Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Perché NON vi trasferirete in Norvegia.

Ho conosciuto molte persone che, come me, hanno scelto di trasferirsi in Norvegia. L’insieme di paesaggi mozzafiato, efficiente stato sociale e florida economia del petrolio ha spinto molti temerari a fare i bagagli e a partire all’avventura. In poco tempo, hanno pensato, “avrò una bella casetta di legno sul fiordo, un ottimo lavoro, un’interessante vita sociale e vivrò per sempre felice”.

Beh, sono poche le storie finite effettivamente così. 

Io stessa sono ancora lontana da questo traguardo, mi definirei un modello ancora in divenire di espatriata: sono sopravvissuta all’impatto iniziale e ora, giorno dopo giorno, mi sto costruendo una realtà piacevole e soddisfacente. Cosa può rischiare di trasformare il sogno norvegese in un incubo? Qui di seguito, una serie di motivi per cui NON trasferirsi in Norvegia. Per la completezza dell’articolo, ossia i motivi per trasferirsi, vi rimando a “Perché vi trasferirete in Norvegia“.

Il primo è rappresentato dai costi.

AFFITTO: un bilocale in città costa in media più di 1000 euro al mese. A questi dovete aggiungere la caparra, solitamente 2 o 3 mensilità. Appena arrivati, quindi, mettete in conto almeno 3000 euro per assicurarvi un tetto sulla testa. I costi scendono, non di molto, se scegliete di vivere in periferia o nei paesi limitrofi ma, in tal caso, dovete mettere in conto altri costi, ovvero..

TRASPORTI: Non pensate di portare la macchina da casa, le tasse di importazione sono molto elevate. Acquistarla sul posto ha prezzi proibitivi, a cui dovrete aggiungere i costi dei pedaggi, che in molte città si pagano per accedere al centro. I mezzi pubblici sono la soluzione migliore, in quanto sono frequenti e raggiungono anche le zone più periferiche. Dimenticate però i prezzi italici: qui per un biglietto singolo si sborsano circa 5 euro. Meglio investire su un abbonamento mensile, che costa circa 80 euro.

CIBO: i prodotti locali hanno prezzi accessibili. Se vi nutrite di patate, cipolle, cavoli e salmoni, potrete risparmiare molto. Le tasse di importazione, altissime, trasformano la maggior parte dei frutti e degli ortaggi in prodotti di lusso. Qualora vogliate preparare un italico pasto, per ricordare i sapori di casa, sappiate che una mozzarella vi costerà circa 4 euro, una bottiglia di olio extravergine 10 euro e i pomodorini 5 euro al chilo… gustatevi pure la caprese, ma a che prezzo! 

Inoltre, mangiare al ristorante è un LUSSO. Per darvi un’idea, da Mc Donald’s un menu medio con panino, bevanda e patatine costa circa 12 euro. Avete voglia di pizza? Una margherita costa 22 euro, aggiungetevi 8 euro di birra.. 30 euro senza caffè! Se poi avete voglia di secondo… Non dite che non vi avevo avvisato, insomma.

Beh, direte voi a questo punto, i servizi sono eccellenti. Sì, ma solo dal momento in cui avete un permesso di residenza e un lavoro.

SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE: molti mi hanno chiesto se lo Stato aiuta chi è in cerca di un lavoro. Sì e no. Possono usufruire del sussidio di disoccupazione solo coloro che hanno lavorato e pagato le tasse per ALMENO un anno in Norvegia. Questi riceveranno una percentuale del precedente stipendio ogni mese, ma dovranno frequentare dei corsi di aggiornamento e presentarsi a colloqui selezionati dal NAV. Dopo qualche mese, se non avete trovato un lavoro, il NAV ve ne procurerà uno, che dovrete accettare anche qualora sia in un’altra città. Dovrete insomma ricominciare tutto. L’erogazione del sussidio cessa dopo un anno, a meno che gravi impedimenti fisici non vi consentano di tornare al lavoro.

