Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Perché VI trasferirete in Norvegia

Il precedente post “Perché NON vi trasferirete in Norvegia” ha ricevuto molti commenti e critiche. Scrivo sia in risposta a queste, sia per completare il quadro “pro e contro del trasferirsi”. Alcune precisazioni:

  • Alcuni lettori hanno notato che non ho menzionato alcuni aspetti positivi, come il costo della vita rapportato ai salari. Questa “dimenticanza” è stata volontaria, in quanto l’obiettivo del post (come rivelato dal titolo) era sottolineare solamente gli aspetti negativi riscontrabili appena arrivati in Norvegia, con i risparmi in tasca in euro e, come succede spesso, senza un lavoro.
  • Nel post avevo scritto che un bilocale costa a partire da 1,000 euro al mese: questo significa che il prezzo può solo salire. Per un bilocale in centro a Stavanger il prezzo medio è di circa 1500 euro. Nelle grandi città 1000 euro al mese molto difficilmente sono sufficienti.
  • Sono la prima a ritenere giusto e normale che i sussidi di disoccupazione vengano elargiti a chi ha pagato le tasse, ma ho conosciuto molti immigrati che, in attesa di un impiego, si sono precipitati a compilare i moduli per l’assistenza finanziaria e sono rimasti delusi scoprendo di non averne diritto.
  • Quando dico che alcuni prodotti alimentari qui sono molto cari, ad esempio l’olio d’oliva a 10 euro la bottiglia (0,5 l), intendo dire che quello è il prezzo minimo a cui lo si trova di solito nei supermercati. Qualcuno ha scritto che io vivrei nella bambagia, in quanto l’olio a 10 euro si trova anche in alcune regioni italiane. Lungi da me metterlo in dubbio, ma proprio perché nella bambagia non ci ho mai vissuto, mi sono sempre preoccupata di acquistarlo a prezzi inferiori, cosa fattibile nei supermercati italiani.
  • Per quanto riguarda il clima, mi hanno fatto notare che anche in alcune regioni italiane fa freddo a maggio. Sì, soprattutto quest’anno si sono registrate temperature molto basse in Italia. Ma comparare i due paesi per il clima reputo sia un po’ esagerato: qui le temperature MEDIE raramente arrivano a venti gradi in estate. Quando succede scatta il delirio generale con tuffi nell’oceano gelido. A meno che si sia verificata una glaciazione negli ultimi dodici mesi, nella zona alpina da cui provengo, altitudine 800 metri slm, in estate si arriva comodamente sopra i venti gradi.
  • E’ stata criticata la scelta della pizza come termine di confronto prezzi al ristorante: avrei potuto usare le pinnekjøtt, ma ho pensato che il paragone sarebbe risultato di più difficile comprensione per un italico lettore. 🙂

Insomma, ciò che può apparire scontato a chi si è già informato può essere utile a chi solo ora si interessa alla Scandinavia e vuole evitare brutte sorprese.

Detto questo, ci sono molti, moltissimi lati positivi nel vivere qui. Scrivere questo post è stato difficile, in quanto ho cercato di sommare ragioni oggettive e soggettive, nel tentativo di dare un quadro completo. Lo stile di vita norvegese, diverso da quello a cui siamo abituati, apporta una serie di benefici sulla salute, sulle relazioni sociali e sul modo di pensare, percepibili solamente nel lungo periodo. Ecco quindi, l’altra faccia della medaglia, quella sorridente. Sicuramente ho dimenticato qualcosa, le aggiunte di chi legge sono sempre benvenute!

