Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Norvegia: vizi, vezzi e paranoie. Parte terza

Il terzo capitolo di vizi, vezzi e paranoie non è farina del mio sacco. O meglio, lo scrivo io, ma queste chicche arrivano direttamente dal puntiglioso sguardo di mia mamma. Il primo viaggio in terra norvegese, di cui si parlava da anni ma che si rimandava sempre, l’ha portata a Bergen a trovare me e ad analizzare i norvegesi. Non è facile appartenere al segno più precisino dello zodiaco (indovinate qual’è), e ancora meno facile è trattenersi dal commentare tutto ciò che si riscontra durante l’analisi.

-LA PULIZIA. Dopo circa tre minuti di passeggiata per le vie di Bergen, il primo commento: “la Norvegia non è poi così ordinata”. Se paragonata a Svizzera e Germania, si intende. Qui è consentito all’erba di crescere oltre la soglia dei due centimetri, ai fiori spontanei di sopravvivere nelle aiuole tra gli esemplari piantati e ad alcuni mozziconi di sigaretta gettati a terra di non essere raccolti. Anche i Norvegesi non sono poi così precisini: sono socievoli, i bar sono affollati, la gente ti rivolge la parola. Pensava che salendo a Nord le cose non potessero che diventare sempre più precise, efficienti e impersonali, invece, sotto il ghiaccio c’è calore. Sconvolgente. Ma piacevole, ha subito aggiunto.

-LE FINESTRE. Oggetto di stupore supremo e tormentone dei giorni due e tre di permanenza. Le finestre norvegesi, tenetevi forte, si aprono verso l’esterno. Già. Ecco spiegato il motivo per cui tutti adornano i davanzali interni con piante, lampade e chincaglierie varie. Ecco perché nessuno, nemmeno in piena estate, mette i gerani all’esterno. Io non l’avevo notato. E apro le mie finestre verso l’esterno da sei mesi. Ciò ha portato ad un altro inquietante dubbio: come fanno a lavare i vetri? La risposta non è piaciuta: non lo fanno. Lo fa la pioggia, con regolarità degna di una colf.

-LE CASSETTE DELLE LETTERE. Altro dettaglio che mi era sfuggito. Avete presente le avventure quotidiane del postino italico tra cani che minacciano morsi, cancelli che non si aprono e indirizzi che non si trovano? Nei quartieri residenziali norvegesi le cassette delle lettere sono ordinatamente raggruppate, solitamente sotto tettoie, e hanno impresso il numero di casa a cui appartengono. Risultato: il postino impiega la metà del tempo a consegnare e gli abitanti fanno qualche passo in più, che non fa mai male alla salute.

-IL PARCO GIOCHI. Qui le giostre sono prove di sopravvivenza. I nostri scivoli hanno gradini bassi e corrimano e quasi sempre un adulto tiene la manina del piccolino per tutta la salita e attende a fine scivolata a braccia aperte. Qui sullo scivolo ci vai da solo. E non ci sono gradini per arrivarci, bensì una mini parete da arrampicata artificiale. Facile immaginare l’italica apprensione di mia mamma, in patria considerata ” tranquilla”, nel vedere un bimbo di appena due anni arrampicarsi da solo, mentre la maestra dell’asilo se ne sta seduta a venti metri con l’ipod nelle orecchie. La giostra migliore si trova nel parco giochi del Floyen, che credo possa definirsi test di sopravvivenza n.1 : una ruota dentata alta più di due metri, senza alcuna protezione laterale, su cui arrampicarsi e sedersi a cavalcioni una volta raggiunta la cima. Io non me la sentirei di salirci nemmeno ora.

-IL PAESAGGIO. Per chi arriva dalle Alpi, il paesaggio norvegese è spiazzante. La vegetazione che siamo abituati a trovare a 1500 metri qui cresce a livello del mare, per cui ti trovi a passeggiare tra gli scogli raccogliendo lamponi e mirtilli. A seicento metri qui ci si trova circondati da un panorama quasi privo di vegetazione, da alta montagna. Fa strano sedersi tra le genziane guardando il mare. Una sensazione familiare in una realtà diversa, come non si era mai provata prima.

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22 commenti su “Norvegia: vizi, vezzi e paranoie. Parte terza

  1. Gabriele
    settembre 7, 2012

    Mi piacciono da morire questa serie di post in cui vengono messe a confronto i diversi stili di vita. Bellissima anche la foto! Complimenti!

    • biancamilla
      settembre 9, 2012

      Grazie mille! 🙂

    • giuseppe
      settembre 16, 2012

      Questi post della signora BiancaCamilla sono stupendi, sono gradevoli, scorrevoli e piacevolissimi, complimenti, sono stato a Bergen , dopo avere girato una piccola parte di Norvegia (oslo,voss, bergen, Alesund,finse,Flam e Trondnheim), tutto organizzato da me via internet, mi sono molto divertito , a parte il costo della vita allucinante, BERGEN mi è rimasta nel cuore , poi ho trovato anche 7 giorni di sole continuo ad AGOSTO cosa rara , mi dicevano alcuni abitanti di questa città.
      Alloggiavo in una bella via chiamata ytre markenveien se non erro, sembrava il paese delle fiabe, poi per finire anche io mi sono innamorato delle loro grandi finestre con mille ninnoli esposti…grazie mille per le belle cose che scrive e di nuovo complimenti.