CONGEDO DI MATERNITA’: per usufruirne è necessario aver lavorato almeno un anno. Sia il congedo di maternità che di paternità consistono in una somma pari ad una percentuale dello stipendio materno, che va declinando dopo i primi otto mesi. Anche i cosiddetti “Child benefits”, ossia i contributi che lo stato versa mensilmente per ogni nuovo nato, non sono certo sufficienti per vivere. Alle 30.000 corone versate il primo anno, infatti, si aggiungeranno: nel caso in cui la madre non torni al lavoro, 3.000 corone al mese per i primi tre anni di vita; se la madre ricomincia a lavorare, saranno solo 1000. Dopo tre anni cessa l’erogazione di tali benefits, in quanto ci si aspetta che la madre ricominci a lavorare. E’ interessante notare come l’80% dei bambini norvegesi venga portato alla scuola materna già a partire dal compimento del primo anno di età, quindi le madri normalmente riprendono a lavorare molto prima del termine di erogazione dei benefici di maternità.

Altro mito da sfatare: i figli di stranieri nati su suolo norvegese NON hanno diritto alla cittadinanza immediata, a meno che uno dei genitori sia cittadino norvegese.

SERVIZIO SANITARIO: le cure mediche diventano gratuite DOPO aver pagato le tasse per almeno un anno. Prima, solo le donne incinte e i bambini ne hanno diritto immediato.

Preparatevi a diventare medici di voi stessi e dimenticate le facili prescrizioni italiche. Chi si reca al pronto soccorso delirante, con quaranta di febbre dopo ore di “disagio intestinale”, riceverà una rapida occhiata dall’infermiera, che dirà: “Devi solo riposare e bere molta acqua”. Storia vera.

ISTRUZIONE GRATUITA: se state pensando alla Norvegia per gli studi universitari, ricordate che molti dei corsi presenti all’università pubblica non si pagano (escludendo le bassissime tasse di iscrizione), ma la vita costa cara. La maggior parte degli studenti norvegesi usufruisce di un prestito da parte dello stato, parte del quale verrà cancellato in caso di completamento degli studi. Tale aiuto economico è previsto per gli stranieri solo in caso di matrimonio con un cittadino norvegese o dopo 24 mesi di impiego a tempo pieno in Norvegia.

Immagino che chi non ha ancora abbandonato la lettura stia pensando: “beh, però si vive bene”.

Si vive bene se:

  • Si è indipendenti: i processi di socializzazione sono più lenti di quelli a cui siamo abituati in Italia, e l’unico modo per accelerarli, almeno all’inizio, è cercare di capire come si comportano i norvegesi. Se siete donne, NON contate sulla cavalleria per risolvere situazioni pratiche, tipo spostamento di oggetti pesanti: qui ci si arrangia. Se siete maschi, NON fate fischi e commenti alle bellezze locali, vi prego, ci sono già abbastanza stereotipi sugli italiani!
  • Si impara la lingua: non solo per trovare un lavoro, ma anche per conoscere le persone e partecipare alla vita sociale. Parlare norvegese è FONDAMENTALE. Provate a pensare: uno straniero in Italia, che amici e lavoro spera di ottenere se non parla italiano? Tenete poi a mente che, mediamente, un corso di lingua norvegese costa 500 euro. E ne occorrono almeno tre prima di poter comprendere la prima pagina di un quotidiano. 
  • Si è qualificati: per trovare un buon lavoro è necessaria un’istruzione superiore elevata, ALMENO una laurea triennale. All’inizio, quando la conoscenza del norvegese non è ancora sufficiente, anche chi ha un master degree faticherà a inserirsi nel suo settore d’interesse. Chi ha studiato meno può trovare una buona posizione solo se ha esperienza provata e ottime capacità in uno specifico ambito professionale.
  • Ci si adatta: vi troverete ad attraversare prati di erba alta per arrivare al supermercato in estate, acquazzoni improvvisi vi inzupperanno dalla testa ai piedi, scivolerete sul ghiaccio rincorrendo il bus maledettamente puntuale, indosserete il giaccone invernale a volte fino a maggio. Immaginare queste situazioni vi fa ridere? Molto bene. Se invece avvertite una sensazione di disagio e vi rassicurate pensando che ogni tanto farà pure caldo, lasciate perdere.