COSTO DELLA VITA: Gli affitti, come ho detto, sono elevati. Aggiungo però che sono proporzionati ai salari. Date le condizioni climatiche, quasi tutti gli alloggi sono costruiti in buone condizioni di isolamento termico. Il riscaldamento è quasi sempre elettrico e le bollette fin qui pagate risultano meno costose di quelle italiane. Molti norvegesi acquistano prodotti on-line su siti inglesi o americani risparmiando così parecchio, ma fanno sempre attenzione a non superare la soglia oltre la quale si devono pagare le tasse di importazione. La spesa alimentare rappresenta una bella fetta delle uscite mensili, ma si può assottigliare con alcuni accorgimenti: i norvegesi cercano di mangiare il più possibile prodotti di stagione non importati, nei week end vanno a pescare, sfruttano ciò che la natura offre. Come ha fatto notare un lettore residente a Oslo, molte persone nel fine settimana attraversano il confine svedese per fare scorta di carne, alcool e sigarette. Inoltre, è possibile acquistare prodotti mediterranei a buon prezzo nei negozi alimentari gestiti da immigrati.

LAVORO E TASSE: Le condizioni di lavoro sono, di solito, migliori che in Italia. I salari, CONTEGGIATI LORDI, sono più alti di quelli italiani. Se siete interessati a vedere il salario annuo percepito dalle varie figure professionali, potete consultare il sito “utdanning.no”. Qui possiamo vedere che, in teoria, un cameriere prende circa 250,000 nok. Un commesso di boutique circa 340,000. Un idraulico 340,000. Un ingegnere nel campo petrolifero circa 700,000. Un professore universitario dalle 500,000 a 1,000,000 nok, ecc. Le tasse sono elevate, mediamente ammontano al 36% dello stipendio lordo, ma possono anche raggiungere più del 40% nei salari più elevati. Questo alto sistema di tassazione si riflette tuttavia in servizi spesso efficienti per tutte le fasce di popolazione. Senza contare poi le detrazioni a cui si ha diritto nei primi due anni di residenza e lavoro in Norvegia. Per maggiori informazioni, leggere “Personnummer e tasse: gli enigmi risolti”. Chi, come me, detesta fare contabilità, qui è sollevato da un grande peso: la dichiarazione dei redditi arriva a domicilio già compilata, gratuitamente. Questo significa però che lo Stato ha accesso a tutte le informazioni riguardo la tua situazione economica, cosa che in altri paesi verrebbe additata come invasione della privacy. Ogni dipendente ha diritto a cinque settimane di ferie pagate l’anno, a cui si aggiungono i giorni festivi durante l’anno. L’orario di lavoro è solitamente dalle 8 alle 16, comprensivo di mezz’ora per il pranzo. Molto raramente viene richiesto di fare straordinari. Pochissime persone lavorano nel week end, in quanto la maggior parte dei servizi sono chiusi o chiudono molto presto. I genitori possono richiedere permessi pagati qualora il figlio sia malato o debba sottoporsi a visite mediche.

ISTRUZIONE GRATUITA: l’istruzione pubblica, dalla scuola materna fino all’università, è gratuita. Molti corsi universitari, soprattutto Master Degrees, sono offerti anche in lingua inglese. Il sistema scolastico norvegese promuove gli scambi con l’estero già dalle scuole superiori e i tirocini pratici. Sono presenti inoltre molti corsi di formazione professionale, che permettono di conseguire una specifica qualifica e un più facile accesso al mondo del lavoro. Il sistema scolastico norvegese è molto differente da quello italico e non è estraneo a critiche; gli dedicherò al più presto un nuovo post.

Personalmente, ciò che mi ha fatto innamorare della Norvegia e che quotidianamente mi convince di aver fatto la giusta scelta, è un insieme di fattori ambientali e stile di vita.

IL TEMPO: qui sembra che la vita vada più piano. Se siete affascinati dalla vita frenetica delle metropoli, la Norvegia non fa per voi. Qui si finisce di lavorare presto, per cui si ha tempo per fare la spesa, per andare in palestra, per stare con la famiglia. In inverno il buio arriva presto e lascia il tempo per leggere un buon libro e sorseggiare una tazza di tè. In estate il sole scende così tardi che si può passeggiare fino alle undici di sera, assaporando il tramonto. Ho visto le facce spaesate dei turisti che fissano le vetrine dei negozi chiusi nei week-end, abituati a mille distrazioni per colmare il tempo libero: si guardano intorno perplessi alla ricerca di una soluzione. Qui le giornate scorrono lente, la socializzazione non è così obbligata, si può attendere il bus accanto a un estraneo e non scambiare una parola, si ha più tempo per stare con se stessi e per fare davvero ciò che fa stare bene.