  2. michiamoblogjamesblog
    settembre 8, 2012

    Gentile norvegiana, ho deciso di partecipare a questa iniziativa e ho segnalato il suo blog fra quelli che mi piacciono di più e che seguo abitualmente…uno la può vedere o come una noiosa catena di sant’antonio oppure come un modo divertente per conoscere nuovi blog…se vuole saperne di più può andare a questo link. Un caro saluto e complimenti per il suo blog…a me Bergen mi è rimasta nel cuore.
    http://michiamoblogjamesblog.wordpress.com/2012/09/08/one-lovely-blog-award-perche-no/

  3. mupablog
    settembre 8, 2012

    ma perchè avete scelto Bergen? perchè proprio lì?
    (sono curiosissima) Marion

    • biancamilla
      settembre 9, 2012

      Abbiamo scelto Bergen perché è la seconda città della Norvegia; Oslo è la prima scelta di quasi tutti quelli che arrivano qui, per cui abbiamo pensato sarebbe stato più difficile trovare lavoro e sistemazione (è anche più cara). Bergen è immersa in un paesaggio molto bello e conserva ancora molti edifici antichi. Ci troviamo molto bene, l’unico inconveniente è la pioggia frequente, ma ci si fa l’abitudine! Ma non escludiamo spostamenti in futuro, una volta migliorata la conoscenza linguistica.

      • natalia_pi
        settembre 12, 2012

        una domanda al volo: che lavoro fai? il mio ragazzo austriaco a volte spinge per passare un periodo in Scandinavia, lavora nell’IT. io, umile insegnante di italiano ed inglese (sono bilingue) temo tantissimo la disoccupatio. mi illumini? e, che bella, Bergen! ho avuto un innamorato di quelle parti, due milioni di anni fa… ci ho passato una bella estate, mi sono piaciuti i norvegesi!

      • biancamilla
        settembre 13, 2012

        Io sono laureata in relazioni internazionali, e non è un ambito per cui la lingua inglese è sufficiente. Sto facendo corsi di norvegese e intanto lavoro come commessa, ottimo perché parlo con le persone e evito la trappola dell’inglese-che-tanto-mi-capiscono-lo-stesso. Appena raggiunto un buon livello cercherò qualcosa di più vicino a ciò che ho studiato!

  4. 100giorniafrancoforte
    settembre 10, 2012

    cara Norvegiana, jamesblog mi ha menata dentro quella trappola del one blog award, e anche io ti ho citata fra i preferiti: http://francoforte.wordpress.com/2012/09/10/one-lovely-blog-award-perche-no/

  5. natalia_pi
    settembre 12, 2012

    uh bello questo blog! mi mancava un blog di espatrio in Norvegia… ottimo! ripasserò a trovarti 🙂

    • biancamilla
      settembre 13, 2012

      Ti ringrazio. HO fatto un giretto su vediamodai e ti devo fare i complimenti, molto bello e divertente. Mi incuriosisce molto l’anno sabbatico, fammi sapere dove andrete!

  6. Umberto
    settembre 18, 2012

    Complimenti, davvero! Ho vissuto solo per 6 mesi a Tromsø causa Erasmus e mi sono letteralmente innamorato di questo paese. Mi ritrovo pienamente in tutti i tuoi racconti. E dentro la testa riparte la giostra dei ricordi…

  7. Teo
    settembre 23, 2012

    Salve. Ho letto qualche articolo, e vorrei urlare speriamo di rimanerci.
    Ebbene si mi sono trasferito proprio oggi a oslo in un accogliente quartiere chiamato bekkestua, mio zio ci vive da 7 – 8 anni se non ricordo male a lui e’ andata bene.
    E’ triste dover lasciare la propria famiglia, gli amici, tutto in italia ma pur di cambiare vita e paese faccio questo disperato tentativo.
    Io non so ne inglese e tanto meno il norvegese, questo mi preoccupa mooooolto.
    Continuo a leggere gli articoli mi faccio forza ciao ciao

  8. Elena
    settembre 26, 2012

    Cara Norvegiana, sono norvegiana anche io da un annetto. Il racconto che ho letto è bellissimo ma vorrei darti un suggerimento e far tirare un sospiro di sollievo alla mamma precisina: alle finestre che si aprono all’esterno si possono lavare i vetri! Come è possibile, mi chiederai. Beh è la stessa cosa cosa che ho chiesto io alla mia amica Louise che mi ha svelato l’arcano dopo tre mesi che ero arrivata…basta ribaltarle. Apri fino in fondo il vetro afferri la parte di finestra che sporge verso l’interno dell’appartamento e con uno strattone deciso ( consiglio di dare un’occhiata se c’è qualche fermo da sganciare nell’infisso della finestra prima di applicare la brutalità che è sufficiente con le mie) si ribalta del tutto da dentro a fuori, e potrai lavare l’esterno dei tuoi vetri al calduccio anche a -20. Baci da Oslo, Elena.