Ho chiesto ad alcuni norvegesi cosa dà più fastidio nei nuovi arrivati, e la risposta è stata: le LAMENTELE. Fa troppo freddo, la vita costa cara, la gente non parla, l’inglese non basta… D’altronde, ve lo hanno chiesto loro di trasferirvi qui? Dopo aver letto questo articolo, non potete fingere di non sapere a cosa andate incontro. 🙂

Preparatevi ad essere accomodanti, umili, curiosi e rilassati, se volete vincere la sfida norvegese e vivere felici e contenti.

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162 commenti su “Perché NON vi trasferirete in Norvegia.

  1. Alessia
    maggio 17, 2015

    Salve noi siamo una coppia che abbiamo deciso di trasferirci in Norvegia a metà giugno! Stiamo cercando un alloggio in affitto o magari una camera da condividere. È un piccolo aiuto per trovare un lavoro. grazie!

  2. Claudia
    gennaio 29, 2016

    Ciao, scusami ma leggendo quello che scrivi una domanda mi sorge spontanea, come mai tu hai deciso di rimanere in Norvegia? Stando a quel che dici ci sono moltissimi lati negativi e quei pochi positivi che ci vengono in mente non sono poi così positivi, allora come mai non si tornata indietro o ti sei spostata in un posto diverso? So per esperienza che in molti paesi non è così tragico il trasferimento!

    • biancamilla
      gennaio 30, 2016

      Ciao Claudia, rispondo volentieri alla tua domanda spontanea: come dice il titolo del blog mi sento “norvegiana” la mia vita oscilla tra Italia e Norvegia e percepisco in entrambe le realtà problemi e potenzialità. Questo post “perché NON” è stato seguito dal post “perché (Sì)” insomma, l’elenco di tutti i motivi per cui vale la pena vivere in Norvegia. Al momento l’unione di queste motivazioni positive e negative alimenta in me l’amore per questo paese, rinnovato nell’ultimo lungo viaggio nel Nord Norge, alimentato dalla convinzione che non sarà mai casa mia fino in fondo. Il trasferimento non è stato tragico, è stato stimolante, come lo è ogni cambiamento nella mia vita.

      • Claudia
        febbraio 1, 2016

        Ciao, grazie mille per la tua risposta! Ti volevo fare i complimenti per questo blog, il tuo modo sincero e schietto di parlare di quello che vivi mi piace molto, ho trovato molte notizie utili e credo anche affidabili! Sono stata in Norvegia questa estate e ci ho lasciato un pezzo di cuore! Non credo mi verrà mai la voglia veramente di viverci ma di sicuro mi ha lasciato molte buone impressioni e vorrei tornarci per visitare anche il nord che mi sembra essere magnifico!

      • biancamilla
        febbraio 1, 2016

        Grazie mille Claudia! Cerco sempre di verificare le fonti il più possibile, anche se azzerare il margine di errore è quasi impossibile. Sono davvero contenta che la Norvegia ti sia piaciuta e ti suggerisco un viaggio nel Nord Norge: meraviglioso!

      • remotomasi
        febbraio 24, 2016

        Ciao Biancamilla,
        leggendo il post e questa tua risposta ho semplicemente capito che condivido la tua mentalità: ho sentito il cuore battere ad ogni paragrafo, mi sono rivisto con la mia smania di precisione e regole, di fare le cose nel modo giusto e civile (e comunque perché c’è una logica in tutto ciò). Quando poi hai sottolineato che per te è “stimolante” ogni cambiamento che hai vissuto allora ho confermato che la Norvegia potrebbe essere il mio paese ideale (sono sempre possibilista fino a quando non verifico da me, ma questo è proprio uno stimolo al cambiamento).
        La mia riflessione parte anche dal fatto che il perfetto funzionamento dei meccanismi norvegesi è dovuto al fatto che ognuno si sente parte di un tutto a cui contribuisce in modo a dir poco impeccabile.
        Se parte dei cittadini si sentisse “avulso” da questo sistema allora ci sarebbe il rischio dell'”effetto domino” in negativo. Invece tutti ci credono in questo progetto ed ecco che tutto si incastra alla perfezione.
        E’ solo una mia piccola interpretazione da esterno e da cittadino che s’è stufato del pressapochismo e lassismo italiano.