LA NATURA: i paesaggi norvegesi sono annoverati tra le meraviglie del mondo. Qui la natura è ovunque, è sufficiente uscire di casa per passeggiare tra i prati, attraversare un bosco o correre sulla spiaggia. Anche a Oslo, la capitale, è sufficiente prendere la metropolitana per qualche fermata dal centro per trovarsi immersi nella natura. Le stagioni cambiano offrendo luci e colori nuovi da ammirare. Non è inusuale passeggiare per ore senza incontrare nessuno e, quando all’orizzonte appare un altro escursionista, ci si scambia un sorriso d’intesa come a dire: “Hai visto che pace?”. Questo è quello che potete trovare a pochi kilometri da Bergen, per esempio: “Hardangerfjord, il paradiso dietro casa”.

ATTIVITÁ: le numerose strutture sportive permettono di praticare sport anche nei mesi più freddi: quasi ovunque sono presenti piscine, palestre, campi da volley coperti. Per maggiori informazioni, leggere: “Pioggia: aggiungi più acqua e la domenica è perfetta”. Le biblioteche hanno un catalogo sempre aggiornato di libri, a cui si aggiungono cd di tutti i generi musicali, film e serie televisive. La sezione dedicata all’infanzia invita alla lettura con poltrone colorate, ceste di matite per disegnare e dvd dei cartoni animati. Vedi ad esempio: “På biblioteket” I comuni incoraggiano la socializzazione organizzando corsi di ogni genere e attività culturali nei week-end. Le città sono ricche di mostre, spettacoli e concerti di artisti internazionali. E questo è un altro, grande lato positivo di vivere in Norvegia: è possibile assistere a concerti di artisti che in altri paesi riempirebbero stadi in auditorium di modeste dimensioni, con ottima acustica e visuale!

OPPORTUNITÁ: in Norvegia esiste la meritocrazia. Almeno, molto più che in Italia. E’ vero, nel curriculum esiste la voce “referenze”, ma con queste si intendono i precedenti datori di lavoro e colleghi; chi, insomma, ha avuto modo di vedere come lavorate. Per un norvegese è molto importante sapere di essere già stati “accettati” da un altro suo connazionale. Le differenze di genere non rappresentano quasi mai un ostacolo alla carriera: ci sono uomini che lavorano all’asilo nido e donne che guidano le ruspe, per intenderci, e nessuno ci trova nulla di strano. La possibilità di fare carriera non è vincolata da requisiti anagrafici: qui dopo i vent’anni sei un adulto e, se ti dimostri capace, sei pronto a responsabilità più grandi. Per maggiori informazioni, leggere “Norvegia: vizi, vezzi e paranoie. Parte seconda”.

Voi che ne pensate? 

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Casetta

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44 commenti su “Perché VI trasferirete in Norvegia

  1. Gianluca Antoniazzi
    giugno 1, 2013

    Date: Fri, 31 May 2013 19:41:32 +0000 To: gi_anto@msn.com

    • biancamilla
      giugno 1, 2013

      Ciao Gianluca, il tuo commento purtroppo è arrivato senza testo. Credo sia un errore di WordPress, puoi rimandarlo, per favore? Grazie 🙂

  2. bia
    giugno 2, 2013

    Credo che mi piacerebbe molto provarci…

  3. Vale Turchi Giannattasio
    giugno 2, 2013

    Per come sono fatta vivere in Norvegia non fa per me…Preferisco i paesi “caldi” e dove soprattutto anche la gente è “calda”

    • biancamilla
      giugno 2, 2013

      Infatti qui ci sono cinque milioni di abitanti, al caldo c’è quasi sempre più gente. Il lato positivo è che, volendo, il caldo si raggiunge con due ore di volo 🙂

      • Magellano
        dicembre 25, 2014

        Ciao Biancamilla, mi farebbe piacere saperne di piu in quanto probabilmente tra qualche mese vorrei provare un trasferimento. Potresti mandarmi una email al mio indirizzo email cosi che possa scriverti? (magellano101@hotmail.com)
        Grazie e buon Natale!

