Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

#Tocca a voi: Erasmus e ritorno

Giulia ci racconta la sua esperienza Norvegiana: una tormentata storia d’amore con il grande Nord fatta di addii e ritorni. L’Erasmus a Bergen fa scattare una scintilla che non sembra volersi spegnere: un viaggio tra interessanti esperienze passate, progetti futuri e impressioni personali.

Mi chiamo Giulia, ho 24 anni, sono laureata da un anno e attualmente svolgo un tirocinio non attinente ai miei studi: l’unica alternativa retribuita alla nullafacenza (obbligata) post laurea che si protraeva ormai da 8 mesi. Sono in Italia, ma mi tengo stretta i miei legami emotivi, platonici e anche materiali con la Norvegia.

La mia prima volta al Nord è stata nel 2010 come studentessa ErasmusScelsi la Norvegia per perfezionare l’inglese, perché i paesi nordici mi avevano incuriosito dopo un paio di soggiorni in Finlandia e Svezia e fremevo per qualcosa di completamente nuovo.

Avevo una voglia esplosiva di scoperta! Una curiosità spensierata e vorace! 

Ho trascorso 6 mesi, da gennaio a luglio, in un sogno fatto di amici nuovi e spericolati viaggi last minute. Ero a Bergen, la famosa seconda città norvegese sulla costa dei fiordi. Arrivata da sola con 30 kg di valigie incagliate nella neve, mi diressi (perdendomi) verso lo studentato in cui avrei alloggiato e da quella sera la favola Erasmus ebbe inizio.

Ora che la mia passione per la Norvegia è cambiata e maturata – così come sono cambiata io – riconosco che il mondo dello studentato creò un habitat protetto per centinaia di studenti internazionali come me, limitando i contatti con gli studenti norvegesi.  Ho seguito pochi corsi all’università e dunque anche lì ho avuto poco modo di familiarizzare con i nordmenn.

I viaggi e le esperienze di couchsurfing mi hanno aiutata a capire meglio il paese in cui mi trovavo.
In queste esplorazioni ho scoperto le ricche colazioni nordiche, le gioie del welfare state, gli hamburger di alce, il silenzio degli anziani burberi del nord, i cibi natalizi, le tradizionali tende “
lavvo” nel nord del paese (ci ho dormito una notte senza buio di giugno a Bodø, bella esperienza – ma tanto fredda!!)… E molto altro!

CONSIGLIO 1: se volete studiare in Norvegia con lo scopo di conoscere la città, il paese, la cultura, imparare la lingua ed integrarvi… Beh, dovrete impegnarvi molto (non come feci io)! 

La conoscenza più autentica e profonda del paese, della lingua e degli aspetti culturali l’ho coltivata però negli anni successivi l’Erasmus. Nell’estate 2011 sono tornata come volontaria presso un festival musicale, Hove Festival, per il quale avevo già lavorato durante l’Erasmus in cambio di biglietto, posto in campeggio e vitto.

L’anno successivo ho svolto un tirocinio (5 mesi) nel sud della Norvegia, ad Arendal, con il supporto finanziario del programma Erasmus Placement (ogni università offre questa opportunità, sta a voi cercarvi il tirocinio dei vostri sogni, se quelli già convenzionati non fanno per voi). Fra le tante domande che inviai, l’unico festival culturale che mi rispose positivamente fu, ancora una volta, lo Hove Festival. Qui ho vissuto, frequentato e lavorato con norvegesi. Neanche un italiano all’orizzonte nella caratteristica cittadina di Arendal (40000 abitanti). L’integrazione non è stata priva di ostacoli: la barriera linguistica era uno dei principali. Benché tutti, e dico tutti, parlassero inglese e cercassero di includermi al meglio (in maniera decisamente migliore di come facciamo noi italiani), c’erano ovviamente dei momenti in cui la loro lingua madre rientrava in gioco escludendomi.

CONSIGLI0 2: a quel tempo avevo seguito un paio di corsi di livello principiante, il migliore dei quali presso l’Università degli Studi di Firenze, ma purtroppo non sono stata coraggiosa e costante abbastanza da parlare con continuità la lingua. La cosa più semplice, e la più sbagliata, è parlare inglese. Tutti capiscono, tutti possono comunicare con te, ma così facendo non arriverai mai ad una vera integrazione. Se sei interessato a lavorare lì, per la maggior parte dei lavori è richiesto un norvegese scritto e parlato decente. Consiglio vivamente di iscriversi ai corsi singoli presso le università italiane.