  3. Luca
    gennaio 31, 2016

    Ciao Bianca, mi chiamo Luca e vivo in Italia. Ho ricevuto una offerta di lavoro da parte di una azienda norvegese x l Italia e sto cercando qualche info sul modo di lavorare e di essere dei norvegesi nel lavoro. Il tuo blog e’ molto Interessante e mi chiedo se puoi darmi una tua impressione in merito? Grazie in anticipo e complimenti davvero😃

  4. Axel
    febbraio 23, 2016

    Io non vivo in Norvegia ma ci sono stato in vacanza. Alcuni punti mi sembrano un tantino esagerati. Diciamo che tutta la prima parte mi porta solamente ad affermare che in Norvegia non vogliono parassiti. Sul cibo io ho mangiato a cifre molto più basse. Una pizza la trovi anche a 15 euro, un hamburger con menù anche a 10 euro. A Bud abbiamo mangiato al ristorante con 35 euro a persona. Ovviamente acqua da bere. Per colazione andavamo sempre al Narvesen, cornetto a 1 euro, cornetto e bevanda 2,5 euro. Sempre al Narvesen si trovavano pizzette a prezzi molto accessibili. Sempre intorno ai 10 euro (o 12, non ricordo bene) abbiamo preso del fish & chips. Anche al mercato del pesce di Bergen abbiamo trovato prezzi alti, ma non eccessivi (sempre considerando che si parla di Norvegia). I mezzi pubblici li abbiamo usati pochissimo, e solo ad Oslo, perchè per il resto parliamo di grandi paesotti girabili a piedi. Il singolo biglietto mi sembra costasse 32 NOK, circa 3 euro. Ovviamente se si deve vivere la ed utilizzare molto i servizi è obbligatorio l’abbonamento. Considerate però che mediamente gli stipendi, almeno a parlare con un amico ricercatore di Bergen, sono il triplo rispetto all’italia e di solito si riesce a lavorare in due. Quindi un conto è andarci da turisti, cioè con stipendio italiano e spesa norvegese ed un conto è viverci con lo stipendio del posto. E se ci pensate, in proporzione i prezzi sono molto simili a quelli italiani. La mia compagna invece c’è stata diversi mesi all’università e riusciva a vivere con la borsa di dottorato italiano, 1000 euro, maggiorato a 1500, pagando 600 di affitto per una camera (tramite airbnb) e quindi mangiando e spostandosi con i rimanenti 900 euro. ovviamente sopravvivendo. Ma non si faceva mancare la pizza domenicale (o un hamburger).
    Per quanto riguarda la lingua non ho trovato una sola persona che non sapesse l’inglese. Anche le persone anziane riescono a comunicarci. Ovviamente questo è valido per la mia esperianza. La mia compagna nei mesi che è stata li ha trovato solo una commessa di un supermercato che non parlava inglese.
    Non ho capito sta cosa dell’erba alta per arrivare al supermercato. A leggerla sembra di abitare in una foresta. Io ho trovato città super curate, e di erba alta non ne ho mai vista. Invece il giaccone invernale, e maglie di lana, le ho indossate anche a giugno. Ma ovviamente sarebbe da stupidi pensare di trovare il caldo al polo nord. Secondo me il vero punto negativo del paese non è stato espresso, ed è quello che potrebbe creare più difficoltà di adattamento, e cioè le lunghe notti invernali, il fatto di salutare il sole per rivederlo molto tempo dopo (specialmente se si sale già verso il centro). Quello si che potrebbe essere un grosso problema, specialmente per noi italiani.
    Io posso dire che se non avessi un’attività commerciale in Italia me ne andrei domani mattina stesso.

    • biancamilla
      febbraio 23, 2016

      Ciao Axel, grazie per aver condiviso la tua esperienza. L’obiettivo di questo post era sottolineare quanto di negativo si possa trovare vivendo in Norvegia. Un post corrispettivo è stato scritto per raccontare la controparte positiva, ma chissà perché i lettori sembrano più attratti dal NON 😉 . Comunque i dati sui prezzi del cibo sono medie generiche, certo ci sono luoghi più economici come le catene Narvesen e certo i prezzi dei pasti si abbassano qualora non si consumino alcolici. I prezzi alti sono un problema per chi arriva dall’Europa e cerca lavoro in Norvegia usando i propri risparmi euro: dal momento in cui lo stipendio diventa norvegese, le cose si semplificano parecchio e i prezzi diventano accessibili. Per quanto riguarda la lingua, hai ragione, tutti parlano inglese. Questo però è un benefit riservato ai turisti e ad alcune professioni altamente qualificate. Gli altri devono imparare il norvegese e, sempre più spesso, ottenere attestati linguistici. Ultimo punto: l’erba alta. Hai ragione, le città sono curate, ma se esci dal percorso prefisso e prendi una scorciatoia attraverso i prati puoi trovarti con i piedi zuppi nelle pozzanghere nascoste dall’erba. Di buio ho parlato molto in altri post e anche qui ti do ragione: è uno degli aspetti a cui più si fatica ad abituarsi! 🙂

