Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

L’autunno e il dottor Bamse

L’autunno è arrivato anche qui a Bergen e le giornate si accorciano con la stessa velocità con cui si allungavano ormai sei mesi fa. Dopo un’estate definita dagli stessi norvegesi, “fresca” e piovosa, il sole è tornato a splendere per addirittura tre giorni consecutivi. Questo miracolo si è verificato nel week end, creando un delirio generale che ha spinto tutta la popolazione cittadina a uscire di casa per  godersi l’inaspettato tepore. Inutile dire che non ho potuto fare a meno di unirmi alla tendenza. Dopo aver scrutato attentamente lo spazio di cielo sopra casa e aver consultato il meteo su internet, ho deciso di rischiare il tutto e per tutto: niente giacca impermeabile, niente stivali di gomma. La mia passeggiata senza meta è cominciata alle tre, il centro città  era gremito di persone come poche volte l’avevo visto: i negozi esponevano la merce all’esterno, i bar si affrettavano ad aggiungere tavoli e sedie a improvvisati dehors e tutti guardavano il cielo con gioia e stupore.

Raggiunta la piazza centrale ho notato la presenza di molti medici in camice, con gli strumenti di lavoro appoggiati su tavoli pieghevoli; intorno a loro, molti bambini giocavano con palloncini e peluche. Mi sono avvicinata per capire cosa stesse succedendo, ma la situazione restava poco chiara: cosa ci fanno i dottori con gli stetoscopi e i trucchi per creare maschere di Carnevale? Mi sono ricordata quanto detto dalla professoressa di norvegese al corso, pochi giorni prima: usate qualunque pretesto per provare a comunicare.

Un giovane medico si è offerto di spiegarmi l’iniziativa: ogni due anni, un collettivo di studenti di medicina organizza una giornata in cui avvicinare i più piccoli. Per tutto il pomeriggio i volontari si mettono a disposizione dei bambini per regalare palloncini colorati, dipingere maschere buffe, ma soprattutto per curare i peluche che hanno avuto qualche piccolo incidente. Mentre mi parlava, il dottore ha eseguito un accurato check up a un pappagallo di pezza che,a detta della padroncina, era diventato inappetente.

Il paziente successivo era un orso di pezza a cui l’incontro con il cane di casa era costato la perdita di una zampa: ago e filo alla mano, il medico ha rimesso a posto il malcapitato. Il preoccupatissimo bambino ha osservato l’operazione tenendo per tutto il tempo la zampa sana tra le mani e se n’è andato, sollevato e contento, ringraziando il dottore con fare molto maturo.

Poco dopo, seduta su una panchina sul bordo dell’oceano, ho riflettuto meglio riguardo quanto appena visto. Credo che questo possa essere un bello spunto per tutti i dottori che ogni giorno lavorano con i piccoli pazienti. In poche ore si può modificare l’approccio alla medicina, e creare un rapporto di fiducia di lunga durata.

 

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2 commenti su “L’autunno e il dottor Bamse

  1. Michele
    ottobre 8, 2012

    Qualche tempo fà in un servizio al telegiornale avevo visto qualcosa di simile anche da noi, un gruppo di veterinari che curava animali di pelouche (ma si scrive così? Boh!), lo scopo dichiarato era insegnare ai bambini a prendersi cura dei loro piccoli ed inanimati amici.
    Bella iniziativa!

  2. mupablog
    ottobre 9, 2012

    questo delirio per il sole, indica che sia proprio una cosa insolita 🙂
    Marion

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 6, 2012 da in Forse non tutti sanno che..., Prime impressioni norvegiane con tag , , , , , .

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