      • biancamilla
        dicembre 27, 2014

        Ciao! Scrivimi pure qui: blog.biancamilla@libero.it

    • Mauro S.
      giugno 12, 2013

      Sul clima sono d’accordo, sulla “gente calda” bisogna vedere cosa intendi. La gente norvegese in genere si fa solo gli affari suoi e usa molta discrezione . Potrebbe sembrare freddezza ma se inizi il dialogo mostra molta cordialità. Se preferisci popoli chiassosi, dalla musica a tutto volume non curante del fatto che ad altri potrebbe non piacere o arrecare disturbo, urla e schiammazzi “calorosi” ovunque, dalla città alla montagna, dal bus all’ereo…la Norvegia non fa per te;-)

  4. Franco Manfredi
    giugno 2, 2013

    Si è vero quello che hai scritto: la Norvegia va bene per chi ama rimanere con se stesso apprezzando il tempo libero e lo scorrere lento del tempo. Ricordo i turisti Americani ( quasi tutti di origine norvegese in visita alla terra degli avi ) arrivare solitamente a maggio e rimanere meravigliati nel vedere le case di legno e l’ambiente che ricorda molto la East coast con la differenza che gli americani corrono, i norvegesi vanno al rallentatore anche a fare giardinaggio o a riverniciare la staccionata o la facciata di casa.

  5. Andrea B.
    giugno 2, 2013

    Questo posto è un’oasi di pace, peccato per il costo di alcuni alimenti (soprattutto pollo, pasta, caffè e zucchero..).
    La natura ogni giorno ci regala nuove emozioni (vedere un cervo nel giardino di un vicino, a meno di 20 metri, non è cosa di tutti i giorni..) e le persone che si incontrano fuori dal circuito turistico non ci fanno rimpiangere i paesi da cui veniamo e la nostra bella provicia di Varese..
    Saluti da Hellvik!!!

    • biancamilla
      giugno 2, 2013

      Ciao Andrea da Hellvik, confermo quanto dici e poi, dalla tua Varese e dalla mia Valsesia alla Norvegia non si riscontra grande differenza di temperature e caratteri delle persone, non trovi? 🙂

      • Andrea B.
        giugno 8, 2013

        Forse quì sono pure più aperti al dialogo che da noi, di sicuro sono più educati e rispettosi..

    • Marco Bianchi
      maggio 7, 2014

      Ciao Andrea. Mi colpisce leggere di un Varesino più a nord di Pino sulla sponda orientale del lago Maggiore… Mi piacerebbe saperne di più sulla tua esperienza. Se ti va, contattami pure tramite FB. A presto. Marco B.

  6. antonio
    giugno 2, 2013

    ciao biancamilla.un po’ ti invidio.i paesi nordici sono sempre stati il mio desiderio.
    beata te!

    • Carlo
      gennaio 1, 2015

      Concordo in pieno!

  7. massimiliano75
    giugno 2, 2013

    Ciao
    Un blog stupendo e ben fatto.
    Volevo farti un po’ di domande sulla Norvegia e il trasferirsi lì. Come posso farlo?

    Fammi sapere e continua così.

    MaX

  8. gattolibero
    giugno 2, 2013

    Norway is my place…sono rimasta colpita dalla vita a rallentatore dei Norvegesi quando ho visitato il Paese e quando l’ho raccontato in Italia sono rimasti tutti stupiti. Altro che downshifting! Basta cambiare Paese.

  9. antonio
    giugno 3, 2013

    ciao,biancamilla.complimenti per il tuo blog.potrei chiederti anchio qualche info? per ora giusto per una vacanza.gazie

  10. Sara
    giugno 3, 2013

    Dopo aver vissuto 4 anni a Roma, la Norvegia e’ stata un toccasana con la sua rilassatezza! Poter andare al lavoro a piedi o, semplicemente, uscire di casa ed essere gia’ su un sentiero per la cima della collina (anche se qui a Bergen le chiamano montage)e’ semplicemnte fantastico!