      • Axel
        febbraio 24, 2016

        Dovessi trasferirmi e fare economia per non consumare i nostri euro per prima cosa mi manterrei lontano dai ristoranti. Nel periodo in cui sono stato in Norvegia molte giornate le passavamo mangiando l’ottimo pane (in cassetta) che si trova in tantissime varietà ai supermercati (ovviamente farcendolo :)). In questo modo due di noi ci sfamavamo anche con 6/7 euro. Sempre nel momento che si è alla ricerca del lavoro si possono trovare anche sistemazioni economiche, ovviamente non stando in centro (ma è lo stesso problema dell’italia). Prendendo Oslo come esempio, andare in periferia (1 ora circa) si trovano anche alloggi a 500 euro (https://www.airbnb.it/rooms/10953394?checkin=01-03-2016&checkout=01-06-2016&s=f0_ebEL5) idem per Bergen (https://www.airbnb.it/rooms/10383529?checkin=01-03-2016&checkout=01-06-2016&s=c07nzWps). Sul discorso lingua a livello lavorativo invece non posso portare testimonianze essendoci andato solamente in vacanza. Personalmente, come già detto, tra le cose negative per un italiano metterei il buio invernale, la carenza di sole anche nel periodo estivo (a Bergen piove mediamente più di 200 giorni l’anno) ed un popolo un po’ freddo.
        Sul fatto di rispondere solo sul NON è dovuto al fatto che cercavo delle informazioni su internet e mi sono imbattuto nel tuo articolo… 😉

      • biancamilla
        febbraio 24, 2016

        Eh sì, approvo e confermo tutti i tuoi accorgimenti. Le cene al ristorante nei primi mesi norvegesi le conto sulle dita di una mano e la sistemazione era fuori dal centro, anche se i trasporti pubblici hanno reso gli spostamenti comunque comodi. La pioggia di Bergen? Al solo pensiero dell’anno passato là, soprattutto dell’autunno, mi scricchiolano ancora le ossa! 🙂

  5. Alfonso
    febbraio 29, 2016

    Ciao, Argomento trattato benissimo e con un pizzico di ironia che non guasta mai. Io a breve dovrei laurearmi in ingegneria chimica e ho lo IELTS, vorrei iscrivermi al corso di “petroleum engineering” presso l’università di Stavanger. Che tu sappia nell’ ammissione e nella valutazione dei candidati sono molto rigidi? E se potessi dirmi com’è Stavanger come cittadina? Grazie in anticipo per la risposta

    • biancamilla
      marzo 1, 2016

      Ciao Alfonso, innanzitutto complimenti per i tuoi studi: sono quanto di più lontano dalla mia comprensione possa esistere! So che il corso di petroleum engineering di Stavanger è molto buono, frequentato da studenti norvegesi e internazionali. Non conosco i requisiti di ammissione, ma ne ho sentito parlare molto bene da amici che lavorano nel settore e avevano colleghi usciti proprio da quel percorso di studi. Stavanger è una cittadina deliziosa, mi è rimasta nel cuore. E’ piccola, ha conservato un centro storico veramente ben curato (oljepenger, soldi del petrolio, a volte sono ben spesi) e, spostandosi nei dintorni, la natura è splendida. E’ un ambiente internazionale, ma non so dirti come possa essere la vita per gli studenti. Non ha la fama di città “universitaria” come Bergen o Trondheim, gli studenti si concentrano nel quartiere circostante l’università, ma sono sicura che trovano comunque il modo di divertirsi! In bocca al lupo, facci sapere gli sviluppi futuri 🙂