Barriere culturali e stereotipi: non so dire con sicurezza se quelle che ho notato potrebbero essere un serio disincentivo ad un possibile trasferimento in Norvegia. Ci ho passato più o meno un anno, forse è troppo poco per giudicare? Ho avuto una relazione sentimentale e anche vari amici. Sicuramente gli stereotipi sono mezze (o piccole) verità, ma non si applicano a tutto un popolo! Sono freddi? Un pochino, ma non sono glaciali. Bevono molto? Io direi (in generale!) sì. Rimasi un po’ impressionata durante il mio primo sabato sera in centro: puoi vedere sia studenti che donne di mezza età ridenti, felici ed ubriachi… E tanto! Punto a loro favore: quasi nessuno si metterebbe mai alla guida in stato di ebrezza. L’approccio agli alcolici è diverso dal nostro, spesso i giovani si ritrovano per un vorspiel in casa di amici verso le 6 del pomeriggio e già iniziano a bere, per poi uscire. Ognuno si porta le proprie bevande. Lo fanno per risparmiare e, forse, per divertirsi di più?

Lavoro: Non credo sia così facile trovarle un impiego a tempo indeterminato, se non si è molto qualificati per una posizione specifica. E’ possibile trovare impieghi a termine (al mercato turistico di Bergen, dove ho lavorato anche io per una settimana, nelle imprese di pulizie, nei ristoranti). Se lo trovi guadagnerai ad esempio 2700 € invece di 1100€ per un lavoro fulltime tipo commessa, ma il costo della vita è alto. Dipende anche dalla città e dallo stile di vita; io come studentessa e tirocinante “povera” riuscivo a stare sotto gli 800€ mensili, ma se volete affittare una stanza singola ad Oslo (no studentato) preparatevi a vedere affitti oltre i 700€.

Clima: Sì, il tempo non fa molto al caso di un campano o di un siciliano, ma si può sopravvivere. Il tipico cielo norvegese è grigio. Ci sono moooolti meno giorni di sole che in Italia, piove molto (soprattutto a Bergen e sulla costa occidentale). Il freddo glaciale di cui tutti (quelli che non ci sono mai stati) parlano? Dipende da dove siete. Nei luoghi in cui sono stata in gennaio la temperatura non è mai scesa sotto i -10°, quasi sempre si manteneva intorno allo 0° e spesso si trattava di freddo secco. L’estate non è come la intendiamo noi, i 30° gradi son ben rari. Ma i norvegesi si accontentano di meno, fanno il bagno e vanno in campeggio come fossero in Versilia. Un raggio di sole li rende felici e si vanno a comprare il gelato.

Il buio: Non ho mai vissuto sopra il circolo polare. Lì fa parecchio buio! Al sud è accettabile, ma può influire sull’umore. Ad esempio a Bergen a gennaio il sole sorge dopo le 9 tramonta dopo le 4. Dicembre credo sia il mese più tetro.

Il sole d’estate: Anche quello si vede solo a Nord, ma comunque anche nell’estremo sud della Norvegia le ore di luce a giugno si aggirano intorno a 18. Uno splendore!!

Istruzione: L’Università pubblica è gratis (al max 100 € all’anno e non si tratta di tasse vere e proprie). Molti sono i corsi di studio in inglese. Basta trovare come sopravvivere durante gli studi! Eheh. Gli studenti norvegesi ricevono un aiuto mensile (appross. composto per il 70% da un prestito da rendere alla fine degli studi e per il 30% da borsa di studio). Sposate un norvegese per ottenere i benefici oppure datevi da fare e cercatevi un lavoretto per mantenervi!

Il mio dopo–Norge: Adesso, come già anticipato, sono tirocinante. Nel tempo libero studio il norvegese all’Università, mi tengo in contatto con gli amici, leggo i giornali, guardo film, ascolto musica (tutto rigorosamente in norsk 😉 ) e scrivo per un’organizzazione che promuove artisti scandinavi emergenti all’estero ( Ja Ja Ja Music). Tra i miei piani pazzi credo anche di avere in cantiere il sospirato ritorno in Norvegia! Chissà…

Ci sarebbero una marea di ulteriori cose di cui parlare… Ma immagino di aver già scritto troppo! Scrivete pure nei commenti per altri consigli o pareri, ovviamente saranno forniti attraverso la mia personale prospettiva e non potrò parlare a nome di tutti gli italiani che hanno vissuto in Norvegia, ma sarei felice di aiutarvi!

