Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Pepperkakebyen: la città di biscotto

Il mørketid, il tempo del buio, è arrivato: il pigro sole non appare prima delle nove di mattina e alle quattro di pomeriggio già torna a dormire dietro le montagne. A peggiorare la situazione ci pensa il manto di nuvole che oscura i pochi timidi raggi e la pioggia fredda portata dal vento, che ti sussurra “torna a dormire”. I Nordmenn però sono abituati a questi mesi scuri e li combattono con la luce.

Il Natale qui è nell’aria da Novembre, un’attesa silenziosa e laboriosa, fatta di canzoni provate e riprovate fino alla perfezione, di mercatini in cui vendere decorazioni fatte a mano, di scaffali del supermercato ricchi di cibi mai visti prima. Mentre diminuiscono i giorni di distanza dal 25 dicembre, cresce l’attesa e la parola Jul (Natale) entra a far sempre più parte della vita quotidiana: si organizzano Julebord (tavoli di Natale, imbanditi di pietanze tradizionali) al ristorante, si beve Julebrus (bevanda gassata al sapore di cranberry) o Juleøl (birra di Natale) nei bar e i bambini scrivono letterine cariche di desideri a Julenissen (il buon vecchio Babbo Natale).

Avendo resistito al contagio per ventiquattro giorni, quasi iniziavo a considerarmi immune alla Julemania che mi circonda. Ciò che mi è successo oggi, però, ha annullato qualunque difesa mentale avessi eretto e mi ha riportata all’innocente gioia natalizia dei sei anni. Nelle scorse settimane ho aiutato i bambini delle scuole a costruire case di pan di zenzero (pepperkake in norvegese), decorate poi con caramelle e marshmellows e conservate in cucina. Ciò che non riuscivo a spiegarmi era: cosa aspettano a mangiarle? Non le hanno mai mangiate, le hanno portate in un palazzo del centro, dove sono state raggruppate a centinaia, per ricostruire la città stessa. Non è stato un lavoro dei soli bambini, tantissime persone hanno contribuito costruendo chiese, ponti e palazzi di pan di zenzero.

Il risultato è qualcosa che lascia a bocca aperta: si entra in una sala buia e ci si ritrova davanti a una città ricreata in una miniatura di biscotto, magica e perfetta. Il tempo e lo spazio spariscono, mentre si riconoscono luoghi conosciuti qui ricoperti di caramelle colorate: il tram che ti porta a lavoro ogni giorno, lo stadio pieno la domenica, i negozi del centro, le barche nel porto. Qualcuno ha addirittura ricostruito pazientemente il concerto di Bruce Springsteen avvenuto quest’anno.

Improvvisamente il freddo cinismo che avvolge il cuore si scioglie, mentre si immagina il lavoro e l’impegno di cuore di tutte le persone che hanno contribuito a creare questa meraviglia. Si esce lentamente dalla stanza, spaesati, come di ritorno da un viaggio in un luogo conosciuto dalla fantasia, ora confermato dalla mente. Ragazzi vestiti da elfi offrono Julebrus e pan di zenzero da appendere all’albero. Per la prima volta non sbuffo, acquisto entrambi, sorrido all’elfo e ritorno alla realtà. 

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3 commenti su “Pepperkakebyen: la città di biscotto

  1. adrienne riordan
    novembre 25, 2012

    wow! In effetti mi chiedevo come facessero i popoli del nord a vivere senza sole! Quando ci penso mi viene l’ansia!

    Tra parentesi, mi sai dire qualcosa sul paese di Volda? C’è un progetto EVS interessante ma mi sembra un provincia così piccola (oltre che piovosa)…

  2. pinop72
    gennaio 13, 2013

    Ciao Norvegiana,
    noi siamo di Trento e stiamo “studiando” un po di norvegese per poterci spostare ma ormai sui vari blog leggo che la domanda di lavoro è full…… per cui…. no lavoro….

    • biancamilla
      gennaio 27, 2013

      Ciao Trentini! Eh, il mercato del lavoro diciamo che è sempre più competitivo, oltre alla forza lavoro norsk sempre più persone arrivano dall’estero a dare man forte 🙂 Dipende molto dal settore in cui siete specializzati. Gli ingegneri, i tecnici meccanici sono sempre molto richiesti dalle industrie petrolifere. Che dire? Controllate se la vostra professione figura nelle job offers, se cosi fosse, dere kan fortsetter aa studere norsk! Lykke til 🙂

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