      • khalid
        marzo 28, 2016

        Ciao biancamilla.
        Ti ringrazio per il post che fa vedere la realtà in modo più sincero e dettagliato sui costi della vita, sul rigido inverno, ecc.
        Mi piacerebbe farmi un idea di quali sono le città in cui e più facile trasferirsi per vedere il paese ed inziare una ricerca di lavoro.
        Dimenticavo mi chiamo khalid, momentaneamente sono in Danimarca da circa 1 anno per lavoro, ho fatto dei corsi di lingua e parlo abbastanza bene Danese ed inglese.
        Purtroppo qui nella vicina Danimarca non riesco ad inserirmi in qualche lavoro qualificato che mi dia un indipendenza.
        Grazie per il blog e complimenti.

      • Camilla Bonetti
        marzo 28, 2016

        Ciao Khalid, il fatto che tu abbia imparato il danese è sicuramente un fattore di aiuto perché il norvegese è molto simile. Trovare un lavoro in Norvegia non è difficile, ma le cose si complicano nelle posizioni specializzate. Comunque ti consiglio di valutare le grandi città ma non solo: spesso la ricerca di manodopera aumenta nelle aree rurali. Sul sito finn.no hai una panoramica degli annunci in tutto il paese. Ho scritto un post qualche giorno fa proprio dedicato a finn che ti insegna come usarlo. In bocca al lupo!

  6. zeni
    aprile 7, 2016

    Grazie per informazioni che li dai gratis.

  7. Ciruzzo
    luglio 4, 2016

    MA VIVA L’ I T A L I A A VITAAAAAA !!!!!!!!!

  8. Eve
    agosto 2, 2016

    Interessante e utile…volevo solo sottolineare che il bilocale a 1.000 euro con 3 mesi di caparra è standard anche a Milano…

    • Camilla Bonetti
      agosto 29, 2016

      Eh sì, Eve, hai ragione. La situazione milanese, però, non rappresenta il panorama italiano nel complesso. I lettori che vivono in provincia o in città più piccole del capoluogo lombardo di certo sono abituati a rapportarsi a prezzi inferiori, più vicini alla realtà salariale italiana. Per questo ho ritenuto opportuno precisare i costi norvegesi e, aggiungo, i 1000 euro al mese non sono spesso sufficienti per trasferirsi a Oslo e nel centro delle città maggiori.

  9. Danilo
    agosto 26, 2016

    Ciao e prima di tutto complimenti per il blog… volevo chiederti se a trondheim esistono corsi di lingua norvegesi per italiani che come me conosco pochissimo o quasi niente l inglese. Per il momento sto studiando il norvegese grazie a corsi online dell università di trondheim. Sarei davvero grato se tu mi rispondessi.. saluti e in bocca al lupo per tutto

    • Camilla Bonetti
      agosto 29, 2016

      Ciao Danilo, a Trondheim ci sono di sicuro corsi di norvegese in lingua inglese, non so dirti però se esista un’offerta in lingua italiana. Ti consiglio di porre la tua domanda al gruppo FB Italiani a Trondheim che di certo conosce bene la situazione. In bocca al lupo!

  10. Farnoosh
    settembre 4, 2016

    Ciao camillo…grazie mille per tutte le informazioni che hai scritto sul tuo blog…ho sentito che gli stranieri dal atri paesi non europei che vogliono studiare all’universita’in Norvegia…possono portare un altra persona con se con lo stesso visto di studio…tu sai qualcosa su questo argomento…grazie

    • Camilla Bonetti
      settembre 5, 2016

      Ciao! Ti ringrazio per i complimenti. Purtroppo non sono molto informata per quanto riguarda le normative che regolano i visti extra europei. Ti consiglio di contattare l’Università in cui vorresti fare domanda oppure l’Ambasciata Norvegese di Roma per avere informazioni precise a riguardo.