  11. Mauro S.
    giugno 12, 2013

    Il silenzio, l’educazione ovunque (compreso nella circolazione stradale), il rispetto del bene pubblico, la minor delinquenza…sono altri aspetti in cui c’è un’abisso fra Norge e Italia.

    • Carlo
      gennaio 1, 2015

      Esatto, e questi sono altri motivi per cui il mio sogno è trasferirmi lassù…

  12. Luisa Albera
    settembre 25, 2013

    Una mia piccola testimonianza del perchè vorrei vivere in Norvegia: il 16-9-2013 mi trovavo all’aeroporto di Trondheim quasi pronta all’imbarco per Copenhagen. Ad un certo punto hanno evacuato l’aeroporto per allarme bomba. Tutti hanno seguito le istruzioni, senza panico, Tutti diligentemente ci siamo spostati nelle aree man mano indicate. Tutti ci siamo spostati nell’albergo predisposto. Tutti abbiamo mangiato, bevuto, senza drammi. Ho pensato al delirio e panico che ci sarebbe stato in Italia. Ho ringraziato di essere in Norvegia in quella sfortunata situazione che poi si è rivelata un falso allarme.

    • biancamilla
      settembre 26, 2013

      Grazie per la testimonianza, Luisa! Lo scorso dicembre stavo volando da Bergen a Copenhagen quando il pilota ha annunciato l’impossibilità di atterrare causa maltempo. Abbiamo volato in tondo sulle nuvole per un’ora, mentre il carburante finiva. E io sono claustrofobica. Ma quando sei circondata da persone calme, non riesci a fare altro che imitarle. Anche le successive 12 ore all’aeroporto in attesa della ripresa dei voli le ho vissute bene, in compagnia di una sessantenne norvegese super decisa che mi ha portata a spasso per l’aeroporto raccontandomi la sua vita avventurosa in giro per il mondo. A volte ci vuole un po’ di rassegnazione creativa: non si possono prevenire i contrattempi, ma si possono volgere a proprio favore e trasformarli in possibilità. 🙂

      • Marco Bianchi
        maggio 7, 2014

        Ciao Biancamilla! Non so se ti diletti di discipline “altenative”, ma mio fratello ha seguito di recente un corso di “reconnection” (che ha tentato di spiegarmi, ma io sono una bestia…) ed ha scoperto che al momento i Norvegesi sono i più “riconnessi” al mondo – con tutto quello che può significare e può valere. Ancora uno sconfinato ringraziamento per il bel lavoro che porti avanti con il tuo blog.

  13. Alessandro
    ottobre 9, 2013

    Ciao Biancamilla. Il 26 settembre sono partito per la Norvegia esattamente a Stavanger nonostante due settimane prima avevo risposto a circa 40/45 inserzioni di camere in affitto non ottenendo risposta. Ho verificato di persona in due agenzie di recruiter una freddezza che non mi sarei mai aspettato. Per il resto che dire… è il mio abitat, tranquillo, sereno, silenzioso, mare, costa e montagne e tanti, tanti alberi, chissà perché amo gli alberi… Pensavo che una volta la avrei capito come cavarmela, ed invece non ho capito nulla. Pensavo fosse facile come in Canada. Avresti consigli da darmi per come pianificare un trasferimento ?

