Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

La valigia che non c’è

Come si può trascorrere il tempo in aeroporto, una volta imbarcati i bagagli e superati i controlli di sicurezza? Mentre l’ora del decollo si avvicina cerco di scacciare dalla mente i pensieri ansiosi, tipici di chi non si sente a proprio agio in aereo.

Seduta sulle poltrone a pochi metri dal punto di imbarco, non riuscendo a concentrarmi nella lettura di un libro acquistato al duty free, cerco di cogliere oltre le vetrate dell’aeroporto di Stavanger Sola qualche ritaglio di paesaggio norvegese da osservare un’ultima volta. Mentalmente saluto le montagne all’orizzonte, coperte di nuvole temporalesche, e cerco di allungare lo sguardo verso l’oceano illuminato dai raggi caldi del sole.

Presto sarò in Italia, riabbraccerò parenti e amici dopo lunghi mesi di lontananza; tra la grande felicità che provo, però, si fa strada un po’ di malinconia nel salutare la mia nuova casa. Come ho già scritto in altri post, non credo che la vita in Norvegia sia perfetta, e non sono nemmeno una di quelle persone che si lamentano costantemente del proprio paese. Sono due luoghi geograficamente e culturalmente molto diversi, ma credo siano entrambi dotati di un grande potenziale.

Negli ultimi minuti di attesa, decido di creare un bagaglio immaginario di insegnamenti assorbiti in questo anno e mezzo di vita su al Nord, da portare con me nel futuro.

La (cortese) discrezione. Le persone che ho conosciuto qui mi hanno, da subito, dato l’idea di essere disponibili e cordiali. Senza mai apparire invadenti o curiosi, mi hanno regalato conversazioni interessanti alla fermata dell’autobus, hanno ascoltato e corretto il mio norvegese stentato e mi hanno sempre fatta sentire a mio agio. Esempio pratico: durante una giornata di umore nero al lavoro, pur non lamentandomi apertamente, la mia collega nota che qualcosa non va. Non mi fa domande, ma si siede accanto a me e mi porge una tazza di caffè bollente: resta in silenzio e mi sorride, sciogliendo per un momento la mia resistenza al mondo. Le racconto cosa mi passa per la testa e lei ascolta dalla prima all’ultima parola, senza interrompermi, senza attendere il proprio turno per sfogarsi. A fine giornata, nell’armadietto, trovo un cioccolatino e un biglietto, con scritto: “riposati per bene, a domani!”.

L’amore (costruttivo) per il proprio paese. I norvegesi amano il proprio paese, di un sentimento orgoglioso ma non cieco. Come tutti i paesi del mondo, anche la Norvegia ha i suoi difetti e i cittadini li conoscono abbastanza bene. Ciò che ho apprezzato, e che spero di portare con me, è l’atteggiamento con cui tali lati negativi vengono trattati: non ho sentito lamentele fini a se stesse, ma proposte. Le idee si incontrano nei dibattiti in cui le persone, sia in televisione che per strada, si confrontano. Il dialogo tra persone con idee diverse, ma con uguale interesse a risolvere i problemi, si svolge con toni pacati, al fine di capire al meglio i differenti punti di vista: non si tratta mai di scontri, ma di confronti costruttivi.

Il rapporto con la natura. La Norvegia mi ha insegnato a camminare senza ombrello sotto la pioggia, a ballare sotto la neve, a orientarmi nella nebbia dell’oceano con i piedi che scivolano sui sassi ghiacciati. I ritmi di vita sono cambiati con il graduale aumento delle ore di luce, rendendomi più sveglia e attiva in estate e più lenta e riflessiva nel lungo inverno. E’ una sensazione che, passate le iniziali resistenze date dall’umano desiderio di essere padroni del proprio tempo, mi ha regalato un forte senso di comunione con la natura che mi circonda.

La cultura. In tutti i sensi. Le grandi biblioteche sono studiate per avvicinare e interessare non solo coloro che amano immergersi nella lettura di lunghi romanzi, ma anche chi legge fumetti, chi apprezza la visione di film e documentari, chi vuole solo rilassarsi leggendo una rivista, chi cerca l’ultimo cd del proprio gruppo preferito. Con il termine cultura si intende tutto ciò che permetta di imparare qualcosa di nuovo o approfondire una conoscenza già posseduta, ciò che dà la spinta per uscire dal recinto dei propri pensieri e viaggiare con la fantasia. La sezione dedicata ai bambini è colorata, allegra: poltrone comode per leggere, pastelli per disegnare nuove avventure, dvd con i cartoni animati e cd con le canzoni per imparare l’inglese. Fin dall’infanzia, la biblioteca è un luogo di svago e non solo un rifugio per secchioni.