  11. Matteo
    settembre 10, 2016

    Bravissima, ottimo articolo, e lo dice uno che in Norvegia ci vive!
    Solo che sei stata molto “delicata” sul punto sociale!
    Per chiunque volesse venire in Norvegia, capiterà sopratutto all’inizio e probabile per un bel pò di tempo, di stare soli! Quindi niente lamenti se star soli fate fatica!
    Poi… cosa che la nostra scrittrice non dice, è che i norvegesi son ben lungi dal essere dritti e onesti! Tradotto, se possono inc…re lo fanno spesso e volentieri, anche tra di loro, ma con il sorriso. Oltre a questo, capita spesso che se hanno fatto molte feste con te, e tu li reputi amici, da provarli nel momento in cui hai bisogno di una mano! Li ci si rende conto che il norvegese tipico (non tutti ovviamente)… Ti lascia solo come un bel cagnolino! Perciò, smettetela per favore di dire il mio grande sogno è di venire tra i fiordi, perchè avete ascoltato la TV che spara il mito degli scandinavi come popolo avanzato! Di avanzato hanno solo (intendo caratterialmente) la propensione al profitto! Per il resto, dal mio punto di vista, sono indietro di millenni anche da noi italiani! Ovviamente hanno il vantaggio petrolio, ma questo non rende la vita bella! …
    Alla mia domanda: Ti piacciono i norvegesi? A parecchi stranieri da ogni parte del mondo che vivono qui da tempo, tutti e dico tutti rispondono un secco NO!
    Se la nostra amica italiana ha trovato qualcuno che dice si, me lo faccia conoscere, grazie.
    Cosa è positivo quindi? Beh poca delinquenza, e sicuramente come stranieri conoscerete altri stranieri che meritano sicuramente molto di più nella vita sociale!
    Ci si rende indipendenti, e si vede poi il modo sotto altra luce!
    Le paghe sono più alte che in Italia, ma si scontrano con l’alto costo dei servizi, perciò difficile che diventate ricchi!
    Altro punto interessante sui soldi che imparerete qui! E’ che, amici miei, i soldi non sono cosi importanti se alla fine il prezzo da pagare è salato psicologicamente è alto! Perciò, venite, anzi meglio perchè qualche italiano in più è ben accetto, almeno detto da un compatriota, ma prendetela come esperienza di crescita e non come illusione di un mito che è tutt’altro!

    • Max
      settembre 11, 2016

      perdonami se oso, ma credo che non esista nessuno in Italia che sogni di venire in Norvegia per far comunella e crearsi nuovo amici, principalmente ci si sposta perche viviamo in un paese del cavolo dove fai la fame paghi troppe tasse e non esiste lavoro ne futuro per i nostri figli, quindi, se li trovo un lavoro, discretamente pagato, che mi permette di vivere e far crescere i miei figli e portarli in un ambiente dove non rischi di farti accoltellare da un ROM o sparare da un camorrista, possano pure passare i norvegesi stronzi il freddo e i fiordi marci

    • Carlo
      settembre 11, 2016

      Vedo che l’arte di (come si suol dire) sputare nel piatto in cui si mangia è sempre ben coltivata; a parte che innanzitutto simpatia e antipatia sono opinabili; però se i norvegesi ti piacciono così poco (e non metto in dubbio che ci sia del vero in ciò che dici visto che sei là), lascia a me il tuo posto in Norvegia, che io non so cosa darei per avere un posto di lavoro in un paese nordico…
      L’unica cosa che so che non si conface a ciò che cerco io, è che le ragazze lassù sono molto libertine e poco serie. Questo sicuramente è un aspetto sociale che non mi piace della cultura nordica, ma è pur vero che sul grande numero qualcuna seria e raffinata deve pur esserci…

      • Ketty
        marzo 20, 2017

        “Le ragazze lassù sono molto libertine e poco serie.” Cosa mi tocca leggere?! Ma dove vivi?? Evidentemente non sei un emiliano-romagnolo.
        Come se adesso una donna non potesse divertirsi quando, come e con chi vuole!! Ma vergognati a scrivere certe scemenze!

      • Carlo
        aprile 3, 2017

        Scemenze sono quelle che dici tu; io non ho offeso nessuno nel dire che a me piacciono le ragazze serie e raffinate. E purtroppo ce ne sono sempre meno per colpa di chi la pensa come te…Da che mondo è mondo, essere una tr*ia non è una virtù e mai lo sarà anche se appunto ormai tutte si divertono come e quando vogliono!

  12. Max
    settembre 11, 2016

    scusa ma vorrei porti qualche

    1) l’affitto mi pare una buona cosa, un bilocale a roma o nel centro di milano ti costa di piu se conti bollette ed immondizia.