26 commenti su “#Tocca a voi: Erasmus e ritorno

  1. Elisa
    febbraio 18, 2014

    La tua testimonianza mi sembra davvero molto utile e completa, io aspiro da tanto a vivere almeno un anno in Norvegia. Non so perché ma mi attira irrimediabilmente. Come tutti i posti nordici e ricchi di natura, del resto 🙂
    Sei stata davvero fortunata a poter fare l’erasmus lì. Purtroppo io mi sono lasciata sfuggire quest’occasione e ora lo rimpiango.
    Come va con l’apprendimento del norvegese? Seguendo lezioni riesci a migliorare, o la trovi una lingua difficile? Io sto studiando le prime basi da autodidatta con corsi audio e libri di grammatica 🙂

    • Giulia
      febbraio 19, 2014

      Ciao Elisa!
      Grazie per l’apprezzamento al post.
      Non lo ritengo sicuramente completo, ci sarebbero tante cose di cui parlare!
      Inoltre vorrei aggiungere che la Norvegia non è il paradiso sulla terra, ma confrontandola con la nostra bella Italia in ginocchio nasce spontanea una specie di idealizzazione ( almeno per me).
      Comunque per quanto riguarda la lingua, non credo sia estremamente impossibile, dipende solo dalla volontà che uno ci mette. La sintassi è in parte simile a quella inglese (e per qualcosa al tedesco), la grammatica non è così complessa come quella delle lingue neolatine o come quella tedesca.
      Serve però costanza e pratica, come per l’apprendimento di ogni altra lingua.
      Io purtroppo non frequento più il corso per motivi di tempo, ma mi alleno da sola e faccio gli esami, come studentessa di corso singolo. Frequentare un buon corso è sicuramente essenziale, per le basi e per la pratica.
      Potresti valutare l’iscrizione ad un corso singolo in una delle università italiane che offrono norvegese. Appena posso posterò qui qualche link utile ok?

  2. Cristina
    febbraio 18, 2014

    Proprio bella questa storia, mi è piaciuta proprio tanto! Non sono mai stata in Norvegia, ma capisco l’amore che ti nasce per un paese che non sia il tuo. Immergersi in una cultura diversa ti da sempre stimoli nuovi, e spero che Giulia riesca presto a trasferirsi nel suo paese dei sogni!!

    • Giulia
      febbraio 19, 2014

      Ciao Cristina,
      Grazie per il commento e l’incoraggiamento!
      Anche io spero di realizzarmi, trovare una specie di equilibrio, e comprendere finalmente se io ho davvero qualcosa da offrire alla Norvegia (e viceversa).
      Comunque concordo con te, nell’esplorare e vivere un paese nuovo c’è qualcosa di eccitante, ma allo stesso tempo voglio imparare a non idealizzare eccessivamente; capire le sfumature di entrambi i paesi.

      • Cristina
        febbraio 19, 2014

        Lo spero tanto per te! Io sto ancora vagando e le idee chiare non le ho molto! (Se ti fa piacere ho anche io un blog qui su wp “la vita è come una valigia” e se ti va buttaci un occhio). Scegliere dove stare è complicato, ci facciamo un idea del nostro paese ideale, delle cose che ci piacciono di esso e penso che il fatto che lo apprezziamo così tanto, che ci interessiamo alla sua cultura e tutto il resto sia una marcia in più rispetto a chi sceglie il paese solo per le opportunità che offre, che non è sbagliato però probabilmente non ci si troverà mai bene…

  3. Giulia
    febbraio 23, 2014

    Neanche io ho le idee chiare, tuttaltro!!!! Forza e coraggio a tutti/e noi sognatori!