    • biancamilla
      settembre 27, 2012

      Tusen takk!! Sabato mi do alle grandi pulizie d’autunno, alla lista di cose da fare aggiungo il lavaggio vetri..credo che l’inquilino precedente li abbia ignorati deliberatamente per mooolto tempo. Come ti trovi a Oslo? Che fai? Grazie ancora 🙂

      • Elena
        ottobre 1, 2012

        Ciao Biancamilla,
        scusami il ritardo nel risponderti. Ad Oslo ci troviamo bene, ci siamo trasferiti qui a marzo dell’anno scorso. E’ partito per primo mio marito e dopo un mese l’abbiamo raggiunto anche io e nostra figlia Petra che ora ha 3 anni. Io per il momento faccio la mamma e studio il norvegese, mio marito invece lavora e fa il pizzaiolo. Oslo mi ha stupito un po’, me la immaginavo molto più metropoli, e invece mi sono ritrovata a girarla, senza difficoltà per interi quartieri a piedi. Noi abitiamo a circa 9 km dal centro città nel Vestre Aker, la zona è molto bella verdissima, pochi passi da casa abbiamo Bogstadvann, che d’estate è una meravigliosa piscina e d’inverno una pista da fondo. Non rinuncerei alla tranquillità della zona dove stiamo, anzi a volte mi domando come sia abitare in città più piccole di Oslo, sia io che mio marito vorremmo provare a spostarci un po’ più fuori.
        Ti devo fare ancora un sacco di complimenti, perchè più mi addentro nel tuo blog, più le cose che leggo mi fanno rivivere tutti i momenti che abbiamo passato inizialmente e che tutt’ora viviamo. E il tuo sguardo sulle cose è così sincero! Un caro abbraccio.

      • biancamilla
        ottobre 6, 2012

        Ti ringrazio per la risposta. Fa piacere avere il parere di un’italiana che vive a Oslo. Ogni volta che chiedo a qualcuno qui a Bergen come sia la capitale, partono descrizioni apocalittiche di una metropoli pericolosa e confusa. Non corre buon sangue, evidentemente.

  9. fraitalia
    ottobre 7, 2012

    Hei!

    Sono finita per caso sul tuo blog, cercandone qualcuno sulla Norvegia. Io ho la fortuna di poter vivere in Norvegia per un anno, come utvekslingsstudent, un po’ più a Sud rispetto a te (Rogaland), ma mi ha fatto sorridere leggere questo post e notare che il tuo punto di vista è molto simile al mio! E, per il paesaggio, quanto ti capisco: io sono abituata alle Alpi in Italia e, dopo più di un mese, continuo ancora a stupirmi della natura durante i miei viaggi in treno! Stessa identica sensazione 😀

    Buona fortuna in Norvegia!

    • biancamilla
      ottobre 11, 2012

      Hei! Ora sono curiosa.. Come mai un anno in Norvegia? Sono contenta di sapere che condividi le mie impressioni di alpina 🙂 Sei a Kristiansand? Buona fortuna anche a te, anzi, lykke til 🙂

      • fraitalia
        ottobre 13, 2012

        Hai mai sentito parlare di AFS? E’ un’organizzazione mondiale grazie alla quale ho vinto una borsa di studio e posso trascorrere un anno (scolastico) in Norvegia, paese in cui ho sempre sognato di vivere.
        No, non sto a Kristiansand: sto in un paesino
        nei pressi di Egersund 😀

  10. Ettore Lusa
    febbraio 19, 2014

    Ciao Biancamilla,
    mi chiamo Ettore ed abito in Norvegia da alcuni anni. Un piccolo appunto sulle finestre. Nelle finestre che montano abitualment sulla dx c’e’ una cerniera con una piccola clip che se tu la muovi ti consente di rovesciare la finestra in modo che la parte esterna sia all’interno e cosi’ la puoi pulire. Provare per credere.
    Dop 13 anni di Norvegia (dal Finmark a Trøndheim) posso dirti che non tutto mi trova d’accordo ma sicuramente hai un bel Blog. Scrivimi pure se vuoi qualche informazione ulteriore. Ciao e auguri

    • biancamilla
      febbraio 19, 2014

      Ciao Ettore! Si, qualche tempo dopo aver scritto il post mi sono accorta della magica clip apri finestra! Tredici anni in Norge? WOW!Da qualche giorno il blog ha lanciato l’iniziativa “tocca a voi” così da sentire anche altre voci di italiani in Norvegia. Cosa ne dici di condividere con i lettori la tua esperienza, la tua opinione sul paese in cui vivi, cosa ami e cosa detesti della Norvegia? Puoi mandare il materiale a blog.biancamilla@libero.it. La tua storia potrebbe essere utile a molte persone, sei un “veterano” del Nord! Buona giornata 🙂
      Camilla

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