    2) l’auto non ti costa nulla portarla, passi dalle dogane vai su in auto poi dopo 1 anno fai la voltura per la targa norvegese e paghi una piccola “tassa” finisce li, se hai un auto ibrida come ce l’ho io sei pure avvantaggiata che la tassa si dimezza.

    3) il prezzo del cibo non dovrebbe interessare una nazione che come stipendio base ha 3000 euro al mese, qui si guadagnano 1500 euro e i pomodorino costano 2/2.5 al chilo, mi sembra ovvio che se spendi il doppio guadagni il doppio, non me ne preoccuperei.

    4) funziona cosi anche in svezia, danimarca, finlandia e germania, mentre lavori paghi con il tuo stipendio una assicurazione (obbligatoria) sulla disoccupazione, che ti viene incontro nel caso in cui tu dovessi rimanere disoccupata, opzione alquanto strana in un paese che ha n tasso di disoccupazione pari al 2,3%

    la tua è una bella riflessione, di chi ha e sta passando tutto questo, frutto di un esperienza che mai dimenticherai, ho vissuto un anno a NY e potrei scrivere centinaia di motivi per non trasferirsi la ma potrei scriverne altri migliaia per farlo, ognuno credo che si scelga una terra che faccia al proprio caso, personalmente sceglierei piu la svezia che la norvegia, poi pero, mi comprerei a 40mila euro un bel cottage su qualche monte norvegese 🙂

    • Carlo
      settembre 11, 2016

      Appunto, come giustamente sottolinei tu, gli affitti sono molto più folli qui, se rapportati agli stipendi…
      E i prezzi del cibo sono più o meno come i nostri; peccato che i nostri stipendi siano la metà…
      Sul discorso dell’auto invece non sapevo nulla, quindi grazie di avermi fatto conoscere una cosa in più 🙂

    • Lilla
      settembre 30, 2016

      Vorrei rispondere a Max sulla questione dell’immatricolazione auto. Le auto con targa italiana si possono portare in Norvegia, e tenere fino a 2 anni facendo una semplice richiesta online all’agenzia delle dogane (Toll), a patto di avere un permesso di lavoro temporaneo e non superiore a due anni.
      Per quanto rigurada il costo, non si paga una “piccola” tassa, si pagano 2 tasse: l’IVA (basata sul valore commerciale dell’auto in Italia) e poi la tassa di registrazione, che viene calcolata sulla base di diversi aprametri (peso dell’auto, potenza del motore, emissioni etc.), oltre ovviamente al bollo norvegese. Per la mia auto, del valore commerciale di 7 mila euro, ho pagato 4 mesi fa circa 12 mila euro di tasse di immatricolazione, quindi non proprio bruscolini.
      P.S. Vivo in Norvegia da 10 anni e conosco moltissime persone che sono passate attraverso questa trafila, tutte affrontando spese analoghe

      • Max
        ottobre 1, 2016

        ovviamente non ho motivo di non crederti, ma non capisco perche pagare l’IVA se io l’auto l’ho gia pagata e ho pagato anche l’IVA, qui non si parla di acquisto di auto ma di cambio targa della proprioa gia pagata perche mai dovrei ripagarla dinuovo?

  13. Lilla
    ottobre 2, 2016

    Max, non sono purtroppo un’esperta di questioni fiscali, ma credo che il punto sia che si sta importando un valore, sul quale le autorità norvegesi richiedono di pagare l’IVA. Questo è scritto chiaramente anche sul sito dell’agenzia delle tasse: “You must pay value added tax at the rate of 25 percent for vehicles you import into Norway. The tax will be calculated based on the customs value”.
    http://www.skatteetaten.no/en/person/cars-and-other-vehicles/import-car/value-added-tax/
    Credo che un simile approccio si applichi in teoria a tutti gli altri beni superiori ad un certo valore, indipendentemente dal fatto che gli oggetti siano nuovi o usati.

  14. Anna
    dicembre 26, 2016

    Ciao bel bolg!!!
    Avevo pensato di fare una vacanza a tromso…le informazioni turistiche le ho trovate su internet, volevo chiederti qualche informazione pratica: sul cibo e il modo di vestirsi e soprattutto su come viene vista una famiglia con bambini in età scolare.
    grazie mille!!!

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