Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Bruce Springsteen emoziona il cielo di Firenze

Sono passati quattro mesi dai nostri primi passi sul suolo norvegese; la neve si è sciolta, le giornate sono lunghissime e conversare con i locali sembra quasi possibile. L’otto giugno impacchettiamo i pochi vestiti leggeri che abbiamo e corriamo all’aeroporto di Bergen. Perché tanta fretta di tornare in Italia? Per abbracciare i parenti e rivedere gli amici, ovviamente. Ma soprattutto perché, finalmente, è arrivato il momento di utilizzare i biglietti acquistati mesi fa e goderci il concerto di Bruce Springsteen a Firenze.

Il Boss attrae nella città toscana cinquantamila spettatori, la maggior parte dei quali si unisce ai turisti nelle vie del centro in attesa di poter accedere allo stadio Franchi. A metà pomeriggio la folla si sposta gradualmente verso lo stadio per aggiudicarsi una buona posizione nel prato e sugli spalti. Nuvole scure corrono rapide nel cielo ma sono innocue, penso io, qui non ci sono mica le correnti atlantiche! Accanto a noi prende posto una coppia sulla cinquantina, che ci chiede in inglese se questo sia lo stadio della Fiorentina. Una volta avuta la conferma e scattate un po’ di foto per l’amico tifoso rimasto a casa, gli chiedo di dove siano. “Siamo olandesi, siamo venuti in bicicletta!” Scoppio a ridere, stupita dall’autoironia del paese su due ruote per eccellenza. “Ci abbiamo messo tre settimane. Germania, Austria, Italia” traccia col dito il percorso davanti a noi, mimando anche il su e giù delle Alpi. “Per vedere Bruce. Ci piace Bruce”. Mi risiedo e aggiungo alla lista mentale delle cose da fare “invecchiare cosi”.

Il Boss sale sul palco, gilet di pelle sugli immancabili jeans e sorriso caldo, la E street Band prende posizione intorno a lui. “Ciao Firenze siete pronti?” le note di Badlands risuonano cosi forte tra gli spalti da emozionare anche il cielo. I nuvoloni neri si radunano sopra le nostre teste e seguono il crescendo musicale del concerto: poche gocce accompagnano i primi pezzi tratti dal nuovo album Wrecking Ball, la pioggia aumenta poi gradualmente e quando si arriva ai classici come Born to Run si trasforma in un vero e proprio diluvio. Il pubblico sembra non accorgersi di ciò che accade: ci sono diciottenni inzuppati in maglietta, cinquantenni che si riparano sotto le mantelline impermeabili acquistate dagli ambulanti (ah, la saggezza dell’età), ci sono addirittura mamme che coprono il passeggino con l’ombrello per continuare a saltare, tutti sono rapiti dalla passione e dall’energia che questo sessantatreenne sul palco riesce a trasmettere. Bruce si ferma solo per ricordare l’amico Clarence Clemons, sui maxischermi scorrono le immagini di una vita di concerti insieme, accompagnate dal suono inconfondibile del suo sax. Il Boss, da rocker esperto e navigato, non si è minimamente scomposto a causa della pioggia, anzi, è sceso più volte dal palco per stare a contatto con le migliaia di fan venute fin lì solo per lui. Abbraccia, balla, sorride, come a dire: “io non intendo certo fermarmi, e voi?”. Il concerto dura infatti tre ore e mezza, e si conclude con un brano dei Creedence Clearwater Revival “Who’ll stop the rain”, in omaggio ai cinquantamila inzuppati che hanno ripercorso una vita di successi indimenticabili in uno scenario surreale. Uscita dallo stadio la massa di pazzi si distribuisce nella città che riposa in vista del lunedì, riempie gli autobus appannandone i vetri o si avvia ai parcheggi, dove cerca modi ingegnosi per asciugarsi prima di salire in auto.

Il giorno dopo, mentre i vestiti si asciugavano sotto il caldo sole della Toscana, ripercorro tutte le emozioni che quelle ore magiche sotto la pioggia sono riuscite a regalarmi. E penso che questo sia stato senza dubbio il migliore concerto della mia vita. Grazie, Bruce!

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5 commenti su “Bruce Springsteen emoziona il cielo di Firenze

  1. Kristian B
    giugno 27, 2012

    Che bel pezzo. Bellissimo blog entry. Avrei tanto voluto essere a quel concerto.
    Kristian

  2. Michele
    settembre 7, 2012

    Un pomeriggio passato a cercare di iscriversi ad Atlantis, per poter fare 6 mesi di lavoro in una fattoria norvegese (Vitto alloggio e paghetta), da li passo all’ennerimo escursus di siti per capire come ci si trova in quel paese, visto che lo sogno da anni e che ne sto già imparando la lingua, per le vie misteriose del web trovo questo blog (già salvato nei preferiti) e cosa scopro???
    Che l’autrice è una “Fu##king die hard!” che ha preso un pò della mia stessa acqua mentre urlava insieme ad altri 45000 scalmanati di essere “born in the U.S.A”!
    Le vie del Boss sono infinite. Mi fa piacere che tu ed il tuo ragazzo abbiate condiviso la gioia e la vitalità che aleggiava nel Franchi quella memorabile sera, chissà che un giorno non ci si incontri, in Norvegia o sotto qualche palco…

    • biancamilla
      settembre 8, 2012

      Il mondo è piccolo! Avevamo comprato i biglietti prima di trasferirci qui, ma sono contenta di aver vissuto quella notte magica in Italia! In Norvegia sono più pazzi di noi, i biglietti erano sold out dopo due ore dall’inizio della vendita on line. A Bergen, 250000 abitanti, ha dovuto fare due date consecutive e ho sentito di gente che è andata a entrambi i concerti.. questo la dice lunga sul buon gusto norvegese in fatto di musica! In bocca al lupo per la tua ricerca, fammi sapere quando parti e in che parte della Norvegia starai.. keep on working on a dream 🙂

      • Michele
        settembre 13, 2012

        In Italia ho incontrato gente che si è fatta tutte e tre le date ed altri che invece avrebbero raggiunto il Boss in moto nelle varie capitali europee. Personalmente ho cercato i biglietti per Bergen, ma come hai detto tu erano esauriti, mi sa che la prossima volta provvedo prima alla data straniera e poi a quella italiana ;-).

        Purtroppo ho scoperto che il partner italiano di Atlantis non offre più il servizio di working guest nelle fattorie o negli ostelli norski, ho già accumulato una marea di indirizzi alternativi, ora mi aspetta un grosso lavoro di “spulciamento”.

        A presto!!!!

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 26, 2012 da in Forse non tutti sanno che... con tag , , , , , , .

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