggrega per fare sport o per suonare e svolgere altre attività culturali oppure in fiere e sagre che con l’arrivo della primavera è possibile trovare un po’ ovunque; da segnalare anche le gare di sci di fondo e le corse campestri, in cui l’importante è partecipare e stare tutti insieme.

  • Clima:Ti sei ritrovato in una delle regioni più fredde, nonostante un inverno insolitamente caldo hai sperimentato i -30°. C’è da dire che ami il freddo, oltre a ciò, la quasi totale assenza di vento e la bassa umidità atmosferica consentono di resistere bene ai rigori dell’inverno (no, davvero, basta coprirsi e prestare attenzione a guanti e scarpe). Le uniche volte in cui hai avuto problemi con il freddo sono state in primavera, in una delle poche giornate ventose ma la temperatura era di +5°. Ti sei raffreddato una sola volta quest’inverno ed è stato sotto Natale, quando cioè eri a casa in Puglia. In estate c’è stata una media di 18°, con punte di 25° che ti hanno regalato magnifiche scampagnate in bici e splendide gite in canoa nei laghi, con tanto di nuotata.

  • Integrazione: Vivendo insieme ad una famiglia autoctona la socializzazione è d’obbligo, sia con gli adulti con cui condividi casa e lavoro, sia con i bimbi ai quali non puoi dire di no quando ti elargiscono un sorriso pieno di denti sparpagliati a casaccio e ti porgono una palla con la chiara intenzione di giocare. La piccola comunità di Finnskog si è dimostrata abbastanza curiosa riguardo all’Italia ed agli Italiani. Domande sulla politica e l’economia? Certo, ma non così tante come si potrebbe pensare. La prima cosa che ti è stata detta al tuo arrivo è che TU rappresenti il tuo paese! Oltre a questo, spesso hai intavolato discorsi inerenti ad arte, cibo, letteratura, società e soluzioni ai problemi che la società presenta. C’è da dire che, essendo Italiano, loro si aspettano che tu sia latore di una cultura storico-artistico-letteraria molto vasta.

Dopo quasi un anno sei ormai un membro della comunità e della famiglia in cui vivi, tanto che ti hanno chiesto di fare da padrino al battesimo della loro piccola Ingeborg, questo credo racconti più di tante parole la quasi totale assenza di pregiudizi e xenofobia che contraddistingue la maggior parte dei norvegesi.

In conclusione, questo anno ti ha regalato molto, una seconda casa ed una nuova vita, anche un nuovo modo di affrontare le cose. La Norvegia è tutt’altro che perfetta ed i norvegesi hanno i loro “demoni” come tutti del resto, ma vivendo qui hai aggiunto un po’ più di ottimismo al tuo modo di vivere. Avendone la possibilità consiglieresti un’esperienza del genere a chiunque.

P.S. Se qualcuno ha domande o opinioni può scrivermi nei commenti oppure, inviarmi una mail a mikvhd86@libero.it con Oggetto: Norvegiani. Cercherò di rispondere, ma non controllo la casella di posta tutti i giorni quindi chiedi scusa a priori. Grazie dell’attenzione!

 

 

 

 

6 commenti su “#Tocca a voi: Michele working guest in Norvegia

  1. Nautilus
    marzo 27, 2014

    Ciao! Ho letto che in quella zona le zanzare sono particolarmente fastidiose, ma se non ne hai fatto menzione nel tuo post significa che probabilmente è meno peggio di quel che si dice 🙂

    • Michele
      marzo 27, 2014

      In effetti ce ne sono tante, soprattutto se decidi di fare una scampagnata nei boschi, ma basta un pò di repellente e un cappello per tenerle lontane.
      Fortunatamente casa è in uno spazio aperto, quindi non se ne vedono molte, diversa situazione se ci sono alberi nei dintorni.

  2. Marco Bianchi
    marzo 27, 2014

    I miei complimenti, veramente. E pensare che avrei potuto sfruttare anche io le opportunità di Atlantis; poi, però, ci si è messa di mezzo la pigrizia… (Mi mangerei le mani!) Nel mio caso, il colpo di fulmine è stata la pubblicità dell’Ente Danese per il Turismo, per cui ho scelto di frequentare scandinavistica a Milano, per cui ho scelto il lettorato di norvegese, …per cui sono ancora qui! Ma spero di riuscire a coronare il mio sogno entro tempi ragionevoli.

  3. themetalcook
    marzo 27, 2014

    Bellissimo articolo. :)In Norvegia ci sono stato per la prima volta l anno scorso,ho visto poco,ma quel poco mi è gia bastato per capire che quest anno tornerò a fare un percorso diverso per tempo e impiego, ma simile al tuo.Non credo però che potrò restare,sarà molto difficile per tanti aspetti,ma un po in futuro ci spero.

  4. Massimo
    settembre 6, 2015

    Ciao Michele, puoi dirmi qualcosa di più sui corsi gratuiti di lingua? io ne ho appena fatto uno di 3 settimane a pagamento a Oslo, poi sono dovuto rientrare in Italia. Pensavo che fossero gratuiti solo per profughi o per ricongiungimenti familiari…

    • Michele
      settembre 6, 2015

      Infatti, ma io ero in una regione a bassa densità di popolazione, così a volte quando ci sono fondi il “municipio” organizza un corso di lingua gratuita per valorizzare e non disperdere la risorsa che gli stranieri possono rappresentare.
      Purtroppo non è possibile stabilire se e quando tali corsi vengono organizzati.

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