  14. cristiano
    ottobre 28, 2013

    Ciao Biancamilla,ho ricevuto un offerta di lavoro dalla norvegia ed ho qualche difficoltà a valutarla, soprattutto in relazione al costo della vita ed al fatto che mi trasferirei con tutta la famiglia, essendone al momento l’unico percettore di reddito. Mi faresti una grossa cortesia se potessimo discuterne via mail. Un

  15. paolo
    novembre 6, 2013

    ottimo blog ti ho mandato una mail

  16. Giuseppe
    dicembre 29, 2013

    Ciao. Io sono Giuseppe e sarei interessato a lavorare in Norvegia, anche se dovrei adattarmi al freddo. Non riesco a trovare informazioni sui salari da Boscaiolo. Vorrei trovare lavoro come Boscaiolo oppure nell’industria del pesce. sono due settori molto diversi tra loro, ma quello che mi importa è sapere più o meno i corrispettivi Salari annui Lordi! e vorrei anche sapere se esiste un sistema tipo un azienda o il governo stesso che acquista i prodotti dagli agricoltori e allevatori per poi rivenderli nel mercato. Si, perchè in futuro vorrei avviare un allevamento (ma di animali terrestri, no di pesci).

  17. Gennaro
    febbraio 23, 2014

    Ciao Biancamilla mi accodo ai complimenti per il tuo blog. Faccio subito mea culpa ammettendo di aver pensato anche io “avrò una bella casetta di legno sul fiordo, un ottimo lavoro, un’interessante vita sociale e vivrò per sempre felice”, fino a quando con il tempo ho deciso di documentarmi seriamente sulla questione di una vita in Norvegia e la realtà si è mostrata in tutta la sua “crudezza” facendomi capire che quel tipo di vita è assicurato solo ai più fortunati e caparbi, categorie di cui non credo di far parte.

    L’idea di vivere in Norvegia nasce un po’ di anni fa ed è legata soprattutto alla loro cultura e “mentalità” con cui sento il bisogno, quasi viscerale, di confrontarmi e a cui ancor di più sento di appartenere, molto probabilmente in una vita precedente sono stato un vichingo… A parte gli scherzi, il tuo blog mi ha chiarito non pochi punti oscuri che mi portavo dietro e mi ha dato la spinta necessaria per affrontare questa avventura, e mal che vada mi sarò fatto una costosa vacanza in Norvegia.

    Poi vabbè essendo un metallaro, in Norvegia troverei la mia Terra Promessa 😀

  18. Davide
    marzo 12, 2014

    ciao a tutti, io vorrei chiedere informazioni, io e la mia ragazza vorremmo trasferirci in Norvegia, a Settembre faremo 2 settimane di avanscoperta, io sto cercando anche un Master che sia di mio interesse e inerente a ciò che voglio poi fare (settore turismo),ed inoltre sto lavorando ad un progetto innovativo per il turismo e non solo che vorrei proporre a qualche azienda o investitore che mi ispirino fiducia dato che in Italia non trovo nulla del genere, però credo proprio dovrò anche lavorare per poter sostentarci, io so già l’inglese a un livello superiore del livello intermedio, la mia ragazza è ad un livello base d’inglese e lei lavora come Oss. A chi posso scrivere? avete consigli a riguardo?Sto valutando università a Stavanger o ad Alta, differenze fra i due luoghi?
    grazie mille a tutti.
    Davide

  19. Gavino
    ottobre 7, 2014

    Io ho 39 anni,sono sposato e ho una bambina,ho intenzione di frequentare un corso di Inglese in Italia per avere almeno una base.Uno come me che ha solo la scuola media infeririore può avere possibilità di trovare lavoro anche come un semplice operaio???Quanto prende di salario e riuscirei stando molto attento a sopravivere con la mia famiglia???

    • biancamilla
      ottobre 7, 2014

      Ciao Gavino, trovare lavoro in Norvegia con la sola conoscenza della lingua inglese è davvero molto, molto difficile. Un livello almeno base di norvegese è sempre più richiesto. Ti consiglio di consultaregli annunci di lavoro sui siti finn.no e nav.no , usando un traduttore automatico. Così ti fai una prima idea. I salari sono buoni, con due stipendi base si vive bene. Un solo salario è scarso per mantenere tre persone, credo. Se hai già un lavoro in Italia, non so quanto ti convenga rischiare in un paese nuovo senza conoscere la lingua. In bocca al lupo per la tua decisione 🙂

  20. sandro
    febbraio 17, 2015

    Sarà che ho famiglia e un lavoro “sicuro”. Sarà che ho quasi 50 anni… Sarà che, più prosaicamente, non ho abbastanza coraggio per farlo…. Mi piacerebbe moltissimo (ma veramente moltissimo) trasferirmi da quelle parti… Come affrontare la cosa?????

