Norvegiani

"Farai e disferai in continuazione il tessuto della tua vita, in attesa di trovare la sola esistenza che ti possa appartenere davvero”.

Estate norvegiana

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L’estate in Norvegia arriva nel momento esatto in cui il termometro supera i venti gradi. Avete presente il periodo di adattamento a cui siamo abituati in Italia per cui, seppure faccia caldo, si levano gli strati di vestiti gradualmente? Qui non esiste. Se, dopo settimane non oltre i quindici gradi, improvvisamente la temperatura dovesse aumentare, non si potrà che uscire in maglietta e pantaloncini corti. Credo che i norvegesi posseggano una sorta di cassetto segreto telescopico che appare tra i calzini in lana grezza e le moffole e contiene il kit dell’estate improvvisa: infradito, canottiere, pantaloncini corti corti, occhiali da sole e frisbee, che non si sa mai.

Una volta indossata la divisa di ordinanza, il norvegese medio esce di casa sorridente, e comincia ad acquistare un colorito rossastro sulla nuca e sulle braccia. Il rossore aumenterà gradualmente con il passare delle ore fino a raggiungere la tonalità aragosta scottata in serata.

Qualsiasi angolo di verde si trovi in città, sia esso un parco o un’aiuola spartitraffico, verrà colonizzato all’ultimo centimetro e utilizzato come solarium, il tutto come sempre all’insegna dell’ordine e del silenzio. Le piscine all’aperto aprono a inizio maggio e permettono di scegliere tra la classica vasca, temperatura acqua circa 25 gradi, e l’oceano la cui temperatura raggiunge gli 8 gradi se sei fortunato. Inutile dire che i locali scelgono la seconda opzione, con tuffo dal trampolino e nuotata fino alla piattaforma di legno, da cui osservano con superiorità quelli che restano in piscina.

La giornata estiva norvegese non può che concludersi con una bella grigliata al parco. Sebbene il sole tramonti ormai intorno alle 23, la tradizione locale non si schioda dagli orari classici: si cena tra le diciassette e le diciannove. Tutti si procurano le griglie usa e getta: vaschette in alluminio contenenti carbonella, sulle quali è posta una griglia con cui preparare wurstel e braciole, accompagnate da generose quantità di birra e sidro aromatizzato alla mela, alla pera e addirittura alla mora (no, non ho ancora osato assaggiarli).

Quando il sole si abbassa dietro alle montagne per fare spazio alle poche ore di buio, i norvegesi tornano a casa felici con la pelle arrossata , sperando che l’indomani possa essere ancora estate.

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2 commenti su “Estate norvegiana

  1. mupablog
    settembre 8, 2012

    questa delle griglie usa e getta non la sapevo…è una genialata !
    Marion

    • biancamilla
      settembre 8, 2012

      Si, sarebbe da esportare anche in Italia, ma temo che molti leggerebbero solo “usa” e dimenticherebbero il successivo passaggio “getta” 🙂

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