    • biancamilla
      febbraio 23, 2014

      Sognatori di tutto il mondo unitevi! 🙂

      • Giulia
        febbraio 23, 2014

        Eheh, mi domando ancora fino a che punto sia lecito farlo…..idealista che non sono altro… ;P

  4. Giada
    marzo 17, 2014

    Ciao Giulia!! La tua testimonianza mi da una carica incredibile;-). Partirò per Oslo il prossimo agosto per svolgere il tirocinio post laurea! Vorrei approfittarne per chiederti qualche dritta per quanto riguarda le residenze. Come tirocinanti è possibile essere accolti negli studentati? L’idea di mantenermi (almeno i vizi) da me trovando un lavoretto secondo te è realizzabile?
    Grazie per l’aiuto,
    Giada

  5. Giulia
    marzo 18, 2014

    Ciao Giada!!!
    Son contenta di darti una carica incredibile come tu dici!!!!! WOW!
    Senti, io ho alloggiato in una stanza privata durante il tirocinio e per fortuna era in casa di una collega coetanea (e non essendo ad Oslo il prezzo era mooolto basso).
    Però ci avevo pensato anche io alla possibilità di alloggiare in uno studentato durante il tirocinio, ma visto che la mia storia è andata in modo diverso non ho avuto occasione di scoprire se fosse possibile.
    Potresti mandare una mail e sentire. Questo è il link dell’ente che fornisce le case agli studenti a Oslo
    http://www.sio.no/wps/portal/sio-en/housing/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/migration/SiO+-+en/Housing?reset=true
    Altrimenti ti tocca affittare una camera e purtroppo sono costose ad Oslo. Ma se sei retribuita non sarà un problema, immagino.
    Se hai tempo penso proprio tu possa lavorare oltre a fare il tirocinio (sempre che vada bene ai tuoi boss e che tu non superi il max di ore settimanali possibili).
    Non ho mai vissuto ad Oslo, quindi non so come sarà, ma fossi in te io proverei indubbiamente a trovarmi un lavoretto in un ristorante o cose simili. Ho sentito dire che la concorrenza è tanta, però vale la pensa provarci al massimo.

  6. Daniele
    aprile 5, 2015

    Ciao Giulia, sono uno studente universitario in procinto di partire per un semestre (o forse un anno) di Erasmus a Bergen, e vorrei domandarti, se possibile, alcune informazioni. C’è modo di farlo in privato?

    Ringrazio!

    Daniele

    • Giulia
      aprile 10, 2015

      Ciao daniele!!
      Ti dispiace scrivere il tuo indirizzo mail qui? Poi lo faccio cancellare subito da Camilla cosí che non rimanga troppo in pubblico.

      • Daniele
        aprile 11, 2015

        Ecco il mio indirizzo mail: kurtgoedel06@gmail.com. E’ un indirizzo secondario che uso saltuariamente, quindi anche se si intasa la casella di spam non c’è problema 😀

        Grazie!

  7. costanza
    aprile 26, 2015

    Ciao Giulia! Il tuo intervento é stato proprio di ispirazione! Partirò per Bergen ad agosto! Avrei un sacco di domande da farti possiamo sentirci per mail ?? 🙂
    Grazie mille!! La mia mail é costanza.rezzoagli@gmail.com!

  8. Giulia
    aprile 27, 2015

    Certo!

  9. Rossella
    maggio 2, 2015

    Ciao, ho trovato per caso la tua pagina, e da quello che ho letto deve essere stata un’esperienza bellissima.
    Probabilmente anche io andrò a Bergen il prossimo anno,e, se non ti dispiace, vorrei farti alcune domande, dal momento che la situazioni non è del tutto chiara XD
    Questa è la mia e-mail: rosythecool@gmail.com. Per favore, appena puoi contattami =D

  10. Matteo
    novembre 22, 2016

    Scusa leggo questo post solo ora!!! Sono in ritardo di qualche anno :/ Non so come fare a contattarti altrove… Mi è piaciuto molto il tuo post! Io ho la fortuna di conoscere due ragazzi norvegesi e ho da poco iniziato a studiare la lingua norvegese da autodidatta. Mi piace davvero molto questa lingua e ho intenzione di continuare a studiarla per ancora molto tempo! Sono innamorato della natura norvegese e della cultura locale e vorrei con tutto il cuore fare un’esperienza in Norvegia! Ho consultato il bando Erasmus della mia università un po’ sconfortato (pensavo che essendo la Norvegia un Paese fuori dall’UE non fosse possibile fare un’esperienza lì con l’università…), ma con mia grande sorpresa sono riuscito immediatamente a trovarla sulla lista!!! Questo mi rende molto felice e punto di andare lì. Due domande: 1) So che la Norvegia è un Paese molto ricco e molto caro, essendo uno studente posso attingere dai miei risparmi personali e dalla famiglia ma ovviamente non lavoro… è stato difficile vivere lì per te sotto questo punto di vista o fare la spesa e cucinare può incidere positivamente sulle spese ingenti?
    2) In quale dei 5 anni di università hai fatto l’erasmus? E’ consigliabile farlo durante la magistrale? Se si, primo o ultimo anno? Per favore motiva.