    • biancamilla
      febbraio 19, 2015

      Piccoli passi, si comincia con un bel viaggio, si continua con una vacanza e poi forse, chissà. 🙂

  21. Rita
    aprile 23, 2015

    Salve!! Ho letto entrambi i post e mi sono decisa a chiedervi un grande, enorme consiglio.
    Mi sto muovendo per trasferirmi a Bergen per metà giugno: ho già trovato la stanza, devo andare a vedere per la carta verde, ma ho un po’ paura per quanto riguarda il lavoro e l’istruzione.
    Sono una ragazza di 22 anni e studio norvegese all’università da due anni ormai; lavoro con i bambini attraverso ripetizioni e baby-sitter e per due anni ho fatto la guida turistica per il F.A.I. . Qual è il problema? non so dove e a chi rivolgermi per un lavoro… non so se mi dovrò affidare ad un ufficio di collocamento, o se mi devo creare un curriculum a parte, o se mi servirà un attestato o un certificato di lingua per poter essere assunta( anche se ho le traduzioni degli esami universitari)… sapete dirmi o darmi consigli a riguardo? Per ora inizierò con un periodo di 3 mesi dove andrò a visitare anche l’università. purtroppo una laurea in traduzione, in Italia, non è buona neanche per pulire la cucina.

    • biancamilla
      aprile 23, 2015

      Ciao Rita, prima delle risposte ho una domanda: cosa intendi per carta verde? Detto questo, per il lavoro ti consiglio di consultare finn.no e nav. no i due portali su cui si concentrano tutte le offerte di lavoro. Curriculum in norvegese, si invia direttamente dal sito. Se cerchi lavoretti come baby sitter, ci sono gruppi su facebook studiati proprio per questo tipo di offerte. Qui a Oslo funzionano. Per Bergen, dando un’occhiata ho trovato “Dagmamma/barnevakt ++ Bergen”. In bocca al lupo 🙂

  22. romana
    marzo 10, 2016

    Questo articolo rispecchia fedelmente la realtà di vita norvegese.E’ tutto quello che mi dice mia figlia che è andata a vivere e a cercare lavoro a Oslo in quanto l’Italia non è riuscita a trattenerla!!

    • biancamilla
      marzo 11, 2016

      Ciao Romana, sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto. Io ancora mi trovo a metà tra Italia e Norvegia, che amo moltissimo.
      Forse un giorno capirò quale è la mia dimensione! In bocca al lupo a tua figlia, anzi, lykke til!

      • Eric Palomba
        marzo 23, 2016

        Salve la Norvegia mi affascina un sacco, amo la natura mi fa sentire bene.. Ho 22 anni un diploma di meccanica industriale e un passato nell’esercito italiano mi piacerebbe trovare lavoro nella sicurezza

      • Camilla Bonetti
        marzo 23, 2016

        Ciao Eric! Come sempre ti consiglio di consultare le offerte di lavoro su Finn.no (leggi il post dedicato al sito per capire meglio come funziona) e nav. no.
        Ricorda che la conoscenza della lingua norvegese è necessaria in quasi tutti gli ambiti professionali! In bocca al lupo 🙂

  23. Selene Dafne Elios
    gennaio 5, 2017

    Ho letto solo ora questo articolo e per quanto riguarda le “tasse”, beh dovresti aggiornarti su quelle italiane…….superano il 40% in cambio di totale assenza dei servizi…..un esempio piccolo: se non ci fossero i nonni, molte donne italiane dovrebbero scegliere se mantenere i figli o abbandonarli per strada per mantenerli!

    • Camilla Bonetti
      gennaio 5, 2017

      Anche se fosse, la mia intenzione nell’articolo non era confrontare, ma semplicemente fornire dei dati oggettivi riferiti al sistema fiscale norvegese al momento dell’uscita dell’articolo.

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