Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Arbeidssøker 2 : il colloquio

[PROSEGUE DA – Arbeidssøker? Come cercare lavoro su a Nord]

Dopo tanti curriculum inviati per le varie offerte di lavoro quotidianamente postate su siti specializzati, arriva il momento della verità: il colloquio.

Le interviste che mi sono capitate in Italia sono state di due tipi: estremamente rilassate ed evasive sui termini di contratto, oppure serie e rigorose. Nel primo caso frasi come “si comincia con una prova”, “vanno ancora definiti bene i termini dell’eventuale contratto” volavano per la stanza, accompagnate dal ritornello mentale “stai solo perdendo il tuo tempo”. Nel secondo, invece, mi sono trovata faccia a faccia con eminenze grigie che si dividevano tra il flusso costante di telefonate e il passaggio a raggi x della sottoscritta, riportando alla luce reminiscenze da esame universitario.

Come affrontare un colloquio in Norvegia? Questo è quanto ho avuto modo di capire in pochi mesi e pochi colloqui, ma può essere un inizio per non partire (come me) a scatola chiusa.

– Cercate di arrivare puntuali all’appuntamento. Il ritardo è considerato segno di inaffidabilità, ma anche presentarsi in anticipo sull’ora prestabilita non è molto gradito. Pensando di impressionare il proprietario di un negozio mi sono recata a un colloquio mezz’ora prima, ma sono stata gentilmente invitata a presentarmi all’ora concordata: forse, ha detto, non hai capito bene l’orario fissato.

– Non strafate nell’abbigliamento. Come direbbe mia nonna: puliti e in ordine. Qui una camicia è già considerabile un segno di eleganza, meglio non aggiungerci giacca e cravatta. Scegliete qualcosa che vi stia bene e con cui vi sentiate a vostro agio, diciamo un classico abbinamento jeans e maglioncino carino o camicia. Se si tratta di un lavoro in un luogo pubblico potete dare un’occhiata i giorni precedenti, in modo da capire in anticipo che tipo di abbigliamento indossino i dipendenti.

– Anche se l’avrete già allegato alla mail, è meglio portare una copia cartacea del curriculum, in modo da permettere a chi vi intervista di seguire direttamente i passaggi che gli andrete elencando alla domanda “quali sono le tue esperienze precedenti”.

– Le domande poste sono più o meno sempre le stesse:

– Quali esperienze lavorative/di studio hai effettuato fin ora?;

– Che lingue parli?;

– Da quanto tempo sei in Norvegia? Per quanto pensi di restarci? (non è cattiveria, devono capire se siete solo di passaggio);

– Qual è il tuo maggiore difetto/pregio? (non dite di non avere difetti o peggio, non tirate in ballo difetti che in realtà sono pregi);

– Cosa sai di questo lavoro? (qui solitamente vi spiegheranno come funziona la loro attività, cosa si aspettano da un futuro dipendente, che tipo di contratto intendono fare, il salario ecc.);

– Sei disposto a lavorare full time o part time?;

Rispondere a queste domande in norvegese, specie se non avete ancora una buona padronanza della lingua, può risultare abbastanza difficile. Se siete agli inizi, meglio parlare direttamente inglese, piuttosto che bloccarvi ogni dieci secondi a cercare la parola giusta (lo dico per esperienza). Se invece cominciate a comunicare abbastanza bene, ma avete paura di perdere il filo del discorso, potete prepararvi prima delle risposte pronte: scrivere vi aiuterà a memorizzare meglio.

La domanda che nessuno si aspetta e puntualmente arriva sul finire del colloquio è: cosa fai nel tempo libero? Sembra una inezia, ma per i norvegesi è un fattore importantissimo nella scelta del candidato. Ovviamente siete sportivi, amate stare all’aria aperta e fare lunghe scampagnate!

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9 commenti su “Arbeidssøker 2 : il colloquio

  1. Francesca
    luglio 17, 2012

    Mi ha fatto tenerezza leggere questo blog. Anche io ne avevo uno su Bergen e come dicevo oggi a Brunella (la ragazza del documentario) sono stata costratta a cancellarlo perchè era diventato estremamente popolare e ricevevo troppe e-mail con richieste d’informazioni extra di vario genere…mi rivedo molto in queste prime impressioni.
    Tanti saluti da Bergen 😉
    Francesca.

    • biancamilla
      luglio 27, 2012

      Ciao Francesca,
      ti chiedo scusa per il ritardo! Nel mio caso posso dare ancora pochi consigli, ho ancora tanto da imparare riguardo questo paese, per ora so solo che mi piace moltissimo! Se ti va possiamo prendere un caffè e fare due chiacchiere, scrivimi sulla mail camilla_bonetti@libero.it
      Ciao! 🙂

  2. Alwx
    giugno 27, 2013

    Ehm, il plurale di “curriculum” è “curricula”.
    …e meno male che sei laureata!

    • biancamilla
      giugno 27, 2013

      Grazie per la precisazione! Il plurale latino è, come dici tu, curricula. ll post in cui è inserito il termine, però, è in lingua italiana e la maggior parte dei dizionari della lingua italiana descrive il termine curriculum come “sostantivo maschile invariabile”. Cito la Treccani, ad esempio, curriculum: termine invariabile, come ogni latinismo. Allora come dovremmo comportarci con referendum, bonus, auditorium, virus e forum al plurale?
      Detto questo, ti ringrazio per la precisazione e, volendo fare anche io la precisina, ti dico: dopo i tre puntini di sospensione ci vuole uno spazio. 🙂

  3. GAbrieLL (@Dako_Rose)
    gennaio 6, 2014

    Che bel blog, complimenti 🙂
    Mi sto innamorando sempre più della Norvegia 😀

    • biancamilla
      gennaio 9, 2014

      Grazie! Chissà che il 2014 non ti regali un bel viaggio qui al Nord:)

  4. pappalardo tatiana
    gennaio 22, 2014

    Ciao camilla sono tatiana ti contatto dalla sicilia.ho 3 bimbi da qualche tempo ho l’idea fissa di trasferirmi in norvegia,per loro x dargli un futuro, io faccio la parrucchiera da 20 anni,ha dimenticavo ho 33 anni.

    • biancamilla
      gennaio 22, 2014

      Ciao Tatiana. Ti consiglio di pensare molto bene prima di decidere per un trasferimento. Dici di fare la parrucchiera quindi, immagino, hai un lavoro in Italia. Inoltre hai tre bimbi a cui pensare. Sei ancora giovane, è vero, ma non so quanto ti convenga lasciare ciò che hai di certo per un’avventura complicata, per te e per i tuoi bimbi, come il trasferimento. Valuta bene pro e contro, insomma! In bocca al lupo 🙂

      • pappalardo tatiana
        gennaio 22, 2014

        Ciao biancamilla grazie per avermi risposto.E vero bisogna valutare bene questa scelta e credimi non e facili ho 20 anni di attivita un negozio mio ben avviato una casa mia,forse ho tutto ma quando guardo i miei figli vedo buio se poi c
        onsideri che mio marito sta x partire in algeria x lavorare perche quac non ce piu niente l’ansia assale x non parlare della situazione politica ed economica non ce tanto da sperare.Ma visitanto vari siti e blog ho capito che non ecosi facile oggi ho anche parlato con la consulente eures certo e difficile ma continuero a sperare intanto sto

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