    Grazie mille! Spero che tu legga questo messaggio! Questo tuo post mi ha fatto sognare ad occhi aperti 🙂

    • giulia
      dicembre 2, 2016

      Ciao Matteo!

      Per nostra fortuna la Norvegia aderisce al trattato di Schengen, ecco perche e possibile farci l erasmus.

      1) dipende dal tuo stile di vita. La vita e il cibo costan cari. Ti puoi scordare il vinello a 2 euro, per intenderci. Come studente squattrinato ti conviene mangiare a casa, farti il pranzo a sacco, limitare le uscite serali e procurati una bicicletta invece di comprare l abbonamento ai mezzi pubblici. Sicuramente alloggerai in uno studentato e i prezzi li puoi gia consultare sui rispettivi siti questo per esempio qiesto e quello di Bergen: https://www.boligtorget.no/sib/Housing/Predefined/Single
      Oslo: https://www.sio.no/en/
      Kristiansand: https://www.boligtorget.no/sia/Housing

      Puoi sempre provare a trovarti un lavoretto prima della partenza e raccimolare un po`di soldi per garantirti qualche comfort extra. Io cosi feci.

      2) Ho fatto l erasmus il secondo anno della triennale…fremevo dalla voglia di partire.
      Non so che consigliarti qui…vedi tu quando vuoi andare!

      Un saluto da Kristiansand!
      ps mi scuso per la mancanza di accenti ma scrivo da un computer norvegese 🙂

  11. Matteo
    dicembre 2, 2016

    Grazie mille per le risposte, non sai che voglia di partire che mi stai trasmettendo!!! Io frequento il primo anno della triennale, ma studio ingegneria che è parecchio tosta… penso che sarò costretto a partire durante la magistrale, in ogni caso mi informerò presso la mia università per sapere le modalità e tutto il resto. La lingua norvegese la sto imparando, ma non sono per niente fluente ancora perchè ho cominciato da poco, per quanto riguarda l’inglese invece non ho problemi perchè sono bilingue 🙂 So cucinare e non avrei problemi a farmi pranzi al sacco perchè studio fuori sede: sono pendolare quindi sono abituato a portare pranzo da casa… sembra tutto perfetto! Comunque uno dei miei due amici norvegesi vive proprio a Kristiansand!!!! Come è piccolo il mondo (…la Norvegia 😉 ) Sono rimasto abbastanza stupito quando un mese fa ormai mi ha mandato le foto di una abbondante nevicata! Beata te che adesso vivi in quei posti meravigliosi! Non so come tu abbia fatto a trasferirti, ma ti invidio parecchio haha. Hai un blog, una pagina instagram, un canale youtube o qualcosa del genere? Seguirei volentieri le tue avventure 🙂 Grazie ancora per la disponibilità nonostante gli anni di distanza dalla pubblicazione di questo post

  12. Ilaria
    dicembre 23, 2016

    Ciao! Mi chiamo ilaria,sono una studentessa che sta scegliendo la meta per l erasmus! Pensavo alla norvegia 🙂 ho letto l articolo ed è utilissimo!puoi darmi qualche consiglio in più?grazie millee ciao

    • giulia
      dicembre 23, 2016

      Ciao Ilaria! beh che tipo di consigli?? dammi qualche indizio…cosa ti interessa sapere? quali elementi sono importanti nella scelta della tua meta erasmus?

  13. Federica
    marzo 26, 2017

    Ciao, come posso contattarti per chiederti delle informazioni riguardo il tirocinio a Bergen?☺

  14. Anna Castelli
    settembre 20, 2017

    Ciao 🙂 io sono stata in erasmus a Bergen (NO) nel 2015 e ho deciso di aprire un blog in cui parlo dei paesi visitati e delle prime emozioni.
    Se volete date una letta 🙂
    http://www.castellianna.com/blog/partire-erasmus-norvegia-pensieri-emozioni/

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