Il dono del silenzio. Qui ho imparato a stare zitta e a godere del silenzio altrui. Il basso tono di voce utilizzato dalla maggior parte delle persone permette di vivere senza essere costantemente aggiornati su quanto succeda intorno a te. Inizialmente cercavo di colmare il silenzio con la musica, ma col tempo ho smesso di ascoltare l’i-pod mentre passeggiavo. Il silenzio, ho capito, permette di riordinare i pensieri che si accumulano nella mente, di assaporare al meglio ciò che accade al di fuori di noi stessi. La quiete mi ha reso possibile passare più facilmente dal semplice “guardare” al più profondo “vedere”.

L’insegnamento più importante che non può assolutamente mancare nel mio bagaglio immaginario è costituito da un proverbio norvegese:

NON ESISTONO BRUTTE GIORNATE, SOLO VESTITI SBAGLIATI.

Credo si possa riferire non solo al clima e all’abbigliamento, ma anche alle situazioni della vita e al giusto atteggiamento mentale con cui affrontarle.

Takk, Norge!

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15 commenti su “La valigia che non c’è

  1. frannister
    luglio 11, 2013

    Che bel post Camilla, buon rientro in Italia e buon ritorno in Norvegia, appena sarà!

    • biancamilla
      luglio 11, 2013

      Grazie!! Ora mi godo l’estate piemontese ( e un po’ di mare), è bello tornare a casa ogni tanto, nè? 🙂

  2. Carlotta Mariani
    luglio 11, 2013

    Bellissimo post!! Buon viaggio!!

  3. Fernando Lupi
    luglio 11, 2013

    E’ definitivo o solo per le vacanze?

    • biancamilla
      luglio 11, 2013

      Fernando,con il grande Nord non potrei mai chiudere definitivamente!

      • Fernando Lupi
        luglio 12, 2013

        Eheh.
        Buone ferie, allora. 🙂

  4. Greta
    luglio 12, 2013

    quando un mio amico norvegese ha saputo che andrò in norvegia nei mesi più freddi dell’anno, mi ha scritto:”Cold weather does not exist, only cold clothes 🙂 “

  5. Michele
    luglio 14, 2013

    Grazie ai tuoi post sto convincendo la mia ragazza (meridionale come me, ma che diversamente dal sottoscritto passerebbe la vita abbracciata ad una stufa) a dare una possibilità alla Norvegia. In effetti molte delle sensazioni e dei cambiamenti che descrivi li sta notando su di me, mentre, altri, che già appartenevano alla mia personalità le stanno facendo capire come mai mi trovo così a mio agio. Che dirti! Grazie! E al prossimo post (anche se lo vedo lontano)!

    • biancamilla
      luglio 15, 2013

      Grazie a te Michele per i complimenti.Capisco molto bene la tua ragazza, io sono una sorta di lucertola alpina: nata al freddo, ma sempre alla ricerca dei raggi di sole per scaldarmi un pochino. La Norvegia scalda poco termicamente parlando,ma ha altre fonti di calore alternative (serenità, sicurezza, paesaggi) che riescono a scaldare il cuore. In bocca al lupo!
      Ps. non essere pessimista, il prossimo post arriverà, al più presto (i tempi estivi sono lenti):)

  6. katia
    agosto 8, 2013

    Camillaaa, hvordan går du? Nå lærer jeg norsk 🙂 come sempre seguo con interesse il tuo blog, ormai sono tra le tue fans!!! xd :)) volevo chiederti: sapresti perfavore suggerirmi qualche programma di nrk sottotitolato abbastanza facile da capire? Ho appena dato l A1 di norvegese e per ottobre-novembre dovrei arrivare ad un b1… Dovrei riuscire a sostenere un colloquio in norvegese… aiutoo :)) tusen takk!! 🙂

    • biancamilla
      agosto 30, 2013

      Ciao! Innanzitutto scusa per la risposta in super ritardo! Personalmente ho guardato poco la tv, ma ho trovato molto utili per imparare la lingua (almeno all’inizio) i cartoni animati di nrk. Li trovi qui: http://tv.nrk.no/kategori/barn, parlano un bel norvegese e usano frasi semplici. Una volta passato il b1, puoi lanciarti nel meraviglioso mondo delle serie tv norvegesi, non c’è nulla come la finzione per capire la realtà in cui vivi! Lykke til 🙂

  7. mupablog
    agosto 29, 2013

    che belle riflessioni…… tutte cose che pure io apprezzo molto e che condivido….. ma quando ritorni in norvegia?????

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